| L'idea |
Interviste nella Valle Olona
Enrico Vettori, Assessore Sport e Tempo Libero di
Olgiate Olona

Nel centro di un paese un po’ sottosopra per gli imponenti lavori di rifacimento della via principale, raggiungiamo gli uffici comunali di Olgiate Olona. Ad accoglierci questa volta c’è un assessore, precisamente Enrico Vettori, assessore allo sport e al tempo libero, disponibile a illustrarci il momento che sta attraversando questo Comune della bassa Valle Olona e a spiegarci i progetti in corso e quelli in cantiere. Dopo aver ascoltato le prime tre amministrazioni, una nella parte alta, una al centro e una all’inizio della Valle, è già possibile trarre un primo bilancio. La nostra impressione è che ogni paese abbia progetti abbastanza personali, ma necessariamente condivide con gli altri gli stessi problemi. Forse questo non è esattamente il punto di unione che uno può aspettarsi, ma con la buona volontà manifestata dai nostri amministratori, può diventare uno spunto utile per avviare quei programmi di interesse comune, altrimenti difficili da realizzare nel contesto del singolo Comune.
Che momento sta
attraversando Olgiate Olona?
Gli anni ‘90 sono stai segnati da una certa fuga dal territorio, dovuta anche
alle due inondazioni che hanno colpito la zona e hanno accentuato una situazione
che già si era manifestata con la moria industriale e alla quale non possiamo
fare eccezione. Non a caso, sotto il profilo industriale, la nostra viene
considerata un’area depressa.
Cosa riserva il futuro
agli abitanti della zona?
Dobbiamo perdere questa connotazione di zona strettamente industriale, per
dedicarci alle cambiate aspettative dei nostri cittadini, che si muovono di più
per lavoro e vogliono utilizzare lo spazio dove
vivono in modo nuovo, per il tempo libero, lo sport, il sociale e l’ambiente.
Piano piano sta emergendo questo nuovo sentimento culturale al quale come
amministratori dobbiamo dare seguito.
Rientra in questa
nuova visione il rifiorire di iniziative e feste degli ultimi anni?
Manifestazioni e opportunità culturali sono aumentate non solo a Olgiate, ma
in tutti Comuni della zona e non a caso i bilanci locali stanziano fondi sempre
crescenti. Ma c’è una crescente attenzione anche al sociale, segnale di uno
spostamento dell’attenzione maggiormente verso la persona.
Sono queste le
mansioni che riguardano più da vicino la gestione di un Comune?
Sì, essendo Enti di potere esecutivo, dobbiamo guardare più da vicino a queste
cose. E non a caso secondo i sondaggi le amministrazioni locali sono viste come
quelle più vicine ai cittadini.
Che influssi ha la
presenza di città più grosse come Legnano o Busto Arsizio nelle immediate
vicinanze?
Paghiamo ancora adesso e abbiamo pagato pesantemente negli anni passati la
vicinanza con Busto Arsizio, un grosso centro dove girano più affari e
opportunità di ogni genere. Il pesce grosso mangia il piccolo, è una legge di
natura. Di recente siamo però riusciti a diminuire questo gap.
Cosa vi dà questa
sensazione?
Per la connotazione stessa del nostro Comune, è più facile essere vicino ai
cittadini, che si sentono più seguiti dall’Amministrazione, e nel tempo libero
tendono a guardare di più quello che hanno a portata di mano. Aumentando la
necessità di spostamenti per lavoro e di conseguenza il traffico, nel tempo
libero si guarda di più alle opportunità vicino a casa.
Come vi ponete di
fronte ai progetti della posta ciclabile e del parco della Valle Olona?
Da sempre abbiamo voluto porre una certa attenzione per sviluppare il paese
anche sotto questo profilo. In questi anni abbiamo sostenuto importanti
tematiche dei parchi, ma ne svilupperemo ancora, soprattutto per quello che
riguarda il recupero delle rive dell’Olona. Visto che il fiume sta rinascendo,
possiamo credere di renderlo nuovamente vivibile per i cittadini.
Sono idee abbastanza
diffuse presso le Amministrazioni, ma in pratica a che punto siamo?
I progetti esistono, ma per adesso alcuni, come quello che riguarda l’Olona,
sono ancora in alto mare per motivi essenzialmente economici. Quelli interni al
paese invece, vanno avanti più facilmente, anche perché c’è la volontà di
rendere più sicuri gli spostamenti di tutti i cittadini, in macchina in
bicicletta o a piedi.
Di recente avete
avviato un processo per la copertura dell’autostrada, a che punto siete?
Qua si va ancora più lontano, perché la questione è in mano ai nostri
parlamentari. La spesa non può essere sostenuta dal Comune da solo e l’aiuto che
ci serve rende la partita ancora molto aperta. I nostri rappresentanti a Roma
sono al lavoro, ma i tempi non sono ancora maturi. Di positivo possiamo dire che
non c’è ancora stata una risposta negativa.
Quale rapporto avete
con i Comuni vicini?
Direi ottimo. Al di là di alcune fazioni politiche, manteniamo ottimi rapporti.
Anche con Busto Arsizio, che fino a qualche anno fa non aveva con noi ottimi
rapporti, grazie anche alla nuova amministrazione, abbiamo attivato diverse
collaborazioni proficue, soprattutto in ambito culturale.
Cosa le piacerebbe che
un altro Comune prendesse da Olgiate Olona come riferimento?
Anche se noi stessi abbiamo molto da imparare, mi piacerebbe che si sviluppasse
molto la sussidiarietà, quella modalità per cui un’istituzione riconosce chi
opera nell’interesse della società. Gli sforzi che abbiamo fatto mi sento di
dire che stanno dando buoni risultati. Credo che sia la strada giusta da
seguire.
Cosa invece vorrebbe
prendere ad esempio da un Comune vicino?
Una cosa bella che forse a Olgiate manca un po’ è quell’aspetto di tradizione
che a noi manca. Sicuramente anche la connotazione geografica ha avuto il suo
peso, dove invece in altri paesi della Valle vedo un maggiore radicamento al
territorio e attaccamento alle tradizioni.
È una tendenza che
tende a espandersi, è possibile recuperare questi valori?
Me lo auguro, perché vuol dire recuperare la propria identità e tradizioni,
quindi le origini. Avere sempre una tradizione alle spalle dà a un popolo la
possibilità di continuare a vivere. Senza una tradizione, un popolo è destinato
a scomparire, perché non ha le radici cui far riferimento.
C’è un messaggio che
le piacerebbe lanciare agli abitanti della zona?
Cercate di essere più propositivi, per mantenere viva la nostra società.
Possiamo svilupparci solamente se tutti contribuiscono secondo il proprio credo
e il proprio desiderio. Una società multicolore, anche se con identità diverse è
una società ricca. Si tratta di riconoscere la storia da dove viene, anche se si
hanno idee diverse.
Giuseppe Goglio