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Dall'IT made in Italy segnali positivi
Segnali incoraggianti dalle prime anticipazioni del rapporto Assintel

22 Febbraio 2008 - "La spesa per l'Information Technology, in Italia, continua a crescere: secondo le nostre stime, nel 2007 l'incremento è stato del 2% a fronte del +1,6% dell’anno precedente, superiore alla crescita del Pil relativa all'anno scorso, attestata intorno all'1,7%. E' un segnale, questo, molto incoraggiante per la nostra economia, sostenuto da un nuovo protagonismo delle imprese, in particolare delle medie imprese cresciute dell’1,9% contro l’1,7% delle grandi e lo 0,6% delle piccole.  Ma non si può nascondere di essere agli inizi: la dimensione del processo d'innovazione del sistema produttivo italiano è ancora modesta, coinvolge un numero d'imprese troppo ristretto e si presenta troppo frammentata sul territorio. Né si può sottovalutare che il gap accumulato con i principali paesi nostri concorrenti rimane ancora molto elevato". E' questo in sintesi il messaggio contenuto nell'intervento di Ennio Lucarelli, Presidente di Assinform, Associazione Italiana dell'Information Technology, che ha promosso il convegno "Il Made in Italy e le tecnologie informatiche", tenutosi nei giorni scorsi a Roma.

"Per superare il ritardo e produrre cambiamenti significativi dell'economia italiana - ha continuato Lucarelli - dobbiamo trasformare l'attuale iniziativa spontanea delle imprese, in un'azione di sistema strutturata e capace di accelerare i ritmi d'implementazione dell'innovazione e ampliare la platea delle aziende coinvolte. Solo così l'innovazione potrà diventare una grande occasione di crescita per il Paese. Occorre, per questo, uno sforzo corale da parte pubblica e privata, finalizzato a produrre il binomio: domanda qualificata d'innovazione - offerta d'eccellenza".

I dati sull'IT, comunicati dal Presidente Lucarelli costituiscono un'anticipazione del Rapporto Assinform di primavera. In termini qualitativi, l'anticipazione conferma il ruolo trainante dell’hardware sull’intero mercato, ma è l'aumento registrato dal comparto del software, grazie alle performance particolarmente positive del segmento del middleware, a rappresentare il dato più significativo. In quanto strumento fondamentale nei progetti di razionalizzazione delle infrastrutture It e di integrazione applicativa, il suo incremento è una conferma dell'innovazione che le aziende stanno perseguendo. L'anticipazione ha riguardato anche le previsioni per il 2008, secondo cui, nonostante gli scenari negativi che incombono sull'economia, la crescita dell' It dovrebbe continuare, anche se con un incremento più dimesso di circa +1,8% , dato che comunque è destinato a superare nettamente il tasso del Pil stimato tra lo 0,5% e lo 0,8%.

All’interno di questo scenario va considerato il ruolo trainante che il Made in Italy, in particolare dei settori delle quattro A (Abbigliamento, Alimentare, Arredamento, Automazione meccanica) ha ritrovato grazie alla qualità dei prodotti, alla ristrutturazione produttiva e al forte impegno sui mercati internazionali.

L'indagine è stata realizzata da Assinform in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano.

Il valore del commercio elettronico al dettaglio in Italia (insieme delle vendite effettuate via Internet da siti italiani verso i consumatori finali italiani e stranieri) registra dal 2000 al 2006 un tasso di crescita che non è mai stato inferiore del 40% annuo e nel 2007 ha raggiunto quota 5,3 miliardi di euro. La maggior parte delle vendite on line avviene nel mercato interno, essendo la quota verso l'estero di 900 milioni di euro, con l'Ue, gli Usa e il Giappone i principali destinatari.

Siamo tuttavia distanti da quanto avviene nello scenario internazionale dove, in quei Paesi in cui l’export on line ha avuto maggior sviluppo, si è rivelato un fattore di acceleratore dell’economia, aprendo nuove opportunità di business, rilanciando importanti settori della produzione e del commercio in mercati prima inaccessibili. Le stime per il 2007 indicano che le vendite al dettaglio nel mondo, sul canale dell’e-Commerce, supereranno i 300 miliardi di euro.

Tranne eccezioni, le imprese italiane non hanno ancora avviato attività strutturate di promozione e vendita on line. Fra le criticità italiane vi sono limiti strutturali a partire dalla scarsa penetrazione di Internet e della banda larga, costi e assetti della logistica distributiva. Limiti culturali dovuti alla diffidenza degli Italiani verso l'utilizzo della carta di credito on line e alla scarsa propensione all'acquisto a distanza.

Infine le tecnologie Mobile & Wireless, costituite da rete cellulare, WiFi e RFid. La molteplicità delle opportunità, gli innumerevoli ambiti applicativi, la progressiva disponibilità, la crescente maturità, gli evidenti benefici e l'alto livello di accettazione da parte degli utenti, fanno di queste tecnologie un modo innovativo per supportare i processi, con capacità di impattare praticamente su tutte le attività di una qualsiasi organizzazione pubblica e privata.

Si va dalle applicazioni basate su rete cellulare che supportano il personale operativo sul campo, quali venditori, trasportatori, manutentori, ispettori, ecc; a quelle di supporto alla gestione magazzini, archivi, ecc. che utilizzano tecnologie WiFi; dai sistemi di monitoraggio basati su RFid alle applicazioni più diffuse che danno accesso all'utente che si trova in mobilità o fuori dal proprio posto di lavoro, offrendo servizi di cui lo stesso disporrebbe stando alla propria scrivania.

I progetti in atto vanno dai sistemi a supporto del processo e rete di vendita basati su terminali e reti cellulari, a quelli che intervengono nella logistica con servizi di tracciabilità e certificazione elettronica delle consegne, consentendo di migliorare la qualità e la comunicazione con i clienti; dalle applicazioni RFid per la tracciabilità dei prodotti che interessano in particolare le filiere del tessile e dell'alimentare, alla promozione mobile alle piattaforme per l'acquisto di biglietto di spettacolo.

 

 

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