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Se il principio della navigazione assistita è però praticamente lo stesso, completamente diverso è l’approccio. Mentre in automobile si tratta di essere aiutati in qualche cosa che non si conosce o si conosce poco (la strada per arrivare a destinazione), uno strumento dedicato agli escursionisti è un supporto per organizzare e ottenere il meglio da informazioni che in buona parte l’utente medio conosce (vie, sentieri, direzioni, ecc.) o è in grado di gestire. In questo caso il GPS è un valido aiuto alle decisioni, alla pianificazione di un itinerario e alla sicurezza. A conferma di quanto il mercato sia molto più selezionato ed esigente rispetto ai sistemi per uso strettamente automobilistico, il numero decisamente inferiore di produttori presenti sulla scena. Tra questi, un ruolo chiave lo gioca Magellan, che dei sistemi di navigazione per il tempo libero ha da tempo fatto uno dei capisaldi della propria offerta. Il modello eXplorist 500 in particolare, si caratterizza per il numero di funzionalità e di opzioni presenti, tale da consentire all’escursionista con una conoscenza di base delle nozioni topografiche di entrare in confidenza con lo strumento senza particolari difficoltà. Per gli altri, si rende necessario un periodo poco più lungo di apprendistato, il cui impegno sarà comunque ampiamente ripagato nella pratica. Sicurezza e praticità in un palmo di mano Una volta stabilita la connessione con il satellite, è importante dedicarsi per qualche istante a imparare come destreggiarsi tra pulsanti, menu e opzioni varie. È comunque sufficiente una breve camminata nei paraggi di casa per acquisire quella padronanza minima a trarne vantaggi in occasione della prima escursione reale. A parte la necessaria impostazione iniziale delle preferenze personali, tutto ruota intorno a pochi tasti: Nav, Mark e Goto. Oltre naturalmente ai tasti di servizio Esc e Invio. Le funzioni accessibili attraverso Nav in particolare, consentono di apprezzare velocemente i vantaggi di un dispositivo del genere. Individuata la posizione attuale, è facile accedere in successione a diverse schermate con una raffigurazione differente dei dati topografici. Si passa così da semplici informazioni su posizione, velocità e direzione a una visione più interattiva sull’orientamento, a una maggiore attenzione su direzione e velocità, fino alle coordinate vere e proprie. Una volta presa confidenza con terminologia e informazioni tipiche dell’argomento, diventa facile coglierne i vantaggi operativi. Tanto per cominciare, è certamente interessante poter registrare il percorso effettuato. Oltre a distanza e velocità, tenere sotto controllo direzione e posizione nel contesto di un percorso preparato in precedenza a tavolino, va a tutto vantaggio della sicurezza e della tranquillità di un’escursione, per esempio, in montagna. Come ottenere il meglio In particolare, interessante, e semplice da eseguire, la possibilità di percorrere a ritroso la pista seguita. Avviando semplicemente la registrazione del tracciato, in caso di difficoltà, sarà più semplice fare ritorno alla base. Da non sottovalutare, anche la possibilità di registrare un tracciato del tutto nuovo. Attivata la memorizzazione della traccia, l’inserimento di punti con il tasto Mark è decisamente immediato. A voler essere pignoli, si sente la mancanza di un sistema intelligente per l’assegnazione dei nomi (per esempio, dopo Gita1, sarebbe utile trovare al rilevamento successivo come nome predefinito Gita2, ecc.). In questo modo, una volta tornati a casa e appoggiandosi a software appositi (per esempio MapSend Lite della stessa Magellan, piuttosto che i diversi moduli Ozi) è possibile cimentarsi nella stesura di tracciati a fini di documentazione. Proprio l’interazione con i software di serie è però la fase più problematica, soprattutto per un neofita. Se risulta semplice memorizzare tracce sul GPS, non altrettanto è chiaro come poterle sfruttare al meglio. Districarsi tra i vari formati e le relative conversioni e i programmi applicativi è infatti una fase che richiede di spulciare a fondo la documentazione cartacea ed elettronica e, se possibile, trovare la consulenza di qualche amico più esperto. Le mappe Navteq sono garanzia di affidabilità per quanto riguarda precisione e aggiornamenti. Nella prova effettuata sul campo si è però incontrata qualche limite nel recuperare punti memorizzati dal software di gestione come rilevanti (i cosiddetti POI). Per l’escursionista poco pratico di sistemi GPS, probabilmente le prime occasioni di impiego potranno addirittura sembrare una perdita di tempo, ma a lungo andare sarà facile riuscire ad apprezzare i vantaggi di avere come compagno di viaggio un apparecchio come eXplorist 500 e vedere il tempo passato a districarsi tra tasti, menu e funzioni come un prezioso investimento.
Contro
Prezzo: 375,00 euro
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