Notiziario

Agenda

Tempo libero

Storia

Comuni

Immagini

Aziende

Associazioni

Sport

Contatti

 

Palio della Valle Olona
Appunti di fine Palio

Idee, spunti e riflessioni raccolte sul campo: le cerimonie

12 Settembre 2006
- Quasi due mesi di distanza e un periodo di vacanza in mezzo potrebbero sembrare un lasso di tempo sufficiente a smorzare anche le polemiche più accese e accantonare rancori e proteste. Dietro la calma apparente che regna intorno all’argomento Palio della Valle Olona, covano invece braci pronte a riprendere vigore.

La crescita esponenziale di interesse suscitato dal confronto tra i sette paesi della Valle ha inevitabilmente contribuito a rendere più importante la posta in palio e di conseguenza ad aumentare il livello di competitività. Questo non costituisce necessariamente uno svantaggio, anzi. Con tutta probabilità può essere visto come una fase di transizione indispensabile per fare del Palio un grande evento. Fase alla quale tutti, Comitato organizzatore, Capitani, partecipanti, pubblico, operatori dell’informazione, devono essere preparati in modo da non perdere il controllo della situazione.

Nella recente edizione inoltre, il Palio si è trovato a fare i conti con una vera e propria esplosione di un canale di comunicazione in precedenza trascurato, vale a dire Internet. Nonostante gli attacchi, spesso pesanti, giunti da più parti, mezzi di informazione compresi, il Forum di ValleOlona.com, sede anche del sito Web ufficiale, ma da esso distinto, è stato letteralmente preso d’assalto da chiunque fosse interessato a far valere il proprio pensiero. Proprio l’ampio margine di libertà (troppo secondo alcuni) lasciato alla ‘piazza’ virtuale ha consentito di accedere a una serie di impressioni, commenti e critiche che, unite a quelle raccolte sul campo tra pubblico e addetti ai lavori, consente di azzardare un bilancio sulla manifestazione. Non si tratta tanto di opinioni personali, ma dell’umore raccolto direttamente sul campo, sia a caldo nelle vicinanza immediate degli appuntamenti sia a distanza di qualche tempo, nell’intento di offrire un quadro più completo ed equilibrato possibile.

Il Palio della Valle Olona è praticamente diviso in due momenti. Il primo, quello delle cerimonie, aiuta a coinvolgere maggiormente il pubblico e a creare quell’interesse che a differenza di altre manifestazioni analoghe, non può contare su riferimenti storici precisi e consolidati. Solo in un secondo momento cominciano le gare vere e proprie, dove gli atleti si confrontano senza risparmiarsi. Appare quindi naturale separare i due contesti anche in fase di analisi.

Ambiguità da risolvere
Nel corso degli anni, all’interno del programma del Palio si sono create alcune piccole ambiguità che, in prospettiva di quel salto di scala da più parti richiamato come indispensabile, dovrebbero essere risolte. Una delle più evidenti emerge regolarmente in occasione del primo incontro ufficiale. Quella che secondo programma viene definita Conferenza stampa, alla luce dei fatti si rivela un appuntamento ‘ibrido’, che solleva più perplessità che apprezzamenti. Dal punto di vista degli organi di informazione infatti, orario, luogo e modalità (prima serata del sabato sera all’interno di uno spettacolo) e la mancanza di un dialogo più diretto e dedicato con i portavoce unito alla mancanza di documentazione ufficiale ha destato molte perplessità. Il pubblico attirato invece dalla prospettiva di uno spettacolo non sempre risponde in modo compiacente a una prolungata interruzione infarcita di discorsi e interventi. Una possibile soluzione potrebbe essere programmare due eventi distinti, ciascuno più vicino alle rispettive esigenze.

Poco da ridire invece sulla vera e propria cerimonia di apertura della manifestazione, l’Investitura dei Capitani. Svolta secondo un copione ormai collaudato capace di fondere l’aspetto religioso con quello laico, la serata ha trovato nel palcoscenico di Gorla Maggiore un adeguato scenario, con tempi e ritmi in grado di mantenere al giusto livello la partecipazione del pubblico. Con qualche sforzo in più da parte dei Comuni sarebbe forse possibile aumentare l’affluenza da tutta la Valle, così da rendere ancora più suggestiva la serata.

Una tradizione tutta da creare
La Festa sul fiume è invece al momento l’appuntamento che più di tutti fatica ad affermarsi. Accusato di improbabili risvolti politici e/o pagani, la serata non riesce a raccogliere un adeguato consenso di pubblico. Il programma stesso non risulta forse abbastanza attraente, con il momento culminante della cerimonia, il lancio dei fiori nel fiume a titolo di ringraziamento, poco visibile dal pubblico, generalmente di spalle, e che di solito avviene praticamente al buio. In questa occasione inoltre il programma ha sollevato altre perplessità, come la mancanza di un accompagnamento musicale in grado di intrattenere gli intervenuti e la trascurata presenza solo in disparte di un gruppo di persone in costume storico.

Al riguardo può tornare utile una serie di osservazioni raccolte in seguito. Nella stessa zona di Fagnano Olona teatro dell’evento, pochi giorni dopo si è tenuta una festa che ha invece incontrato molto favore di pubblico. Potrebbe allora essere interessante pensare di unire le due cose, inserendo la Festa sul fiume nel contesto di una festa più ricca, considerando seriamente la possibilità di svolgere il cerimoniale di giorno, per esempio nel pomeriggio di una domenica.  Interessante inoltre l'ipotesi di 'legare' in qualche modo l'appuntamento alla Ferrovia della Valmorea che, se ben sfruttata potrebbe trasformarsi in quel 'filo conduttore' tra i paesi attualmente labile.

La scelta vincente
L’ingresso di Castellanza ha certamente contribuito ad aumentare visibilità e competitività del Palio, ma la città è in grado di portare importanti benefici anche in termini di organizzazione e idee. Ne è stato un chiaro esempio Olimpikiamo, la giornata di giochi dedicata ai bambini e fortemente valuta da Castellanza stessa che ne ha curato ogni aspetto. Capitani, Damigelle e gli altri membri del Comitato organizzatore sono apparsi talvolta a disagio nel dover affrontare l’insolita controparte formata da trecento giovanissimi scatenati, ma nessuno di loro ha lesinato l’impegno in un pomeriggio di gare dove per una volta non c’era di mezzo la classifica.

Tempistiche sotto osservazione
In prossimità dell’inizio delle ostilità, la Fiaccolata si propone di portare in ogni paese lo spirito della manifestazione richiamando al tempo stesso l’attenzione degli abitanti. L’idea certamente valida, mai come quest’anno ha però dimostrato punti deboli, complice l’allungamento del percorso per l’inclusione di Castellanza. La città ha peraltro dato una lezione a tutti sull’organizzazione della serata, ma al tempo stesso ne ha impietosamente portato alla luce i problemi.

Alla tappa finale, come sottolineava garbatamente un vigile urbano, far arrivare la fiaccola in alcuni paesi molto tempo dopo la mezzanotte non fa certamente bene al Palio. Se non si è disposti a valutare uno spostamento di orario per esempio al pomeriggio, è probabilmente importante anticiparne ulteriormente la partenza. Uno svolgimento al pomeriggio inoltre, potrebbe contribuire a richiamare maggiormente l’attenzione degli abitanti anche lungo il percorso, per ampi tratti deserto. La protagonista della serata inoltre, la fiaccola, a rigor di logica dovrebbe accompagnare l’intero periodo di gare, ma dopo la Sfilata è misteriosamente sparita, serata finale inclusa quando, nonostante l’orario da metronotte, ci si sarebbe comunque aspettati di vederla se non protagonista almeno coinvolta nella cerimonia di chiusura.

Il successo su cui costruire
Alla Sfilata però, come detto la fiaccola era presente e ha potuto così fare da sfondo a una delle serate più accese del Palio, che ha reso subito l’idea del clima che si sarebbe respirato nelle giornate seguenti. Prima di tutto è doveroso sottolineare il grande successo della serata, sia per il coinvolgimento degli ‘attori’ sia per la risposta di pubblico. Il lungo corteo ha infatti percorso il tragitto dal Parco di Villa Durini al Campo sportivo di Gorla Minore tra due ali di folla quasi ininterrotte e le rappresentazioni si sono svolte davanti a un pubblico eccezionale in tutti i sensi. La Sfilata è uno degli appuntamenti più sentiti soprattutto dagli addetti ai lavori e come tale merita alcune considerazioni più attente.

A parte il consueto abbondante ritardo con il quale viene dato il via alle cerimonie, il corteo ha fornito un grande spettacolo. Unico neo la presenza di lunghi ‘silenzi’ tra il transito di una formazione e la successiva. L’ingresso di Castellanza ha portato anche un nuovo corpo musicale ma, laddove i singoli paesi non prevedevano colonne sonore proprie, spesso si è sentita la mancanza di una accompagnamento musicale più costante.

Inevitabilmente, il verdetto della giuria ha scatenato sentimenti di natura contrastante. Qualche soggetto ha indubbiamente ecceduto nel manifestare il proprio dissenso, ma resta difficile non riconoscere i giusti meriti ai vincitori di Olgiate Olona. Alla fine sono in molti ad aver ammesso che anche se il paese non era l’unico a meritare la vittoria, non si poteva certo parlare di ingiustizia. In ogni gara che si rispetti, quando è previsto un unico vincitore è inevitabile creare scontenti, soprattutto quando come in questo caso le differenze sono state veramente minime. D’altra parte, per ammissione di uno dei protagonisti, arrivare secondi di tanto o di poco non cambia, si è sempre secondi. A parte alcuni eccessi isolati comunque, l’agonismo è rimasto nella norma.

Da più parti sono piovute critiche e proposte per il futuro. Molto discussa resta la possibilità di far partecipare a tutti gli appuntamenti i professionisti, situazione che inevitabilmente avvantaggia i Comuni più grandi anche se non sempre si rivela determinante.

Interessante l’idea elaborata da uno dei massimi rappresentanti del Palio di istituire, oltre al premio complessivo, una serie di riconoscimenti mirati a premiare i singoli settori, quali per esempio, musiche, coreografie, scenografie, costumi, ecc. Un’idea da valutare con attenzione, purchè non si trasformi in una salomonica spartizione di premi e le rappresentative siano disposte ad accettare di tornare comunque a casa a mani vuote.

In definitiva, l’aspetto più delicato della Sfilata appare proprio il criterio di premiazione. La presenza di una giuria esterna è certamente un’ottima strada, anche se quest’anno una disattenzione in fase di presentazione ha contribuito ad alimentare polemiche troppo spesso strumentali. Il buon livello complessivo, l’impegno profuso da tutti i paesi, e la risposta del pubblico giocano a favore della formula utilizzata sin d’ora, contro invece una singola proposta portata avanti con una certa insistenza di far confrontare tutti i paesi sullo stesso identico tema. Situazione che probabilmente penalizzerebbe gli ultimi paesi chiamati a esibirsi e rischierebbe di annoiare il pubblico.

Un patrimonio da tutelare
Proprio il pubblico, che rappresenta il filo conduttore di tutta la manifestazione, merita la considerazione finale. Troppo spesso gli spettatori sono apparsi come messi in disparte. Troppe volte si è infatti avuta l’impressione che alcuni appuntamenti siano studiati ‘a favore’ degli addetti ai lavori e non invece chi deve assistere. Nel caso delle cerimonie, la situazione è apparsa evidente soprattutto durante la Festa sul fiume e la Fiaccolata, ma anche la Conferenza stampa insegna che sarebbe importante valutare anche il tipo di pubblico che di volta interverrà. Trattandosi del capitale più importante del Palio della Valle Olona, anche quando avanza critiche, non sembra esagerato affermare che meriterebbe un’attenzione più costante.


Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

 

   

 

Volete essere sempre aggiornati sulle ultime novità? Iscrivetevi alla Newsletter

 

Notiziario

Inizio pagina