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Palio della Valle Olona
Pronti a giocare il 'settebello'

Il Capitano di Castellanza rivela come terrà alto il nome della città all'esordio

15 Maggio 2006
- È l’ultima arrivata, ma ha messo in apprensione tutte le altre squadre partecipanti. L’ingresso di Castellanza coni suoi 15.000 abitanti nel Palio della Valle Olona è infatti all’origine di diverse preoccupazioni in prima battuta per i Capitani dei paesi avversari, Questo però non significa che la nuova entrata sia stata accolta con freddezza. Anzi, l’intero Comitato organizzatore si è dato da fare per lungo tempo al fine di concludere al più presto tutte le formalità necessarie a ufficializzare l’estensione a sette del Palio.
La voglia di fare e il desiderio di diventare parte di un qualche cosa che nell’ambito della Valle Olona comincia ad acquistare una rilevanza sempre maggiore anno dopo anno è stata più forte anche delle recenti vicissitudine politiche della città e così è ormai dallo scorso inverno che l’intera città di Castellanza è al lavoro per non fare una brutta figura in occasione della sua ‘prima’ e provare a colmare con il bacino di utenza più vasto alla mancanza di esperienza fondamentale in competizioni di questo genere.
Come la macchina organizzativa del paese si stia adoperando per puntare da subito a un risultato di prestigio lo spiega Marco Oldani, castellanzese DOC, ben contento di ricoprire il ruolo di Capitano, pronto a impegnarsi al massimo per tenere alta la propria bandiera e disposto ad affrontare tutti i problemi che ne derivano.

Quando hai avuto la certezza che Castellanza avrebbe partecipato al Palio?
Praticamente già verso la fine della scorsa estate, quando si è avuta la conferma a seguito dei primi incontri definitivi tra Amministrazione e Comitato organizzatore. Ho avuto subito l’impressione che la cosa sarebbe andata in porto.

Quando sei entrato ‘in gioco’?
Già dalle prime riunioni sono stato chiamato in causa, anche se non conosco tutte le trattative che ci sono state in precedenza

E quando hai avuto la conferma che sarebbe toccato a te ricoprire il ruolo di Capitano?
Intorno a ottobre. Precisamente, con la presentazione ufficiale avvenuta in occasione dell’incontro con la popolazione agli inizi di dicembre. A costo di apparire banale, ci tengo a sottolineare che per me è un onore rappresentare la città di Castellanza dove sono nato e dove ho sempre vissuto.

Da quel momento, come vi siete organizzati?
È sorto subito un comitato con due rappresentanti, uno per le per gare e l’altro per l’organizzazione. In ogni caso c’è stata immediatamente la supervisione dell’Assessore alla partita, il compianto Tino Luraghi, successivamente sostituito da Eugenio Chiappa. In questo comitato sono presenti i maggiori rappresentanti di associazioni cittadine, oratori, rioni più altri volontari. In totale si tratta di circa 15 rappresentanti.
A oggi abbiamo in programma due sere la settimana di incontri: una per gli allenamenti e l’altra per la sfilata.

Come vi state documentando per non farvi trovare impreparati?
All’inizio ci sono stati utili sconsigli di responsabili e degli altri Comuni, che ci hanno suggerito come muoverci.

Ti fidi ti questi consigli?
Certamente. Anzi, devo ringraziarli perchè ci sono stati di valido aiuto.

Come si prepara la prima partecipazione a un Palio?
Con tanto impegno e altrettanta pazienza Nel senso che non è facile coinvolgere la popolazione e bisogna quindi essere presenti a tutte le manifestazioni cittadine per presentare alla gente il Palio e suscitare interesse. All’inizio non è facile, ma con il tempo devo dire che ci stiamo riuscendo. La città è grande, quindi arrivare a tutti non è facile. In più bisogna stare attenti ai regolamenti e allo stesso tempo cercare le persone che devono disputare le gare, spiegare loro cosa devono fare. In questo lavoro difficile ci aiuta l’entusiasmo di tutti per la prima partecipazione.

Il vantaggio di una città è avere un bacino di utenza più grande...
Sì, abbiamo più persone da contattare ma è più difficile arrivare a tutti e trovare momenti di aggregazione comune. Ricordiamo che la nostra città è divisa in due (in su e in giù); un obiettivo è già riuscire a mettere insieme la gente.

Gli altri paesi non nascondono la loro preoccupazione proprio per questa cosa...
Alla fine, dipende sempre dalla qualità, ma meglio certamente poter scegliere la qualità tra tanti che tra pochi. Quindi, direi che fanno bene a preoccuparsi.

Cosa conosci del Palio?
Purtroppo non ho mai avuto modo di assistere di persona alle gare, anche se grazie a ValleOlona.com ho visto foto e letto articoli sulla passata edizione. Devo dire che il sito Web è l’unico posto dove se ne parla. È quindi un’incognita il valore degli avversari nelle gare più rappresentative. Chi di noi ha potuto assistere ad Aspettando il Palio 2005 è rimasto colpito dalla partecipazione.

Come vi state preparando per la gara simbolo del Palio, quella delle automobili a pedali?
Ci siamo mossi in modo autonomo grazie alla collaborazione di esperti e abbiamo già presentato il nostro mezzo, che riteniamo abbia comunque grandi possibilità di vittoria. Con gli atleti giusti e giocando in casa correremo sicuramente per la vittoria.

Guardando al programma delle gare, avete individuato quali possono essere i vostri punti di forza e i vostri punti deboli?
Per le altre gare ci sentiamo forti nel beach volley e nel tiro alla fune, dove l’inesperienza probabilmente conta meno. Al contrario, temiamo la corsa con le botti che non abbiamo mai avuto modo di disputare.

Un evento fuori classifica, ma molto sentito è la sfilata, siete pronti a dire la vostra?
Ormai sono mesi che stiamo lavorando, trovandoci una vola la settimana. Abbiamo già da tempo messo a punto regia e corteo, ora cerchiamo di coinvolgere più figuranti possibile perchè vogliamo essere almeno in 60. Per la rappresentazione, abbiamo la sfortuna di essere i primi e recitare, alla luce del sole, quindi non possiamo promettere effetti speciali.

Potrà giocare qualche brutto scherzo l’emozione?
No, non credo, più che l’emozione semmai l’inesperienza.

Nel corso della varie edizioni ci sono state anche diverse discussioni, talvolta molto accese, sei pronto all’eventualità?
Non mi preoccupano eventuali discussioni. Sono un tipo moderato quindi cercherò sempre di portare il massimo della diplomazia in ogni occasione. È chiaro però che nel caso ce ne fosse bisogno faremo sentire la nostra voce.

Castellanza avrà anche la responsabilità di un evento tutto nuovo: la giornata dedicata ai bambini. È una scelta vostra?
È stata fortemente voluta dalla precedente Amministrazione. Addirittura, era quasi uno dei requisiti fondamentali per aderire al Palio. Il Comitato d’altra parte è stato ben contento di supportare l’Amministrazione in questo progetto.

Potrebbe essere un impegno pesante, il Presidente Mario Rossi ha affermato che gli piacerebbe avere 100 bambini per Paese. In totale farebbero 700...
Riuscire a coinvolgere 100 bambini per pese è più che altro un sogno, ma gia averne 300 sarebbe un ottimo risultato.

Cosa ti senti di promettere ai tuoi concittadini?
Certamente il non sfigurare in questo primo Palio. Ma senza dubbio, il sogno è quello di non limitarsi a partecipare e basta.

Quale sarebbe considerato un risultato positivo?
La vittoria

E se arrivate secondi?
L’importante sarà aver cerato lo spirito di aggregazione in città e aver fatto partecipare più abitanti possibile sia come spettatori sia come giocatori. L’obiettivo sarà poi di continuare nelle edizioni successive con lo stesso impegno di quest’anno.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

 

 

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