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Palio della Valle Olona La crescita esponenziale di interesse suscitato dal confronto tra i sette paesi della Valle ha inevitabilmente contribuito a rendere più importante la posta in palio e di conseguenza ad aumentare il livello di competitività. Questo non costituisce necessariamente uno svantaggio, anzi. Con tutta probabilità può essere visto come una fase di transizione indispensabile per fare del Palio un grande evento. Fase alla quale tutti, Comitato organizzatore, Capitani, partecipanti, pubblico, operatori dell’informazione, devono essere preparati in modo da non perdere il controllo della situazione. Nella recente edizione inoltre, il Palio si è trovato a fare i conti con una vera e propria esplosione di un canale di comunicazione in precedenza trascurato, vale a dire Internet. Nonostante gli attacchi, spesso pesanti, giunti da più parti, mezzi di informazione compresi, il Forum di ValleOlona.com, sede anche del sito Web ufficiale, ma da esso distinto, è stato letteralmente preso d’assalto da chiunque fosse interessato a far valere il proprio pensiero. Proprio l’ampio margine di libertà (troppo secondo alcuni) lasciato alla ‘piazza’ virtuale ha consentito di accedere a una serie di impressioni, commenti e critiche che, unite a quelle raccolte sul campo tra pubblico e addetti ai lavori, consente di azzardare un bilancio sulla manifestazione. Non si tratta tanto di opinioni personali, ma dell’umore raccolto direttamente sul campo, sia a caldo nelle vicinanza immediate degli appuntamenti sia a distanza di qualche tempo, nell’intento di offrire un quadro più completo ed equilibrato possibile. Il Palio della Valle Olona è praticamente diviso in due momenti. Il primo, quello delle cerimonie, aiuta a coinvolgere maggiormente il pubblico e a creare quell’interesse che a differenza di altre manifestazioni analoghe, non può contare su riferimenti storici precisi e consolidati. Solo in un secondo momento cominciano le gare vere e proprie, dove gli atleti si confrontano senza risparmiarsi. Appare quindi naturale separare i due contesti anche in fase di analisi. Ambiguità da risolvere Poco da ridire invece sulla vera e propria cerimonia di apertura della manifestazione, l’Investitura dei Capitani. Svolta secondo un copione ormai collaudato capace di fondere l’aspetto religioso con quello laico, la serata ha trovato nel palcoscenico di Gorla Maggiore un adeguato scenario, con tempi e ritmi in grado di mantenere al giusto livello la partecipazione del pubblico. Con qualche sforzo in più da parte dei Comuni sarebbe forse possibile aumentare l’affluenza da tutta la Valle, così da rendere ancora più suggestiva la serata. Una tradizione tutta da creare Al riguardo può tornare utile una serie di osservazioni raccolte in seguito. Nella stessa zona di Fagnano Olona teatro dell’evento, pochi giorni dopo si è tenuta una festa che ha invece incontrato molto favore di pubblico. Potrebbe allora essere interessante pensare di unire le due cose, inserendo la Festa sul fiume nel contesto di una festa più ricca, considerando seriamente la possibilità di svolgere il cerimoniale di giorno, per esempio nel pomeriggio di una domenica. Interessante inoltre l'ipotesi di 'legare' in qualche modo l'appuntamento alla Ferrovia della Valmorea che, se ben sfruttata potrebbe trasformarsi in quel 'filo conduttore' tra i paesi attualmente labile. La scelta vincente
Alla tappa finale, come sottolineava garbatamente un vigile urbano, far arrivare la fiaccola in alcuni paesi molto tempo dopo la mezzanotte non fa certamente bene al Palio. Se non si è disposti a valutare uno spostamento di orario per esempio al pomeriggio, è probabilmente importante anticiparne ulteriormente la partenza. Uno svolgimento al pomeriggio inoltre, potrebbe contribuire a richiamare maggiormente l’attenzione degli abitanti anche lungo il percorso, per ampi tratti deserto. La protagonista della serata inoltre, la fiaccola, a rigor di logica dovrebbe accompagnare l’intero periodo di gare, ma dopo la Sfilata è misteriosamente sparita, serata finale inclusa quando, nonostante l’orario da metronotte, ci si sarebbe comunque aspettati di vederla se non protagonista almeno coinvolta nella cerimonia di chiusura.
A parte il consueto abbondante ritardo con il quale viene dato il via alle cerimonie, il corteo ha fornito un grande spettacolo. Unico neo la presenza di lunghi ‘silenzi’ tra il transito di una formazione e la successiva. L’ingresso di Castellanza ha portato anche un nuovo corpo musicale ma, laddove i singoli paesi non prevedevano colonne sonore proprie, spesso si è sentita la mancanza di una accompagnamento musicale più costante. Inevitabilmente, il verdetto della giuria ha scatenato sentimenti di natura contrastante. Qualche soggetto ha indubbiamente ecceduto nel manifestare il proprio dissenso, ma resta difficile non riconoscere i giusti meriti ai vincitori di Olgiate Olona. Alla fine sono in molti ad aver ammesso che anche se il paese non era l’unico a meritare la vittoria, non si poteva certo parlare di ingiustizia. In ogni gara che si rispetti, quando è previsto un unico vincitore è inevitabile creare scontenti, soprattutto quando come in questo caso le differenze sono state veramente minime. D’altra parte, per ammissione di uno dei protagonisti, arrivare secondi di tanto o di poco non cambia, si è sempre secondi. A parte alcuni eccessi isolati comunque, l’agonismo è rimasto nella norma.
Interessante l’idea elaborata da uno dei massimi rappresentanti del Palio di istituire, oltre al premio complessivo, una serie di riconoscimenti mirati a premiare i singoli settori, quali per esempio, musiche, coreografie, scenografie, costumi, ecc. Un’idea da valutare con attenzione, purchè non si trasformi in una salomonica spartizione di premi e le rappresentative siano disposte ad accettare di tornare comunque a casa a mani vuote. In definitiva, l’aspetto più delicato della Sfilata appare proprio il criterio di premiazione. La presenza di una giuria esterna è certamente un’ottima strada, anche se quest’anno una disattenzione in fase di presentazione ha contribuito ad alimentare polemiche troppo spesso strumentali. Il buon livello complessivo, l’impegno profuso da tutti i paesi, e la risposta del pubblico giocano a favore della formula utilizzata sin d’ora, contro invece una singola proposta portata avanti con una certa insistenza di far confrontare tutti i paesi sullo stesso identico tema. Situazione che probabilmente penalizzerebbe gli ultimi paesi chiamati a esibirsi e rischierebbe di annoiare il pubblico.
Giuseppe Goglio |
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