Notiziario

Agenda

Tempo libero

Storia

Comuni

Immagini

Aziende

Associazioni

Sport

Contatti

 

Castellanza
Pensieri
da un altro mondo
In un incontro pubblico tutta la distanza della città dal Palio

6 Settembre 2007 - La partecipazione della cittadinanza all’incontro pubblico organizzato a Castellanza per discutere sul rispetto dell’impegno a partecipare al Palio della Valle Olona non è stata tale da rivelare un particolare attaccamento alla manifestazione, ma neanche così ridotta da poter dare per scontata la tesi di un disinteresse generale. Complice un rinvio e la coincidenza di un’importante ricorrenza locale a livello di oratori, a decidere le sorti del comitato locale si sono ritrovate alcune decine di persone.

Dalla serata è però chiaramente emerso come le grandi doti dimostrate a livello organizzativo e sportivo durante l’edizione 2006 sembrano destinate a essere sacrificate sull’altare degli orientamenti politici della nuova amministrazione e di diatribe a livello locale.

La diffidenza che la Giunta di Castellanza ha nei confronti del Palio della Valle Olona è nota da qualche tempo, eppure dalle prime parole del Sindaco Fabrizio Farisoglio, si ha l’impressione di una certa apertura: “Siamo assolutamente disponibili per il Palio, ma alla luce dei problemi sollevati dal nostro Comitato, prima di decidere ho voluto verificare di persona”. Nel 2006, il Primo Cittadino si è trovato a dover rispettare impegni assunti dal suo predecessore poco tempo dopo l’elezione, ma questo non gli ha impedito di seguire comunque da vicino tutti gli appuntamenti e trarre le proprie conclusioni: “L’esperienza dello scorso anno è stata di luci e ombre – afferma Farisoglio -. Certamente, per poter ripartire ci vuole una determinazione forte e una base significativa di persone. A questo punto noi saremmo pronti a dare tutto l’apporto che serve, ma l’Amministrazione non può sopperire alla mancanza di volontà dei cittadini”.

Un avvio di serata all’insegna della massima disponibilità, forse anche in risposta alle polemiche che durante il mese di agosto avevano riempito diverse pagine dei quotidiani locali. Ma la diplomazia dura poco. L’intervento successivo dell’Assessore Ferruccio Ferro inquadra un primo punto di vista che rivela, o che si vuole far credere, una realtà del Palio lontana anni luce da quella degli altri sei paesi che nel corso di dieci anni hanno contribuito a fare della manifestazione un vero e proprio evento. “Le mie sensazioni sono le stesse che ho riscontrato anche in altri Comuni – sentenzia Ferro -. Il Palio deve avere una componente fondamentale che è quella del campanile. Se nella Valle Olona questa spinta non c’è viene a mancare tutto il senso del Palio”.

A questo punto viene spontaneo chiedersi dove si trovava l’Assessore durante la passata edizione, quando tutte le serate dei giochi sono state animate da un pubblico al di là di ogni attesa e da squadre al massimo della motivazione.

Eppure è proprio da questo spunto che prende corpo la discussione pubblica. La prima serie di interventi è una raffica di attacchi tanto indiscriminati quanto superficiali: “La gente di Castellanza non è interessata al Palio”, sottolinea una delle prime persone a richiedere la parola. Seguita subito dopo da una accusa senza possibilità di appello: “Abbiamo preso anche le botte. Se questo è un Palio, facciamo a meno del Palio”. Chiaro il riferimento all’episodio tanto riprovevole quanto imprevedibile e per fortuna eccezionale accaduto durante la gara di ballo nel 2006.

Del paese che durante la scorsa estate si era distinto anche per la sua sportività e umiltà, con il desiderio prima di tutto di imparare, sembra rimasto ben poco. Lascia infatti perplessi che a Castellanza abbia preso piede la convinzione che le più recenti decisioni del Palio siano state dettate proprio dalla città esordiente. “Il Sindaco è riuscito a far cambiare la corsa delle macchinine di Aspettando il Palio in una camminata popolare che si terrà in Valle”, esulta un altro cittadino, a conferma di come la distanza tra Castellanza e la Valle Olona sia in realtà molto più grande delle poche centinaia di metri che la separano da Olgiate Olona e Marnate.

Se l’opinione di quella che si è affermata come la gara simbolo del Palio della Valle Olona al punto da aver richiamato l’attenzione di numerose manifestazioni simili è veramente questa, con tutta probabilità il confronto non avrà futuro. Soprattutto nel momento in cui si scopre che si tratta di una convinzione diffusa: “Mi sembra anacronistico fare gare come le ‘macchinette’ [le automobili a pedali, ndr] e la corsa nei sacchi”, chiosa un altro cittadino. Subito incalzato dall'assoluta certezza del successivo: “La popolazione è attirata dalle discipline popolari come calcio, basket, ciclismo e podismo”. Sorge spontaneo il dubbio allora di cosa ci facessero mille e più persone proprio a Castellanza in occasione della corsa delle automobili a pedali nel 2006, dove peraltro l’incitamento per i piloti di casa non passava certo inosservato. Oppure come mai pochi giorni prima lo spettacolo nella staffetta fosse arrivato proprio dalle discipline che a questo punto si dovrebbero definire ‘impopolari’ come la frazione di corsa nei sacchi, i trampoli e la carriola piuttosto che dalla corsa o dalla bicicletta. Una raffica di accuse, spesso apparse frutto di analisi superficiali e approssimative, dalla quale in seguito sarebbe emerso un problema del tutto diverso, di campanilismo locale.

Ma nel Palio 2006 c’era anche chi ha saputo offrire il massimo impegno. Ed è proprio da queste persone che arrivano le analisi più lucide. “Siamo partiti con tutto l’entusiasmo possibile, abbiamo tirato dentro amici e parenti e ci abbiamo messo veramente il cuore anche se tanti ci guardavano male – sottolinea l’ex damigella Valentina Raimondi -. Credevamo di poter entrare nella rete dei Comuni della Valle Olona, ma non è stato così; quando ci siamo trovati nei giochi, tutto ciò di bello che ci avevano raccontato non l’abbiamo trovato”. Un’analisi sincera e al tempo stesso amara di una ragazza che ha profuso il massimo impegno, ma probabilmente si è sentita tradita da buona parte della città: “C’è chi per partecipare alla gara di ballo mi ha chiesto dei soldi – conclude Valentina -. Io non ci credo più, ma per quello che ho visto”.

Gli fa eco l’ex Capitano Marco Oldani desideroso al contrario di sottolineare le sensazioni di coloro che il Palio 2006 l’hanno vissuto con i fatti: “Ho sentito tanti commenti negativi, ma ci sono state anche cose positive. Tutti quelli che hanno partecipato sono rimasti soddisfatti dell’esperienza vissuta: c’è chi ha imparato a ballare in 20 giorni e chi ha lavorato nel silenzio per preparare le scenografie”. Rivelandosi uno dei pochi veramente interessato ad affrontare la questione Palio piuttosto che emettere sentenze, Marco aggiunge: “A noi è mancata la spinta della cittadinanza, ma altrettanto importante è la spinta dell’Amministrazione, perchè è il Comune che per primo deve farsi promotore. Non dimentichiamo che anche gli altri Comuni a loro tempo sono partiti da zero”.

A molti questa deve essere apparsa poco più che una difesa d’ufficio. Tanto è vero che subito dopo la discussione dal Palio della Valle Olona si sposta sulla rivalità esistente tra i rioni cittadini di ‘In su’ e in ‘In giù’ e sull’opportunità, se proprio si deve parlare di Palio, di farlo a livello cittadino. Tra le conclusioni della successiva discussione, la curiosa rivendicazione di non far parte della Valle Olona.

A conclusione di serata, il bilancio del Sindaco Fabrizio Farisoglio apparso quasi sorpreso dalla possibilità che gli viene servita di ricusare l’impegno assunto dalla Giunta precedente, ma che non resiste alla tentazione, dopo aver (bontà sua) confermato la partecipazione all'imminente Aspettando il Palio, di ergersi a giustiziere del Palio della Valle Olona dopo una sola partecipazione e, per sua ammissione, vissuta marginalmente: “L’attuale organizzazione è elefantiaca, poco funzionale e tale da creare ritardi inconcepibili – afferma Farisoglio -. Se le cose restano così, non mi sento di spingere per la nostra partecipazione”.

Un’affermazione dal sapore presuntuoso lontana anni luce dall’impressione di organizzazione e sportività apprezzata nel corso dell’estate 2006 e alla quale viene spontaneo rispondere: se le cose stanno veramente così, allora meglio un Palio a sei.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz


 

 

 

Notiziario

Inizio pagina