Olgiate Olona
Intervista al Sindaco Giorgio
Volpi
Il lungo lavoro di collaborazione
comincia a dare i primi risultati tangibili
1 Dicembre 2006
- Sono trascorsi dieci anni da quando, grazie
all’iniziativa di un ristretto gruppo di persone intraprendenti e non prive
di coraggio, nella zona di mezzo del corso del fiume Olona alcuni paesi
hanno deciso di confrontarsi in un’iniziativa dal sapore prevalentemente
ludico ma con l’obiettivo finale di invogliare gli abitanti del luogo a
venirsi incontro e a conoscersi mettendo da parte divisioni e campanilismi
che si trascinavano ormai da lungo tempo. Già allora, il
Palio
della Valle Olona era solamente uno dei progetti che stavano
prendendo forma per offrire nuove opportunità alla Valle Olona.
Sulla stessa lunghezza d’onda, nel corso di
questi anni si sono via via sintonizzati un numero crescente di
Amministrazioni locali, consapevoli del fatto che solamente formando un
gruppo di intenti sarebbe stato possibile trovare ascolto di fronte alle
istituzioni di livello più superiore incaricate di gestire le risorse
economiche.
Oggi i primi risultati di questo lungo lavoro
cominciano a essere visibili agli occhi di tutti. Ma opere come i lavori per la
posa della fibra ottica o la realizzazione della pista ciclopedonale sul
fondovalle sono solamente gli aspetti più evidenti di una profonda
trasformazione destinata a rinnovare l’aspetto dei paesi e offrire a tutti gli
abitanti nuove opportunità di lavoro e di vita.
Tra i più convinti sostenitori di questa
strategia, il Sindaco di Olgiate Olona Giorgio Volpi, fresco vincitore
del Palio, traccia un quadro della situazione attuale e fornisce importanti
indicazioni su cosa potremo aspettarci da tali cambiamenti.
Oggi, sempre più spesso appare
naturale sentire di interventi e progetti realizzati grazie alla comunione di
intenti che si è venuta a realizzare tra le Amministrazioni del Medio Olona. In
precedenza però, la situazione spesso appariva spesso differente. Come siete
arrivati a superare gli ostacoli e le reciproche diffidenze del passato?
Io affronterei in maniera diversa la questione della collaborazione tra Sindaci.
Prima di tutto siamo davanti a un ambito territoriale omogeneo e parlerei più
precisamente di Valle Olona. Per parlare di Valle Olona dobbiamo però fare un
passo indietro alle origini della nostra storia. Senza andare tanto lontano dal
punto di vista della risorsa ambientale, l’esempio più forte lo troviamo nel
1.600 quando il censimento lungo l’Olona rileva 116 mulini. Ora, il mulino è uno
strumento fondamentale impiegato dell’uomo con la caratteristica di non poter
essere utilizzato dove c’è poca o troppa acqua. Il tipico esempio di mulino in
Europa è infatti su canale. Questo significa che stiamo parlando di un ambito
territoriale da sempre adatto all’uomo.
Il secondo passaggio è quello di andare a individuare le permanenze di valore
architettonico e storico, dei segni lasciati dall’uomo. Stringendo sul Medio
Olona arriviamo allora su gioielli come il centro storico di Castiglione Olona,
il complesso romani monumentale difensivo di Torba castelseprio. Poi abbiamo il
monastero di Cairate, Fagnano con il suo castello, la nostra villa Gonzaga.
Tutti collegati per arrivare al castello di Legnano.
Quindi in qualche modo, si dovrebbe
parlare di un ritorno al passato, dal quale ricavare importanti insegnamenti?
Noi dobbiamo sempre fare riferimento alla nostra storia. Nei secoli successivi
esiste un momento in cui sempre per le caratteristiche che le ho appena
accennato, mi riferisco alla prima industrializzazione italiana, la seconda a
livello mondiale, la Valle è stata usata in un certo modo, portando ricchezza
per pochi e lavoro per molti. Il risultato è stato che negli ultimi 50 anni le
si è voltato le spalle, a causa delle condizioni nelle quali si trovava il
fiume. D’altra parte tale condizione ha portato a rallentare gli interventi e
congelare una situazione.
In questo momento, sembra però che la
lezione sia servita. Forse la strada è ancora lunga, ma possiamo affermare che
perlomeno si registra un’inversione di tendenza?
Possiamo parlare di rinascita della Valle, dovuta al lavoro di tante persone,
legata a tante ambizioni, e a tanti programmi. Se oggi si vedono i risultati non
è perchè è cambiato qualche cosa ma perchè sempre nell’ambito territoriale
nostro si è manifestata questa attenzione. È chiaro che i primi passi sono
faticosi, giganteschi e non si vedono, mentre gli ultimi sono i meno faticosi e
si vedono in maniera eclatante. Adesso si cominciano vedere i risultati ma
dietro c’è un lavoro grande durato anni. Tanto per fare un esempio recente, da
poco c’è stata la formazione del Parco del Medio Olona, ma è il frutto di un
lavoro cominciato da più di cinque anni.
Poi c’è il depuratore. È partito in funzione da poco, ma è un lavoro di oltre
dieci anni.
Ci sono uomini e figure che rispetto alle loro ambizioni e la mondo a cui si
rivolgevano hanno fatto partire la scintilla.
Senza entrare nel merito di tutte le cose si stanno facendo, guardiamo alla
pista ciclopedonale, al fiume dove sono tornati i pescatori. Ora i Comuni
tornano a investire. Poi c’è il Palio: una cosa partita faticosamente in sordina
che però aveva avuto questa intuizione già dieci anni fa. La Valle sta partendo
e tra qualche anno sarà un fiore all’occhiello.
Cosa è lecito aspettarsi da quello che
è tornato a essere considerato un patrimonio da tutelare e non più solamente una
risorsa da sfruttare?
È il patrimonio ambientale il più rilevante. I nostri Comuni, che comunque sono
sani, hanno vissuto per decenni senza questa risorsa. Pensiamo invece come
potranno essere trasformati con queste risorse a disposizione. Poi, il momento
attuale della finanza locale limitata è un altro discorso, ma proprio per questo
saremo chiamati a dimostrare le nostre capacità. Questo è un po’ il tema
generale. Significa che dietro c’è un lavoro di tanta gente, volontariato,
istituzioni e altre persone che stanno portando con forza alla rinascita della
Valle. L’importante è sottolineare che non è un lavoro di singoli ma un’unione
di intenti.
Al di là dei confini amministrativi,
esiste un’area molto più estesa che ha tutte le caratteristiche di un unico
insediamento urbano. È possibile arrivare se non a una conduzione unica, almeno
a una condivisione di intenti ancora più estesa?
Tutti insieme ci si sta rendendo conto che Valle Olona, il Legnanese, il Bustese
e anche il Gallaretese sono un unico ambito territoriale di circa 350mila
abitanti e i problemi di vasta scala possono essere affrontati insieme. La
grande differenza è che oggi la Valle si presenta come un’entità territoriale
omogenea con ambizioni amministrative omogenee o comunque compatibili.
Nello specifico della Valle Olona, come si
muove il singolo Comune all’interno di questo lavoro di squadra?
Si sente parlare di tanti progetti. Ogni Comune ha una sua capacità di cogliere
le occasioni disponibili proporzionale agli uomini a disposizione e alle sue
dimensioni. Il momento che in termini mentali e strategici si fa un salto di
scala è possibile insieme agli altri affrontare i problemi tipici di una
cittadina di 70mila abitanti. E se ognuno di noi si occupa con delega degli
altri di problemi diversi di temi diversi è chiaro che la sommatoria delle
occasioni che si può cogliere a livello provinciale, regionale, europeo sono
enormemente superiori. È questo che ha permesso di fare il salto di scala.
E i risultati?
Gli accordi in corso, le partite in gioco sono molte di più di quelle che si
sentono abitualmente. Alcune sono ufficiali, altre sono trattative in corso con
Enti superiori. Molto spesso uno di noi Sindaci va con delega degli altri a
rappresentare tutti, in modo che gli altri non stanno a casa a dormire ma si
impegnano su altri tavoli. Si tratta di un salto di scala notevole. Questa è la
grande differenza.
In alcuni casi però, si portano avanti
progetti ai quali qualcuno decide di rinunciare. Voi, per esempio, avete scelto
di restare fuori dal SISCoTel, come mai?
Sì, abbiamo preso questa decisione, e direi con grande soddisfazione. Le
occasioni sono mille. Non è perchè un’occasione si presenta che deve essere
giudicata vantaggiosa. L’abbiamo esaminata rispetto alle nostre risorse e alla
nostra macchina e non l’abbiamo valutata come vantaggiosa. Per questo non
l’abbiamo presa, punto. Siamo soddisfatti della nostra scelta, ma con questo non
voglio dire che gli altri hanno sbagliato. Noi semplicemente non l’abbiamo
considerata interessante.
Se dovessimo pensare che una cosa si fa solo quando c’è l’unanimità, non faremmo
niente. Invece dobbiamo entrare nella dimensione di scala su come affrontare un
problema tutti insieme, ma poi ognuno deve essere libero di fare la scelta che
ritiene più opportuna. Questa è la formula vincente.
D’altra parte è naturale. Se l’unione di lavoro porta vantaggi uno la coglie.
Poi ognuno ha le sue strategie alle quali non deve rinunciare.
Dopo tanto parlare di progetti e futuro, da
qualche tempo è finalmente possibile vedere fisicamente sul territorio i primi
risultati di tutto questo lavoro. Forse è l’aspetto meno impegnativo, ma è
quello che rimane più impresso nella gente che nei paesi ci vive. Si sta
avvicinando il momento di importanti cambiamenti nella vita di tutti i giorni?
Se scendiamo per strada, adesso possiamo vedere i lavori in corso per la possa
della fibra ottica. È un altro salto di scala straordinario nel senso che le are
metropolitane, ma non solo, a livello mondiale sono tutte cablate. Questo
significa poter trasportare enormi quantità di dati a costi infinitamente bassi.
In alleanza con il legnanese questo porterà risorse economiche e darà servizi
straordinari. Il nostro territorio si avvia a diventare punto di riferimento per
attività produttive e per famiglie, con servizi tipici di una grande città. Ci
sarà così la possibilità di utilizzare uno strumento tra i più avanzati
disponibili e a costi decisamente bassi. Significa guadagnare importante
competitività a livello mondiale. Senza tale risorsa le aziende e i servizi non
avrebbero la possibilità di competere.È un progetto del quale sono proprietari i
Comuni ma è un servizio alla portata dei cittadini.
Finalmente, dopo un lungo travaglio, anche
la pista ciclopedonale del fondo valle ha preso la strada giusta. Si può sperare
che ora i lavori proseguano in modo regolare?
L’avanzamento dei lavori è evidente. Credo si sia voluto dare un segnale
visibile anche se di lavori da fare ne restano tanti che richiederanno comunque
il loro tempo. Si è voluto dare un’immagine di esecuzione, non è infatti un caso
che a primavera si vota per la Provincia. Ma noi siamo pronti a cogliere tutte
le occasione e quindi ci può anche stare. Ringraziamo tantissimo la Provincia,
ma è ovvio che questa ricaduta è avvenuta perchè nella Valle si sono create
certe condizioni. Finalmente possiamo tornare a indicare che esiste anche un
fiume. È bello che la gente ci vada, torni a frequentare la Valle e il fiume ci
faccia segnalazioni.
Il successo di pubblico in
manifestazioni come il recente Palio della Valle Olona è un segnale che la gente
ha voglia di uscire di casa e divertirsi. Esiste un’analoga richiesta anche in
tema di cultura?
Il cittadino ha una fame di informazioni e cultura vera che è stratosferica.
Qualsiasi cosa che ha un valore e una sostanza viene guardata con attenzione, a
tutti i livelli. La gente ha bisogno, in questo momento di frastuono e sempre
più cattivo gusto, di riferimenti. È altrettanto importante che ci sia una
varietà di riferimenti, così che la gente possa valutare confrontare e
scegliere. Io colgo da parte della gente che quando si fanno operazioni
culturali di spessore la risposta c’è.
Rispetto a dieci anni fa, quando venne
disputata la prima edizione, il Palio della Valle Olona ha subito profondi
cambiamenti, chiaramente visibili nell’edizione della scorsa estate. Come valuta
questa evoluzione?
Chi ha avuto l’intuizione del palio 10 anni fa, ha mostrato un grande coraggio e
ha sopportato una grande fatica. Ora sta raccogliendo i frutti. L’ultimo è stato
un Palio dove si è voluto fare un salto di scala, e altri ne dovrà fare.
Sapevamo che avremmo dovuto affrontare delle tensioni e che alcune sarebbero
state create, anche per misurare la forza di questa macchina. Devo dire che
alcune sono state simpatiche, altre di cattivo gusto, ma alla fine la macchina
ha retto. Nel frattempo è aumentata la sensibilità della gente, i momenti sono
stati molto belli. Si è colto che sempre più deve diventare una festa popolare
ma anche una festa di tradizione e cultura. Più che il fatto competitivo deve
regnare lo stare assieme, non lasciarsi dopo aver visto un risultato. Però
queste cose che oggi è facile fare, le facciamo perchè qualcuno 10 anni fa ha
avuto l’intenzione.
Questa era l’edizione dove dovevamo vedere se eravamo capaci di regger l’urto di
chi ci guardava per vedere cosa abbiamo fatto. Qualsiasi cosa viene proposta la
prima volta è una novità. La seconda viene misurata. Poi, qualunque cosa viene
presentata qualcuno comincia a guardare con attenzione e a toccare con mano per
verificare la solidità. È naturale che partano anche frecciate. In ogni caso, la
vedo anche come un segno positivo.
Di certamente positivo, dal suo punto
di vista c’è la vittoria di Olgiate Olona. A diversi mesi di distanza, nel suo
studio sono ancora ben visibili le testimonianze. Cosa ricorda di quella afosa
sera di luglio?
Oltre alla grande gioia del primo momento devo riconoscere una grande
condivisione una grande maturità da parte degli altri di accettare i risultati
al di là delle tensioni che ci sono state. Importante è riconoscere il lavoro si
tutti e dall’altra introdurre dei momenti in cui vengono premiati anche gli
sforzi oltre che ai risultati.