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TechCorner
Lo shopping va oltre la realtà
Grazie all'augmented reality IBM tutte i dettagli per acquisti su misura

9 Luglio 2012 - Per chi in fase di shopping non si accontenta di vedere e tocare con mano i prodotti, ma vuole disporre di ogni informazione senza perdere tempo a cercare ragguagli e consigli, IBM permette un nuovo passo avanti. L'azienda ha infatti presentato un'applicazione mobile di augmented reality, che consentirà di avere una panoramica degli scaffali dei punti vendita, ricevendo informazioni personalizzate su prodotti, consigli e buoni nel momento stesso in cui girano tra i corridoi.

Entrando in un punto vendita, è possibile scaricare l'applicazione sul proprio smartphone o tablet, registrano e creano un profilo di caratteristiche di loro interesse, dagli ingredienti dei prodotti che potrebbero scatenare allergie alla biodegradabilità delle confezioni. Puntando inoltra la videocamera del proprio dispositivo sulla merce, l'applicazione riconosce immediatamente i prodotti e, tramite la tecnologia della realtà aumentatat, sovrappone i dettagli digitali alle immagini come per esempio gli ingredienti, il prezzo, le recensioni e gli sconti applicati quel giorno.

Per chi lo desidera inoltre, è possibile integrare le informazioni dei social network al flusso di dati. Se, per esempio, un amico ha scritto una recensione o ha commentato un prodotto che il consumatore sta guardando, quest'ultimo sarà in grado di visualizzarlo.

Con l'applicazione, ancora a livello di prototipo, gli acquirenti che cercano i cereali per la prima colazione possono indicare che vogliono una marca con poco zucchero, molto apprezzata dai consumatori e in promozione. Mentre un acquirente punta la videocamera del dispositivo mobile sulle scatole di cereali di uno scaffale, l'applicazione mostra i cereali che soddisfano i criteri e fornisce un buono il giorno stesso per invogliare i consumatori ad acquistare il prodotto.

L'applicazione, in fase di sviluppo presso il laboratorio di Haifa, contribuisce a far recuperare la ricchezza di dettagli dei prodotti subito disponibili sul web ai quali gli acquirenti dei punti vendita non possono accedere. Un aspetto importante anche se secondo Forrester Research gli acquisti presso i punti vendita hanno un valore superiore al 92% del volume retail.

Dal punto di vista dei rivenditori, aiuta a capire cosa piace e cosa non piace ai consumatori e a offrire prodotti correlati in altri corridoi, come per esempio le banane o il latte insieme all'acquisto dei cereali. Può inoltre rendere i punti fedeltà e i buoni digitali più comodi per gli acquirenti che non devono più cercare gli sconti.

 

 

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