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Palio della Valle Olona
Appunti di fine Palio

Idee, spunti e riflessioni raccolte sul campo: i giochi

22 Settembre 2006
- Le due settimane di gare del Palio della Valle Olona non hanno lasciato in eredità solamente un’edizione segnata da un livello di competitività tra i più alti nella storia della manifestazione. Una situazione del genere infatti, conduce inevitabilmente a una crescita nelle polemiche associate all’esito dei giochi e a qualsiasi decisione della giuria.

Non sempre però si tratta di proteste fini a sè stesse. Dalla combinazione di quanto emerso tra il pubblico, i protagonisti, gli organizzatori e i partecipanti del Forum, si ricava anche una serie di utili indicazioni.

Se eventuali problemi legati alle cerimonie, naturalmente sfilata a parte, incidono prevalentemente sulla partecipazione del pubblico, il buon andamento dei giochi è uno dei componenti chiave per il successo dell’intero movimento.

Prima di entrare nel merito dei singoli giochi, è però importante far alcune precisazioni. L’organizzazione delle gare è affidata ai Comuni che, d’accordo con il Comitato e gli altri partecipanti, stabiliscono date e luoghi. Dopodichè è il singolo Comune che deve occuparsi di tutti gli aspetti legati alla logistica, alla sicurezza e a tutto quanto concerne l’appuntamento. Alla luce dei fatti, sembra che tale linea di condotta abbia rivelato lacune. Qualche sede di gara di troppo è apparsa inadeguata, soprattutto dal punto di vista della fruibilità da parte del pubblico e sono stati in diversi ad auspicare un maggiore intervento in fase di coordinamento da parte del Comitato Organizzatore.

Nel complesso, gli aspetti più rilevanti riguardano il pubblico, il patrimonio più importante del Palio e che troppo spesso sembra messo in disparte. Oltre a orari di inizio quasi mai rispettati e troppi eventi che spesso si sono prolungati a notte inoltrata, molte gare sono state praticamente impossibili da seguire o si sono disputate in situazioni di sicurezza non ottimali.

L’esempio vien dal rosa
Tale situazione si è presentata praticamente da subito, nella prima serata del beach volley. L’apertura delle ostilità dedicata alle donne, si è infatti chiusa più di un’ora dopo la mezzanotte davanti a pochi coraggiosi che hanno saputo resistere anche all’improvviso acquazzone. Trattandosi comunque, di evento all’aperto, non era un’ipotesi così remota. È importante invece sottolineare il comportamento delle ragazze, in questa come in altre circostanze. Davanti a un programma senza tregua, sotto una pioggia insistente e al cospetto di un arbitraggio dalle stesse vincitrici riconosciuto come inadeguato, nessuna manifestazione di insofferenza o proteste plateali, come invece è successo nelle serate seguenti. Al contrario, la situazione ha contribuito a creare tra le partecipanti una solidarietà esemplare.

La casa della botte
A parte qualche altra sporadica apparizione, il Palio delle ragazze, intese come protagoniste dei giochi, si è praticamente chiuso qui. Nella maggior parte delle gare ha infatti il sesso maschile l’ha fatta da protagonista. A Gorla Maggiore, in uno scenario ideale tale da rendere difficile trovare alternative all’altezza, si è assistito alla Corsa con le botti. Il doppio tornante al termine della salita che conduce in piazza ha infatti messo a dura prova gli atleti e permesso al pubblico di seguire la gara da numerosi punti di osservazione con visibilità su quasi tutto il percorso. Anche il breve tratto di discesa ha contribuito a rendere più impegnativa e avvincente la prova. La prova ha così riscosso ampi favori tra il pubblico. Ha lasciato invece perplessità la decisione dell’organizzazione di comunicare i tempi ufficiali solo al termine della gara, quando tra gli spettatori giravano invece tempi ‘ufficiosi’ ancora prima che la giuria stessa si fosse accordata. C’è chi addirittura ha suggerito la presenza di un tabellone elettronico per la visione in tempo reale.

Esordio difficile
La stessa serata è stata palcoscenico di una novità del Palio, la disputa di una seconda gara, più orientata alla precisione che alla forza. Diverse ragioni però hanno fatto del Luna Park un’occasione più di polemica che di gioco.

Prima di tutto, ha sollevato diverse obiezioni lo scenario di gara, questa volta decisamente poco visibile al pubblico. Ma la maggiore fonte di discussione è stato il criterio di punteggio, troppo disomogeneo tra le quattro prove, per non sembrare una ‘leggerezza’ organizzativa. Un bravo tiratore, o un colpo di fortuna, nelle freccette infatti rendevano praticamente ininfluenti i risultati delle restanti prove.

Interessante invece la proposta raccolta sul campo da una spettatrice. Se l’idea è quella di prolungare una serata che con la corsa delle botti può risultare troppo breve (ma lo spettacolo secondo molti meritava comunque), perchè non far disputare una seconda manche, magari con le donne protagoniste, e sommare i tempi?

Spettacolo, ma per pochi
Lo spettacolo non è mancato anche la domenica successiva a Marnate, sede della riveduta Staffetta. Orario pomeridiano e programma capace di combinare discipline più prettamente ‘sportive’ con quelle invece tipicamente ‘paesane’, sembravano una miscela ideale per il successo dell’evento. La sfortunata scelta dello scenario di gara ha invece creato soprattutto problemi. Nonostante gli sforzi compiuti dalla squadra di casa, Capitano in testa, il percorso disponibile ha di fatto impedito al pubblico di assistere alla corsa, in quanto tenuto a distanza soprattutto dai momenti più emozionanti, quelli dei cambi di frazione. Sia pubblico sia corridori hanno inoltre sottolineato la pericolosità di correre all’interno di un circuito scarsamente protetto dal pubblico, più di una volta venuto a trovarsi all’interno del tracciato durante il pericoloso passaggio di ciclisti e pattinatori lanciati a velocità elevate.

Lo scenario ideale
Perfetta, dal punto di vista del pubblico, invece, la gara simbolo del Palio. Nonostante i dubbi avanzati sulla spettacolarità del circuito allestito sulla pista di atletica dello stadio di Castellanza, la Gara delle automobili a pedali non ha deluso le attese. Alla prova dei fatti, il tracciato ha favorito sorpassi, e quindi spettacolo, mentre le ampie tribune hanno consentito a tutti di non perdere un metro dell’appassionante sfida.

Sotto il profilo organizzativo anche in questo caso Castellanza ha dimostrato di saperci fare e meritare voce in capitolo. Qualche perplessità ha invece sollevato tra le squadre il cambio di regolamento (classifica sulla base dei piazzamenti e non come somma dei tempi) deciso poche ore prima della gara.

Tra il pubblico attento, non sono mancate alcune osservazioni. Le sessioni di prove si sono prolungate per oltre mezzora, contro una gara che dura invece pochi minuti. Inoltre, facendo i dovuti conti con la resistenza degli atleti, in diversi hanno manifestato il desiderio di assistere a un gara più lunga, costringendo quindi a elaborare tattiche più articolate. Un gruppo di ragazze inoltre ha avanzato anche in questa occasione la richiesta di poter vedere le donne protagoniste di una delle due sessioni di gara.

Non tirare troppo la corda
Con l’avvicinarsi della serata finale, i punti in palio sono diventati più ‘pesanti’ e di conseguenza è salita la tensione. A raffreddare gli animi non è servito il violento acquazzone che si è abbattuto su Solbiate Olona la serata del Tiro alla fune, anzi. La stessa scena ripetutasi la sera seguente ha messo alla luce uno dei problemi maggiori. È vero, come sottolineato dall’organizzazione, che la preparazione della sede di gara spetta ai singoli Comuni, ma agli occhi del pubblico chi è chiamato a rispondere è prima di tutto il Comitato organizzatore che, è convinzione diffusa, al momento dell’assegnazione delle gare dovrebbe valutare con maggiore attenzione anche la presenza di una adeguata sede alternativa da utilizzare in caso di maltempo. Questo a Solbiate Olona non è successo e una delle gare più attese della manifestazione (che per assurdo ha rischiato di essere cancellata) ne è uscita fortemente penalizzata.

L’unica palestra disponibile in paese infatti è risultata ampiamente inadeguata. Spazio angusto e aerazione insufficiente hanno infatti costretto gli atleti a confrontarsi sulla diagonale del terreno di gara a ridosso dei muri e del pubblico in un ambiente letteralmente surriscaldato, al limite della sicurezza. All’interno di un programma per sua natura lungo e con un consistente ritardo iniziale ha inoltre sollevato numerose critiche la decisione di interrompere la serata con una cerimonia di premiazione che niente aveva a vedere con il Palio e che ha contribuito ancora una volta a prolungare la serata fino a notte fonda.

A posteriori infine, alla luce di quanto accaduto la sera seguente, ha alimentato polemiche la decisione di non procedere in alcun modo nei confronti di due corpulenti atleti protagonisti a pochi metri dal pubblico e da giovanissimi seduti in prima fila, di un duro alterco che non è degenerato solamente per il pronto intervento di una coraggiosa eroina locale che si è frapposta tra i due esagitati. 

A passo di danza, o quasi
In uno degli ambienti più suggestivi che il Palio abbia mai avuto, Fagnano Olona ha organizzato con estrema cura la Gara di ballo, l’unica del Palio che si è disputata in Valle. La natura del confronto d’altra parte sembrava favorire svago e divertimento, mentre la giuria tecnica su un tema difficilmente valutabile da un pubblico attento ma necessariamente non altrettanto competente sembrava garantire una serata tranquilla.

Qualche elemento del pubblico ha però ugualmente trovato motivi per scatenare un tentativo di rissa. Per quel poco che si è potuto appurare, più che la gara di ballo sono entrati in gioco fattori caratteriali di singole persone piuttosto permalose, quindi non sarebbe corretto attribuire a Fagnano Olona particolari responsabilità. Ha invece contribuito ad aumentare le polemiche la decisione del Comitato di chiudere la serata senza annunciare alcun provvedimento o lasciar intendere di volerlo fare nel dopo-gara, come invece è regolarmente, e giustamente, avvenuto.

La resa dei conti
La serata finale è così iniziata sotto il segno delle contestazioni, quando invece avrebbe meritato maggiore attenzione la classifica ancora incerta. L’ufficialità dei provvedimenti sarebbe infatti avvenuta solamente prima dell’inizio del Quizzone, seguita da una interminabile lettura del regolamento (resa ancora meno interessante da un audio approssimativo) e dopo una giornata intera di discussioni. Ad alimentare il fuoco delle polemiche, più che la decisione stessa, la considerazione che diversi fatti verificatisi nelle serate precedenti, seppure di minore gravità, fossero passati impuniti.

Anche la sede del Quizzone ha rivelato diversi limiti. La decisione di cedere di fronte al pericolo di pioggia e ripiegare al coperto ha portato a svolgere il confronto decisivo all’interno di una tensostruttura male aerata al punto che nel corso della serata il pubblico accorso in gran numero ha preferito attendere all’esterno l’esito finale. Anche la disposizione delle scenografie ha sollevato diverse osservazioni. Le squadre erano infatti collocate in posizione poco visibile dal pubblico, che non ha potuto quindi assaporare per intero i diversi momenti della serata. Come suggerito da un attento spettatore, forse sarebbe stato meglio posizionare le rappresentative sulle tribune, davanti ai conduttori della serata e di lato rispetto al tabellone. Così facendo, ci è stato sottolineato, tutti avrebbero potuto vedere i partecipanti in faccia senza perdere di vista il tabellone. In una serata decisiva inoltre, come già la scorsa edizione, è stata molto sentita la mancanza di un tabellone con i punteggi aggiornati subito dopo ogni risposta, così da coinvolgere maggiormente il pubblico.

Festa incompleta
Il primo successo di Olgiate Olona nella storia del Palio della Valle Olona avrebbe meritato un palcoscenico migliore. Questa una delle certezze emerse dalla serata finale.

Sono infatti giunte da più parti proteste e lamentele sul programma conclusivo. Oltre al consueto inizio abbondantemente oltre l’orario previsto, al termine della gara è stato necessario attendere un tempo decisamente troppo lungo (oltre un’ora) prima dell’investitura ufficiale. Tra i conteggi della giuria, una dimostrazione di ballo e preparativi vari, quando il nuovo Palio è stato consegnato al Capitano di Olgiate Olona era domenica mattina da oltre un’ora e, come prevedibile, a tributare il dovuto omaggio erano rimasti veramente pochi coraggiosi, al punto che non è stato materialmente possibile scattare una tradizionale foto di gruppo dei trionfatori all'altezza della situazione.

Rispetto alla conclusione dell’edizione precedente a Solbiate Olona, dove si era incontrato solo qualche problema di visibilità al pubblico, un deciso passo indietro. Per non dimenticare, come sottolineato da diversi spettatori, il torto fatto a Olgiate Olona di una festa mancata che non potrà in alcun modo essere ‘recuperata’.

Il Palio che verrà
Due settimane di gare e altrettanti mesi di cerimonie, senza contare il tempo ben maggiore di preparazione, hanno inevitabilmente messo alla dura prova prima di tutto gli addetti ai lavori. A tutti loro è doveroso prima di tutto tributare un doveroso ringraziamento per aver proposto una nuova emozionante edizione del Palio della Valle Olona.

La continua crescita della manifestazione obbliga però a porre sempre più attenzione su tutti i risvolti della macchina organizzativa, per evitare di perdere i consensi raccolti per strada e comprometterne il futuro.

Per questo appare importante ascoltare le diverse voci che da più parti avanzano idee per il futuro. Tra le proposte più gettonate, per assecondare la crescita, sembra naturale ipotizzare il coinvolgimento di più persone nel Comitato organizzatore e studiare con maggiore attenzione i regolamenti, evitando mutamenti in corsa e imponendone il rispetto con più fermezza in ogni circostanza.

In tema di progetti inoltre, sembra interessante la proposta avanzata da un attento osservatore, e già al vaglio dell’organizzazione, di favorire un regolare confronto di idee attraverso incontri pubblici tra gli addetti ai lavori e gli abitanti della zona o, più in generale, chiunque fosse interessato non solo a parole al futuro del Palio della Valle Olona.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

 

   

 

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