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Test Hardware:Magellan eXplorist 500
Un compagno di viaggio affidabile anche nelle situazioni delicate

10 Dicembre 2007 - Abituati ad affidarci sempre più spesso ai navigatori satellitari quando si viaggia in automobile, pensare a dispositivi analoghi anche in situazioni diverse può diventare insolito In realtà, prima ancora di arrivare a occupare in pianta stabile buona parte dei cruscotti in circolazione, i sistemi GPS sono diventati un importante alleato in attività quali l’escursionismi, il trekking e l’alpinismo.

Se il principio della navigazione assistita è però praticamente lo stesso, completamente diverso è l’approccio. Mentre in automobile si tratta di essere aiutati in qualche cosa che non si conosce o si conosce poco (la strada per arrivare a destinazione), uno strumento dedicato agli escursionisti è un supporto per organizzare e ottenere il meglio da informazioni che in buona parte l’utente medio conosce (vie, sentieri, direzioni, ecc.) o è in grado di gestire. In questo caso il GPS è un valido aiuto alle decisioni, alla pianificazione di un itinerario e alla sicurezza.

A conferma di quanto il mercato sia molto più selezionato ed esigente rispetto ai sistemi per uso strettamente automobilistico, il numero decisamente inferiore di produttori presenti sulla scena. Tra questi, un ruolo chiave lo gioca Magellan, che dei sistemi di navigazione per il tempo libero ha da tempo fatto uno dei capisaldi della propria offerta. Il modello eXplorist 500 in particolare, si caratterizza per il numero di funzionalità e di opzioni presenti, tale da consentire all’escursionista con una conoscenza di base delle nozioni topografiche di entrare in confidenza con lo strumento senza particolari difficoltà. Per gli altri, si rende necessario un periodo poco più lungo di apprendistato, il cui impegno sarà comunque ampiamente ripagato nella pratica.

Sicurezza e praticità in un palmo di mano
Dal design discreto, ma decisamente ergonomico, eXplorist 500 sta comodamente e saldamente nel palmo della mano. Fattori non secondari, in prospettiva delle modalità di impiego cui è destinato. Dotato di una batteria che garantisce tranquillamente un’autonomia almeno giornaliera (di serie in ogni caso un adattatore per comuni pile stilo), al momento dell’accensione si rivela subito in tutte sue doti. Dimensioni e luminosità (regolabile) dello schermo LCD appaiono all’altezza. Tutti i comandi sono facilmente azionabili con una mano, la stessa che regge il dispositivo. Quello che invece richiede un certo periodo è la presa di confidenza con le sue funzionalità.

Una volta stabilita la connessione con il satellite, è importante dedicarsi per qualche istante a imparare come destreggiarsi tra pulsanti, menu e opzioni varie. È comunque sufficiente una breve camminata nei paraggi di casa per acquisire quella padronanza minima a trarne vantaggi in occasione della prima escursione reale. A parte la necessaria impostazione iniziale delle preferenze personali, tutto ruota intorno a pochi tasti: Nav, Mark e Goto. Oltre naturalmente ai tasti di servizio Esc e Invio.

Le funzioni accessibili attraverso Nav in particolare, consentono di apprezzare velocemente i vantaggi di un dispositivo del genere. Individuata la posizione attuale, è facile accedere in successione a diverse schermate con una raffigurazione differente dei dati topografici. Si passa così da semplici informazioni su posizione, velocità e direzione a una visione più interattiva sull’orientamento, a una maggiore attenzione su direzione e velocità, fino alle coordinate vere e proprie.

Una volta presa confidenza con terminologia e informazioni tipiche dell’argomento, diventa facile coglierne i vantaggi operativi. Tanto per cominciare, è certamente interessante poter registrare il percorso effettuato. Oltre a distanza e velocità, tenere sotto controllo direzione e posizione nel contesto di un percorso preparato in precedenza a tavolino, va a tutto vantaggio della sicurezza e della tranquillità di un’escursione, per esempio, in montagna.

Come ottenere il meglio
È proprio il lavoro che sta dietro, o meglio a monte, quello che richiede un certo impegno. Imparando a muoversi tra il sito Magellan e quelli collegati, è possibile accedere a un archivio di tracciati GPS già pronti, ma resta importante imparare a tracciare i propri, eventualmente aiutandosi con cartine e bussola. Il superamento di questo scoglio permetterà infatti di valutare in ogni istante la propria posizione rispetto al percorso messo in programma, con la possibilità di valutare con buona approssimazione la distanza alla meta o al prossimo punto memorizzato, in modo da valutare qualsiasi situazione o imprevisto.

In particolare, interessante, e semplice da eseguire, la possibilità di percorrere a ritroso la pista seguita. Avviando semplicemente la registrazione del tracciato, in caso di difficoltà, sarà più semplice fare ritorno alla base.

Da non sottovalutare, anche la possibilità di registrare un tracciato del tutto nuovo. Attivata la memorizzazione della traccia, l’inserimento di punti con il tasto Mark è decisamente immediato. A voler essere pignoli, si sente la mancanza di un sistema intelligente per l’assegnazione dei nomi (per esempio, dopo Gita1, sarebbe utile trovare al rilevamento successivo come nome predefinito Gita2, ecc.).

In questo modo, una volta tornati a casa e appoggiandosi a software appositi (per esempio MapSend Lite della stessa Magellan, piuttosto che i diversi moduli Ozi) è possibile cimentarsi nella stesura di tracciati a fini di documentazione.

Proprio l’interazione con i software di serie è però la fase più problematica, soprattutto per un neofita. Se risulta semplice memorizzare tracce sul GPS, non altrettanto è chiaro come poterle sfruttare al meglio. Districarsi tra i vari formati e le relative conversioni e i programmi applicativi è infatti una fase che richiede di spulciare a fondo la documentazione cartacea ed elettronica e, se possibile, trovare la consulenza di qualche amico più esperto.

Le mappe Navteq sono garanzia di affidabilità per quanto riguarda precisione e aggiornamenti. Nella prova effettuata sul campo si è però incontrata qualche limite nel recuperare punti memorizzati dal software di gestione come rilevanti (i cosiddetti POI).

Per l’escursionista poco pratico di sistemi GPS, probabilmente le prime occasioni di impiego potranno addirittura sembrare una perdita di tempo, ma a lungo andare sarà facile riuscire ad apprezzare i vantaggi di avere come compagno di viaggio un apparecchio come eXplorist 500 e vedere il tempo passato a districarsi tra tasti, menu e funzioni come un prezioso investimento.  

Magellan eXplorist 500


Pro
Numero di funzionalità disponibili
Documentazione cartacea ed elettronica completa
 

Contro
Interfaccia con software dedicati complessa

Prezzo: 375,00 euro

 

 

 
 

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