
La Provincia di
Varese è propriamente “ terra d’acqua “, con i suoi nove laghi, cinque fiumi,
innumerevoli torrenti, canali e fontanili alimentati da numerosissimi pozzi e
sorgenti sotterranee.
La Valle Olona è la valle
formata dal fiume Olona a partire dalle sue sorgenti (Rasa di Velate e sorgenti
minori) fino a Castellanza.
Nel suo corso il fiume bagna le
quattro province di Varese, Como, Milano e Pavia per una lunghezza totale di 121
Km. Nella seconda parte del corso del fiume – individuabile all’altezza di
Castellanza/Legnano – si riscontrano tristemente gli effetti di un dissennato
utilizzo delle acque a scopo industriale e di una mancata considerazione del
grave impatto ambientale negli ultimi decenni.
Il fiume Olona ha infatti
determinato e determina la storia socio-economica e ambientale degli
insediamenti urbani della valle ed ha costituito un prezioso punto di
riferimento per le diverse civiltà che si sono susseguite lungo le sue sponde.
L’osservazione delle testimonianze storiche, artistiche, culturali, ma anche
della cosiddetta “ archeologia industriale “ costituiscono le chiavi per
rileggere ed interpretare la storia dei nostri antenati.
Castellanza si trova al
crocevia di questa doppia realtà : sede storica di importanti realtà
manifatturiere del recente passato che hanno contribuito alla ricchezza così
come al degrado ambientale del suo territorio, la cittadina è anche la stazione
di partenza per un possibile percorso a ritroso alla riscoperta di un grande
patrimonio culturale ed artistico di portata internazionale come testimoniato
dalle potenzialità del progetto di collegamento con la Svizzera e i circuiti
alpini attraverso la rivitalizzazione della ferrovia della Valmorea a scopo
turistico.
Ai più conosciuti nomi di
Castelseprio - parco archeologico -, Torba – monastero benedettino –, Cairate e
Castiglione Olona – "Isola di Toscana in Lombardia", si affianca una
molteplicità di angoli nascosti che possono costituire una risorsa importante
per il rilancio della zona.
Dal punto di vista naturistico,
se da un lato non si può evitare di sottolineare la disperante emergenza della
situazione del fiume Olona soprattutto nella parte bassa del suo corso,
dall’altra vengono offerti al visitatore attento itinerari, idee e percorsi
alternativi da vivere con modalità sicuramente diverse dal passato.
Si tratta di rivedere l’approccio complessivo al problema e di pensare alle
potenzialità del territorio in una modalità strutturata, nella quale i
contributi di tutte le singole realtà coinvolte possano concorrere alla
realizzazione di un progetto a lunga durata nel rispetto di tutti ma soprattutto
del nostro ambiente.
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