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TechCorner 14 Dicembre 2007 Se da un lato il commercio online legale sta conoscendo un'espansione esponenziale, offrendo milioni di interessanti opportunità in ambito retail, dall'altro le offerte fasulle e illegali incrementano le possibilità di falle di sicurezza e di installazioni software nascoste, che possono mettere a repentaglio la sicurezza della rete aziendale all’insaputa dei datori di lavoro. In generale, dalla ricerca è emerso che gli intervistati effettueranno circa un terzo dello shopping natalizio online: il dato italiano è il 31,1% ed è allineato con la media europea (in USA è già il 40,9%), in rapido aumento rispetto al 22,6% delle Festività 2006. Di coloro che faranno acquisti online, il 31% effettuerà alcune o addirittura la maggior parte delle spese dal PC dell'ufficio, rispetto al 28% dello scorso anno. Inoltre, la maggioranza dei dipendenti che possiedono una connessione Internet afferma di essere poco o per nulla preoccupata rispetto al fatto di utilizzare il PC dell'ufficio per dedicarsi allo shopping. Un atteggiamento la cui naturalezza non sembra limitarsi al periodo natalizio: la maggior parte degli intervistati sostiene infatti di ricorrere all'utilizzo di Internet dal PC dell'ufficio per una serie di attività non connesse all'ambito lavorativo anche durante il resto dell'anno. Attività che includono ad esempio il download di software che permette di assolvere alle necessità bancarie online e lo streaming video per assistere a eventi sportivi. Il 35% ha inoltre affermato di trascorrere, in assenza di supervisione, molto tempo “a navigare su Internet per puro intrattenimento, cercando siti di notizie, sport e gossip”. Le reti IT business rappresentano uno degli investimenti più rilevanti da parte delle aziende, e le attività online condotte dai dipendenti possono minacciare e compromettere seriamente tali investimenti. Virus e software pericoloso, così come applicazioni software illecite per lo shopping, viaggi, comunicazioni online e condivisione di media, possono essere i mezzi utilizzati nel periodo natalizio da hacker malintenzionati per compromettere l'efficienza delle reti e l'integrità dei dati, rischiando addirittura sgradevoli responsabilità legali per il datore di lavoro in caso di violazioni di copyright da parte di un dipendente mal accorto. L'informatica ha raggiunto un tale livello di diffusione che molti dipendenti non sembrano nemmeno preoccupati che il datore di lavoro possa rilevare le loro attività: in Italia per questa ragione solo il 10% dei lavoratori italiani pensano di limitare il proprio shopping online. “Le aziende devono acquisire una visione equilibrata dell'utilizzo di Internet da parte dei loro dipendenti, ma devono allo stesso tempo sensibilizzarli rispetto ai potenziali rischi. Ogni azienda dovrebbe implementare una policy che regola il comportamento dei dipendenti nei confronti dell'utilizzo delle reti e dei PC aziendali”, ha concluso Marinelli. I risultati della ricerca evidenziano l'importanza di adottare in azienda politiche software che possano essere comprese e rispettate da parte di tutti i dipendenti: un approccio che permetterebbe di proteggere meglio le reti IT. In tal modo, i programmi scaricati sui computer aziendali che causano problemi di tipo tecnico e i software privi di licenza possono essere identificati e cancellati.
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