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Interviste nella Valle Olona
Andrea Larghi, Sindaco di Vedano Olona

 

Arroccata sopra un’altura nella parte alta della Valle, Vedano Olona è solo marginalmente coinvolta nell’eco-sistema del fiume, ma viene a trovarsi in una posizione intermedia tra diverse aree strategiche della zona. La prossimità di Varese e della provincia di Como, il Parco Pineta e la Valle Olona stessa sono infatti la cornice che consente al paese di distinguersi. Le stesse riflessioni si trovano perfettamente riassunte nello spirito con il quale il Sindaco Andrea Larghi ci accoglie nel suo studio.
Anche se in questo caso la Valle rappresenta solamente uno dei numerosi elementi identificativi del centro urbano, non mancano i sentimenti e le esperienze condivise con le amministrazioni limitrofe, rivelando una evidente ‘modernità’ nello spirito secondo il quale non viene tralasciata nessuna esperienza vissuta dai ‘colleghi’ e che possa recare vantaggi anche al proprio paese.

Il vostro sito Internet è stato realizzato e mantenuto da studenti…
La cosa è nata per merito di un gruppo facente capo al nostro centro di aggregazione giovanile. Mettendo insieme gli interessi comuni, si è arrivati ad affidare loro questo progetto che ha già raggiunto risultati soddisfacenti. Proprio in questi giorni tra l’altro, è stato avviato uno studio per una riprogettazione mirata a renderlo accessibile anche ai disabili. In questo modo vogliamo che diventi uno strumento più utile e alla portata di tutti.

Quale può essere la prima cosa che potrebbe notare una persona che arriva da fuori?
La sua conformazione che si è mantenuta nel corso degli anni. È una forma ben delineata da tempo, anche perché è una zona ben delimitata, completata da una fascia di verde a sud e il Parco Pineta dall’altra parte. Un altro merito secondo me è che abbiamo puntato più sul recupero che sulla costruzione di nuove abitazioni. Sono cose che si traducono in una migliore vivibilità.

C’è un altro motivo che può portare Vedano a distinguersi dai paesi vicini, che a prima vista potrebbero sembrare tutti uguali?
La capacità di essere riusciti a mantenere una vita sociale abbastanza ricca di iniziative. Abbiamo un buon numero di Associazioni che si trovano, agiscono e collaborano. Il locale Istituto Scolastico Comprensivo per esempio, ha sviluppato diverse collaborazioni con la città.

La particolare posizione geografica si ripercuote anche sul traffico?
Abbiamo cercato di affrontare il problema cercando di coinvolgere sia i singoli cittadini sia le associazioni che le scuole. È venuto fuori un programma di moderazione del traffico che mi sembra essere di buona qualità. Di recente abbiamo presentato a Provincia e Regione un piano del traffico che sembra essere stato valutato positivamente.

Che rapporto avete con i Comuni vicini?
Complessivamente positivo. In diversi ambiti partecipiamo a momenti associativi con altri Comuni, per esempio gli altri interessati al Parco Pineta. Abbiamo anche buone esperienze nel campo bibliotecario, dove manteniamo attive numerose collaborazioni. Facciamo parte del distretto di Tradate, con i cui Comuni ci troviamo a stretto contatto nei servizi sociali.

Proponete anche iniziative che partono da voi?
In questo momento siamo promotori e responsabili della Zona 3 di Protezione Civile. Attualmente ci sono 24 Comuni della nostra zona che hanno costituito qui il punto di riferimento. Nel corso di alcune recenti emergenze abbiamo potuto constatare che l’organizzazione funziona. Siamo anche attivi nel campo della Pubblica Sicurezza: con diversi comuni limitrofi abbiamo definito un progetto di sicurezza con una regia unica dei pattugliamenti nei vari momenti della giornata e una migliore gestione dei materiali. Ci teniamo costantemente in collegamento radio.

Nel futuro della Valle Olona, lei vede una maggiore destinazione per il tempo libero, al posto della precedente vocazione industriale?
Sono gli aspetti che riguardano più da vicino la parte del territorio vicina al fiume. Da noi il fiume scorre in un’area decentrata rispetto al paese, ma è molto importante che la zona venga riqualificata. Prima di tutto però il fiume deve ritornare un corso d’acqua. Per cui è fondamentale che vada a buon fine il progetto di depurazione,altrimenti difficilmente qualcuno può essere interessato a fruirne.

A che punto è questo processo?
A sentire il Consorzio, c’è ottimismo per la soluzione di questo problema. I cittadini tra l’altro pagano una quota specifica per la depurazione e si aspettano i risultati.

Mantenete quindi un assetto industriale ancora rilevante…
Abbiamo promosso una zona industriale fatta in modo che non si presenti come uno stravolgimento del territorio, ma piuttosto come area dedicata completa di servizi e integrata accuratamente bel territorio circostante. La possibilità di avere opportunità di lavoro vicino a casa è senza dubbio ben accetta.

Esiste quindi un futuro legato al mondo professionale per la zona?
Riteniamo di disporre di una zona completa, dove prevediamo di aggiungere una palazzina servizi coinvolgendo direttamente le attività della zona.

Qual è la sua posizione sui progetti che vorrebbero riprendere la ferrovia della Valmorea?
È un’opportunità. Se ben condotta, anche se devo ammettere che non conosco bene le prospettive di questa iniziativa, credo che possa trasformarsi in un modalità interessante per far conoscere il territorio. Vedano non sarebbe coinvolta direttamente, però essendo nelle vicinanze, i benefici di eventuali iniziative sarebbero tangibili. Apprezzo chi sta lavorando a questo progetto.

C’è chi sostiene che si tratterebbe di un trenino che corre nel nulla…
Non credo, l’intuizione mi sembra buona. Adesso si tratterebbe di mettere dei contenuti che bisogna individuare. Non possiamo competere con altri Comuni a livello artistico, ma anche noi ci stiamo attivando per restaurare la piccola Chiesa di San Pancrazio, che sembra possa rivelare qualche opera importante.

Siete coinvolti nel progetto SISCoTEL?
Siamo tra i Comuni che hanno aderito. È però un programma a lungo termine, dal quale non possiamo aspettarci subito dei risultati. Ci auguriamo che effettivamente si riesca a trarre benefici, prima di tutto a livello di comunicazione tra le amministrazioni.

Vale la pena di dedicare risorse a un progetto di questo tipo?
Certamente ci sono cose anche più importanti, però è un’opportunità che ci da modo di offrire servizi migliori e quindi bisogna tenerne conto.

Cosa le piacerebbe che i Comuni vicini prendessero ad esempio da Vedano Olona?
Quando realizziamo un’iniziativa, cerchiamo di fare in modo di essere comprensibili. Effettuare scelte facili da comprendere può rappresentare un modo perché chi trova le nostre iniziative positive, possa ricavarne un esempio. I risultati poi devono essere valutati dai cittadini, ma noi ci impegniamo in questa direzione. Siamo anche soddisfatti degli interventi fatti all’interno del paese per renderlo a misura dei ragazzi e dei bambini. Questo forse ci piacerebbe che altri Comuni vedessero a Vedano: mettersi dalla parte dei più deboli per rendere il paese più vivibile.

Se potesse realizzare un progetto, senza preoccupazioni di bilancio, quale sarebbe?
Io ho un grande desiderio: che si possa realizzare il peduncolo di collegamento tra la zona bassa del Comune, la frazione Fontanelle, e la strada che va verso Como, perché consentirebbe di togliere il traffico pesante e il traffico di attraversamento dal Comune. Credo che sarebbe il contributo migliore per migliorare la vivibilità del nostro paese. Tra l’altro il progetto è già finanziato; si tratta solo di trovare l’accordo con gli altri soggetti interessati. Dobbiamo fare tutti uno sforzo di buona volontà per condurre in porto il progetto.

Giuseppe Goglio


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