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G.S. Tapascioni

Wamba Hospital
Un fiore nel deserto

Il Dr. Silvio Prandoni è un uomo riservato e schivo. Per farlo parlare bisogna superare il riserbo dietro il quale difende la sua opera e la sua persona, Non è facile alle confidenze, ma se si riesce a superare la sua ritrosia, si scopre un uomo con le idee chiare, una tenace volontà e una calda passione che prende fuoco poco a poco e gli si scioglie la lingua.

E’ un mite, ma di una mitezza che non si arrende, anzi difende, con appassionata tenacia le proprie convinzioni e la propria libertà di azione . Riservato e mite, ma non isolato e solitario: con il fascino della sua testimonianza di autentico missionario, con i fatti senza tante parole, ha saputo trascinare un numeroso gruppo di amici che in tutta Italia, condividendo il suo stile di silenziosa donazione, lo hanno aiutato a creare nel deserto del Kenya un incredibile gioiello: l’ospedale di Wamba.

Vero fiore nel deserto, non solo in senso simbolico, perché anche visivamente, nella sabbia infuocata della Savana, con la sua coloratissima corolla di bouganville, l’ospedale si presenta come un’oasi fiorita.

Un ospedale modello, pulito, ordinato, con attrezzature moderne dalla sala chirurgica al laboratorio di analisi e a tutti i servizi. La farmacia produce in proprio non solo pomate ma anche le soluzioni per le fleboclisi e la scuola infermiere risulta prima fra tutte le scuole del genere in Kenya.

Un ospedale che con i suoi 200 letti potrebbe benissimo figurare in quella Lombardia da cui proviene il Dr. Prandoni.
La sua è stata una vocazione missionaria in piena regola quando a 30 anni parte per l’Africa come medico missionario ed arriva a Wamba dove era stato aperto un piccolo ospedale per le popolazioni Samburu dai Missionari della Consolata.
Viene affidato a lui e a poco a poco, sorretto dalla tenacia e da collaboratori che ne seguono l’esempio dà vita a un ospedale funzionale e di alta qualità a servizio dei poveri.

Un gruppo di medici amici e di alta specializzazione ormai da decenni si recano a Wamba volontariamente prestando la loro opera gratuitamente, mentre all’aiuto finanziario, visto che le spese di gestione sono molto alte, provvedono numerose associazioni sparse un po’ per tutta Italia, che riescono a fornire attrezzature mediche moderne e quanto serve per proseguire con le attività.

A dimostrazione che un uomo, anche se mite e schivo, quando ha ideali e sa servire questi ideali con la testimonianza della propria vita, può diventare un trascinatore.

Il Gruppo Tapascioni e felice di far parte degli «AMICI di WAMBA».

 

G.S.Tapascioni

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