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TechCorner 18 Dicembre 2007 - Da un recente convegno che si è svolto al Politecnico di Milano sul tema delle televisioni digitali, sono emerse diverse interessanti considerazioni.Secondo il centro studi dell'Ateneo, il concetto di TV, così come si è inteso per decenni, sta profondamente cambiando a seguito dell’introduzione delle nuove piattaforme digitali. Durante il Convegno sono stati presentati i risultati della prima Ricerca dell’Osservatorio basata sull'analisi di circa 1.500 canali relativi a tutte le 6 piattaforme digitali attualmente disponibili (DTT, IpTv, Sat Tv, Web Tv Mobile Tv su rete Dvb-h e su rete cellulare) e su oltre 50 casi di studio realizzati mediante interviste dirette alle più significative imprese operanti nei diversi stadi di questa filiera. È importante chiarire innanzitutto il concetto di “nuove” televisioni alla base di questa analisi. Per “nuove” televisioni si intendono tutte quelle televisioni rivolte al consumatore finale e abilitate dalle tecnologie digitali, indipendentemente dal format di aggregazione e strutturazione dei contenuti Video e dalle occasioni e modalità di fruizione. Rientrano in questa definizione, quindi, tipologie di televisioni molto diverse tra loro: da quelle “tradizionali”, basate su palinsesti lineari, la cui unica novità sta nella piattaforma di trasmissione (digitale invece che analogica), a quelle più innovative, basate su contenuti On demand editoriali oppure generati dagli utenti. “Questa prima fotografia del complesso e variegato mercato delle TV digitali – afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico Osservatorio NEW TV della School of Management del Politecnico di Milano – evidenzia come, a fronte del fiorire incessante di canali televisivi digitali da fruire tramite Internet, il mercato sia ancora pesantemente, in termini di fatturato, in mano agli operatorio televisivi attivi soprattutto in quelle che abbiamo definito SOFA TV. Queste infatti, registrano un fatturato di circa 2,4 miliardi di Euro, pari circa al 97% del mercato totale delle televisioni digitali. La concentrazione è ancora più evidente se si pensa che delle SOFA TV, il 92% del fatturato è realizzato dalle televisioni satellitari, Sky in testa. Per quanto sia difficile fare una stima del fatturato delle DESKTOP TV e delle HAND TV, possiamo dire che nel 2006 si sia aggirato nell’intorno di qualche decina di milioni di Euro, con una certa prevalenza delle HAND TV.” “Il quadro evidenzia quindi chiaramente – ha concluso Umberto Bertelè, Presidente della School of Management del Politecnico di Milano - come, ancora una volta, il canale Internet fatichi a trovare un modello di business adeguato al suo sviluppo, anche se si registra negli ultimi anni una forte crescita della pubblicità sul Web. Sono oltre 800 i canali che abbiamo censito sul Web, ma di questi solo poco più di 500 hanno un’offerta adeguata. Gli attori del mercato, inoltre, cambiano profondamente a seconda dell’ambito considerato. Troviamo infatti i broadcaster televisivi nel settore delle SOFA TV, troviamo editori tradizionali (49%), pure player (37%), editori web (8%) e enti pubblici e istituzioni (6%) nel campo delle DESKTOP TV. Assolutamente in mano agli operatori di Telecomunicazione sono le HAND TV. Il mercato è quindi molto complesso non solo rispetto ai diversi modelli di business esistenti, ma anche rispetto alla tipologia di operatori presenti e alle diverse piattaforme tecnologiche digitali utilizzate. C’era assoluto bisogno di una classificazione che facesse ordine in questo mercato allargato in cui i media tradizionali e nuovi si contendono lo share of time dell’utente e lo share of advertising delle imprese. Un mercato variegato ad altissimo indice di concorrenzialità che doveva essere assolutamente analizzato e classificato per poter meglio comprendere i numerosi e complessi cambiamenti in atto.” La visione presentata attraverso questa Ricerca è volutamente a spettro molto ampio con l’intento fondamentale di scattare, per la prima volta, una fotografia completa di quello che sta accadendo in Italia, senza voler in ogni caso né semplificare eccessivamente i fenomeni in atto, né forzare comparazioni prive di senso. Proprio per evitare questo, le sei piattaforme digitali sono state raggruppate in tre macro-categorie che corrispondono ad altrettante diverse macro-accezioni di televisione, denominate:
Nell’ambito dei canali censiti è importante sottolineare che la reale offerta On demand è presente solo sulle piattaforme intrinsecamente Ip: IpTv (tra le Sofa-Tv), Mobile Tv su rete cellulare (tra le Hand-Tv) e Web Tv, e che sono molto diversi gli sforzi progettuali realizzati ad hoc per canali specifici per ciascuna piattaforma. Alcune tendenze in atto I protocolli, gli standard e gli ambienti applicativi di Internet stanno permeando sempre di più reti, sistemi, piattaforme e terminali. Questo porta ad amplificare enormemente le possibilità di strategie multi-canali e multi-terminali, con possibili effetti di sconfinamento anche tra le macro-tipologie di televisione considerate in questo Rapporto (con contenuti che dal Web vengono trasposti sullo schermo di casa o sul terminale Mobile). Questo processo viene accelerato da un aumento continuo della banda sulle reti dati (sia fisse che mobili) e dalla sua sempre più capillare diffusione nella popolazione italiana. Ampie fasce di utenti, passando molto tempo ogni giorno online, si abituano ad una modalità di fruizione dei contenuti tipica del Web: non lineare, non stazionaria, non passiva. A questo trend si aggiunge anche lo sviluppo del paradigma del Web 2.0, con un conseguente sempre maggiore ruolo nel mondo online dell’interazione, delle community, dello scambio e condivisione dei contenuti generati dagli utenti stessi. Il tutto può – alla lunga e su alcuni segmenti di utenti in particolare – cambiare le modalità di fruizione dei contenuti televisivi anche sulle piattaforme diverse dal Web (come quelle accessibili dal sofà o in movimento) aumentando il ruolo di format diversi da quelli tradizionali (non lineari, On demand).
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