|
|
|
TechCorner
Ideale per fare copie dei propri dati sia a semplice titolo cautelativo sia ai fini di semplificare il trasporto, l’unità esterna è destinata a soddisfare le esigenze e incontrare il favore di numerose categorie di utenti. Nelle dimensioni di poco meno di un portafoglio, il disco fisso si collega senza alcun problema a una porta USB. L’unica attenzione richiesta è l’utilizzo di una delle connessioni presenti direttamente sul case del pc, quelle alle quali di norma è collegata anche l’alimentazione. Il cavo in dotazione infatti sul lato pc è sdoppiato: un attacco è da utilizzare quando sia necessario anche alimentare il dispositivo, mentre l’altra è sfruttabile quando sia possibile utilizzare il collegamento esclusivamente i dati. Questa seconda opzione può però essere seguita solamente se si utilizza un alimentatore dedicato, non fornito di serie. All’atto pratico quindi, l’unica difficoltà può essere per quei computer non dotati di porta USB sulla parte anteriore. In questo caso può essere necessaria qualche ‘contorsione’ in più per raggiungere l’interfaccia. Eventuali problemi con il disco fisso esterno però si fermano qua, perchè una volta attivata la connessione, il supporto viene visto come una periferica USB esattamente alla stregua di una comune ‘chiave’ di memoria o la scheda di una macchina fotografica digitale. Lo scopo principale di un hard disk esterno è la copia dei dati. Spesso, si tratta di voler trasferire un archivio di immagini digitali oppure di filmati. Si tratta quindi di certi quantitativi di dati, per i quali le prestazioni assumono una certa importanza. Se pochi secondi di differenza per il trasferimento di documenti di testo, fogli di lavoro, messaggi di posta elettronica possono spazientire solamente i più esigenti, quando si utilizza buona parte dei 160 GB disponibili, allora la velocità diventa un fattore importante. Per questo abbiamo messo alla prova il supporto di memorizzazione in modo molto empirico, non affidandosi quindi a simulazioni, ma a vere e proprie situazioni pratiche. Nel dettaglio, si è trattato di tre distinte prove. La prima ha riguardato un grande quantitativo di dati, ma in file di grosse dimensioni, nel caso specifico un progetto piuttosto elaborato di un filmato montato in digitale. La copia del volume complessivo di 9,08 Gbyte ha richiesto 9 minuti, il che significa poco più di un Gbyte al minuto, una prestazione di tutto rispetto. La situazione cambia però se si considera un quantitativo di dati inferiore, ma composto da un numero di file di dimensioni minori, anche se simili tra loro per ingombto. È il caso di copia di un archivio fotografico, nel caso specifico 2,3 Gbyte di immagini digitali. In questo caso è stato necessario attendere poco più 5 minuti, che significa una velocità di trasferimento media pari a 564 Mbyte al minuto. Decisamente inferiore rispetto al caso precedente, ma comunque una buona prestazione per chi desidera di mettere al sicuro un consistente archivio di fotografie senza prevedere lunghe attese. Infine, il caso più articolato. La copia di una cartella utente, comprendente diversi anni di lavoro sotto forma di file di varia natura, ma in prevalenza testi, fogli di calcolo, database per uso personale e qualche piccolo sito Web. Dal punto di vista del sistema operativo, questa situazione è la più critica in termini di prestazioni, in quanto si tratta si elaborare un alto numero di file di dimensioni estremamente variabili. Infatti, per completare il trasferimento di 2.3 Gbyte di informazioni è stato necessario attendere un tempo sui venti minuti, vale a dire 115 Mbyte al minuto. Si tratta di performance decisamente ridotta rispetto alle due precedenti, ma pienamente giustificata dal quantitativo e dalla varietà di file interessati. Trattandosi di intervento tipico di backup da effettuarsi almeno una volta a settimana, resta comunque un dato apprezzabile, anche considerando che mentre si procede alla copia è possibile continuare a lavorare tranquillamente sul pc. Non si può però certo quindi parlare di un calo di efficienza. Il numero di file trattati è infatti un parametro importante al pari della dimensione per determinare le prestazioni di un disco fisso e, comunque, bisogna riconoscere alla periferica Seagate di rispondere in pieno alle esigenze per le quali viene proposto. A corredo del disco fisso viene anche fornito un software di backup, che può aiutare a rendere più automatica un’operazione delicata che quando condotta in manuale troppo spesso finisce per essere trascurata.
Prezzo: 355,00 euro
Pro
Contro
|
|
|
|
|
|
Volete essere sempre aggiornati sulle ultime novità? Iscrivetevi alla Newsletter |
| Notiziario |