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Palio della Valle Olona Non sempre però si tratta di proteste fini a sè stesse. Dalla combinazione di quanto emerso tra il pubblico, i protagonisti, gli organizzatori e i partecipanti del Forum, si ricava anche una serie di utili indicazioni. Se eventuali problemi legati alle cerimonie, naturalmente sfilata a parte, incidono prevalentemente sulla partecipazione del pubblico, il buon andamento dei giochi è uno dei componenti chiave per il successo dell’intero movimento. Prima di entrare nel merito dei singoli giochi, è però importante far alcune precisazioni. L’organizzazione delle gare è affidata ai Comuni che, d’accordo con il Comitato e gli altri partecipanti, stabiliscono date e luoghi. Dopodichè è il singolo Comune che deve occuparsi di tutti gli aspetti legati alla logistica, alla sicurezza e a tutto quanto concerne l’appuntamento. Alla luce dei fatti, sembra che tale linea di condotta abbia rivelato lacune. Qualche sede di gara di troppo è apparsa inadeguata, soprattutto dal punto di vista della fruibilità da parte del pubblico e sono stati in diversi ad auspicare un maggiore intervento in fase di coordinamento da parte del Comitato Organizzatore. Nel complesso, gli aspetti più rilevanti riguardano il pubblico, il patrimonio più importante del Palio e che troppo spesso sembra messo in disparte. Oltre a orari di inizio quasi mai rispettati e troppi eventi che spesso si sono prolungati a notte inoltrata, molte gare sono state praticamente impossibili da seguire o si sono disputate in situazioni di sicurezza non ottimali. L’esempio vien dal rosa
Esordio difficile Prima di tutto, ha sollevato diverse obiezioni lo scenario di gara, questa volta decisamente poco visibile al pubblico. Ma la maggiore fonte di discussione è stato il criterio di punteggio, troppo disomogeneo tra le quattro prove, per non sembrare una ‘leggerezza’ organizzativa. Un bravo tiratore, o un colpo di fortuna, nelle freccette infatti rendevano praticamente ininfluenti i risultati delle restanti prove. Interessante invece la proposta raccolta sul campo da una spettatrice. Se l’idea è quella di prolungare una serata che con la corsa delle botti può risultare troppo breve (ma lo spettacolo secondo molti meritava comunque), perchè non far disputare una seconda manche, magari con le donne protagoniste, e sommare i tempi? Spettacolo, ma per pochi
Sotto il profilo organizzativo anche in questo caso Castellanza ha dimostrato di saperci fare e meritare voce in capitolo. Qualche perplessità ha invece sollevato tra le squadre il cambio di regolamento (classifica sulla base dei piazzamenti e non come somma dei tempi) deciso poche ore prima della gara. Tra il pubblico attento, non sono mancate alcune osservazioni. Le sessioni di prove si sono prolungate per oltre mezzora, contro una gara che dura invece pochi minuti. Inoltre, facendo i dovuti conti con la resistenza degli atleti, in diversi hanno manifestato il desiderio di assistere a un gara più lunga, costringendo quindi a elaborare tattiche più articolate. Un gruppo di ragazze inoltre ha avanzato anche in questa occasione la richiesta di poter vedere le donne protagoniste di una delle due sessioni di gara.
L’unica palestra disponibile in paese infatti è risultata ampiamente inadeguata. Spazio angusto e aerazione insufficiente hanno infatti costretto gli atleti a confrontarsi sulla diagonale del terreno di gara a ridosso dei muri e del pubblico in un ambiente letteralmente surriscaldato, al limite della sicurezza. All’interno di un programma per sua natura lungo e con un consistente ritardo iniziale ha inoltre sollevato numerose critiche la decisione di interrompere la serata con una cerimonia di premiazione che niente aveva a vedere con il Palio e che ha contribuito ancora una volta a prolungare la serata fino a notte fonda. A posteriori infine, alla luce di quanto accaduto la sera seguente, ha alimentato polemiche la decisione di non procedere in alcun modo nei confronti di due corpulenti atleti protagonisti a pochi metri dal pubblico e da giovanissimi seduti in prima fila, di un duro alterco che non è degenerato solamente per il pronto intervento di una coraggiosa eroina locale che si è frapposta tra i due esagitati. A passo di danza, o quasi Qualche elemento del pubblico ha però ugualmente trovato motivi per scatenare un tentativo di rissa. Per quel poco che si è potuto appurare, più che la gara di ballo sono entrati in gioco fattori caratteriali di singole persone piuttosto permalose, quindi non sarebbe corretto attribuire a Fagnano Olona particolari responsabilità. Ha invece contribuito ad aumentare le polemiche la decisione del Comitato di chiudere la serata senza annunciare alcun provvedimento o lasciar intendere di volerlo fare nel dopo-gara, come invece è regolarmente, e giustamente, avvenuto.
Anche la sede del Quizzone ha rivelato diversi limiti. La decisione di cedere di fronte al pericolo di pioggia e ripiegare al coperto ha portato a svolgere il confronto decisivo all’interno di una tensostruttura male aerata al punto che nel corso della serata il pubblico accorso in gran numero ha preferito attendere all’esterno l’esito finale. Anche la disposizione delle scenografie ha sollevato diverse osservazioni. Le squadre erano infatti collocate in posizione poco visibile dal pubblico, che non ha potuto quindi assaporare per intero i diversi momenti della serata. Come suggerito da un attento spettatore, forse sarebbe stato meglio posizionare le rappresentative sulle tribune, davanti ai conduttori della serata e di lato rispetto al tabellone. Così facendo, ci è stato sottolineato, tutti avrebbero potuto vedere i partecipanti in faccia senza perdere di vista il tabellone. In una serata decisiva inoltre, come già la scorsa edizione, è stata molto sentita la mancanza di un tabellone con i punteggi aggiornati subito dopo ogni risposta, così da coinvolgere maggiormente il pubblico. Festa incompleta Sono infatti giunte da più parti proteste e lamentele sul programma conclusivo. Oltre al consueto inizio abbondantemente oltre l’orario previsto, al termine della gara è stato necessario attendere un tempo decisamente troppo lungo (oltre un’ora) prima dell’investitura ufficiale. Tra i conteggi della giuria, una dimostrazione di ballo e preparativi vari, quando il nuovo Palio è stato consegnato al Capitano di Olgiate Olona era domenica mattina da oltre un’ora e, come prevedibile, a tributare il dovuto omaggio erano rimasti veramente pochi coraggiosi, al punto che non è stato materialmente possibile scattare una tradizionale foto di gruppo dei trionfatori all'altezza della situazione. Rispetto alla conclusione dell’edizione precedente a Solbiate Olona, dove si era incontrato solo qualche problema di visibilità al pubblico, un deciso passo indietro. Per non dimenticare, come sottolineato da diversi spettatori, il torto fatto a Olgiate Olona di una festa mancata che non potrà in alcun modo essere ‘recuperata’. Il Palio che verrà La continua crescita della manifestazione obbliga però a porre sempre più attenzione su tutti i risvolti della macchina organizzativa, per evitare di perdere i consensi raccolti per strada e comprometterne il futuro. Per questo appare importante ascoltare le diverse voci che da più parti avanzano idee per il futuro. Tra le proposte più gettonate, per assecondare la crescita, sembra naturale ipotizzare il coinvolgimento di più persone nel Comitato organizzatore e studiare con maggiore attenzione i regolamenti, evitando mutamenti in corsa e imponendone il rispetto con più fermezza in ogni circostanza. In tema di progetti inoltre,
sembra interessante la proposta avanzata da un attento osservatore, e già al
vaglio dell’organizzazione, di favorire un regolare confronto di idee attraverso
incontri pubblici tra gli addetti ai lavori e gli abitanti della zona o, più in
generale, chiunque fosse interessato
non solo a parole
al futuro del Palio della Valle Olona. Giuseppe Goglio |
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