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Palio della Valle Olona
Cambio della guardia

Diverse le motivazioni che segneranno un ricambio, non solo tra i Capitani

26 Luglio 2006 - L’immediato dopo gara di una manifestazione ricca di tensione come è stato ancora una volta il Palio della Valle Olona è il momento nel quale finalmente i protagonisti possono rilassarsi e lasciarsi andare alle considerazioni del caso con uno sguardo rivolto all’immediato futuro.

Tra vincitori entusiasti che non vedono l’ora di ripartire e sconfitti impegnati a scovare desideri di rivincita per resistere alla tentazione di mollare tutto, si accavalla un mare di voci, sensazioni e sentimenti dai quali emergono alcune importanti considerazioni.

Mai come negli ultimi anni infatti, la serata finale di Olgiate Olona potrebbe aver segnato il punto di arrivo per diversi protagonisti del Palio. Con il Comitato saldamente in carica fino al 2009, in questa circostanza si parla dei Capitani, i primi rappresentanti dei rispettivi paesi che anche questa volta hanno saputo ricavare il massimo impegno dalle proprie squadre e si sono sempre rivelati pronti a incitare e supportare gli atleti qualora ce ne fosse bisogno. Spesso sono stati anche i primi a cavalcare reclami e proteste ma, fino a quando tutto questo è rimasto nei limiti del buon senso, fa parte delle regole del gioco.
A differenza dell’edizione 2004 e di Aspettando il Palio 2005, l’anno prossimo con tutta probabilità ai vertici delle squadre ci saranno diverse novità.

Chi parte
La più importante, riguarda proprio i vincitori 2006. L’impegno che Vincenzo Barbarotta ha profuso per portare Olgiate Olona alla prima storica vittoria è tale da averlo prosciugato di ogni energia, fisica ed emotiva. Se a questo si aggiunge un inevitabile sensazione di appagamento, la risposta di Vincenzo alla domanda se intende difendere il titolo non sorprende più di tanto: “Farò come il Commissario Tecnico della Nazionale italiana di calcio”, che pochi giorni prima, subito dopo la conquista del titolo mondiale, aveva annunciato il proprio ritiro.

Molto difficilmente quindi, i campioni in carica si ripresenteranno sotto la guida di chi li ha portati al trionfo, ma sicuramente un’altra squadra in passato vittoriosa assisterà a un cambio della guardia. In carica sin dalla prima edizione disputata nel 1996, il Capitano di Solbiate Olona Antonio Della Torre già prima dell’inizio dei giochi aveva preso la sua decisione di farsi da parte. Fedele al suo stile, ne dà conferma con la massima serenità e con la consapevolezza di lasciare il timone della barca giallo-azzurra in buone mani. Come ammette lui stesso: “La somma del tifo per la nazionale e la tensione di due settimane di Palio sono state veramente logoranti”. Il Capitano che nel 2000 ha portato il proprio paese alla vittoria, ad eccezione della grinta sfoderata nella serata del tiro alla fune, quest’anno è in effetti apparso ancora più tranquillo del solito, in perfetta simbiosi con l’edizione un po’ in sordina vissuta da Solbiate Olona.

Chi dovrebbe restare
Sembra invece intenzionato a proseguire l’avventura l’altro Capitano ‘storico’ del Palio. Nonostante per qualche strana ragione al termine di ogni edizione si diffondano voci su un suo imminente abbandono, Danilo Vicelli dopo aver portato la sua Fagnano Olona al successo nel 2002, non ha ancora esaurito la voglia di impegnarsi per il buon nome del suo paese.

Non è da escludere la possibilità di sorprese provenienti anche dagli altri partecipanti, ma a parte frasi di circostanza dettate più che altro dalla delusione del momento, parlando con i diretti interessati non sono emersi elementi tali da lasciare spazio a concrete ipotesi di turnover.
Il rischio maggiore in tal senso lo corre Gorla Maggiore, dove la delusione per un Palio nel quale è andato tutto storto è grande e, a prescindere dai presunti torti subiti, è sfociata in qualche protesta di troppo. Sarebbe però una grave perdita, non solo per i rosso-blu, rinunciare alla carica dirompente che il trionfatore del 2004 Omar Lampaca ha saputo portare.

Di ben altra portata la delusione che la serata decisiva ha messo a dura prova lo spirito battagliero di Marco Frontini. È umanamente comprensibile che nelle notti seguenti il Capitano di Gorla Minore possa essere stato perseguitato dalla tentazione di gettare la spugna, ma appare difficile credere che dopo un meritato periodo di riposo non torni rigenerato al punto da volersi mettere subito al lavoro per scrollarsi definitivamente di dosso la ‘maledizione’ dell’eterno secondo.

Chi resterà
Qualche delusione alberga probabilmente anche dalle parti di Castellanza. Con tutte le attenuanti di un esordio, l’ultimo posto non può lasciare soddisfatti. Ma è altrettanto vero che la città non è stata certo al centro delle attenzioni della buona sorte e, comunque il suo capitano Marco Oldani ha dato dimostrazione di aver approntato una squadra decisamente all’altezza, che ha pagato un caro prezzo all’inesperienza.

Come ammette senza mezzi termini il suo Capitano Marco Bosotti, anche a Marnate qualche cosa non è andato per il meglio, e non solo in riferimento alle fugaci apparizioni della propria squadra nel tiro alla fune. Lo spirito dimostrato da tutta la squadra ha però dimostrato come un bravo Capitano possa essere capace di trasmettere ai propri atleti una gran voglia di partecipare come ingrediente base di due settimane di divertimento. Guardando come hanno preso le sconfitte alcune rappresentative, forse si è portati a credere che non è così grave restare fuori dalla lotta per il titolo. Senza dimenticare che Monica e Lorena, guarda caso, arrivano proprio da Marnate.

 

Un vuoto difficile da colmare

Per ciascun paese che partecipa al Palio della Valle Olona il Capitano è il personaggio più in vista. Ma, si sa, dietro un grande condottiero si cela una grande donna, nel caso specifico impersonificata dalla damigella. E l’ultima edizione ne è stata un’ulteriore conferma. Non è infatti un caso che al momento delle gare, Maria Castiglioni, fresca ‘first lady’ della manifestazione abbia preferito restare nell’ombra per lasciare spazio alla grinta del ‘suo’ Capitano Vincenzo. E probabilmente non è un caso neppure che Elena Gadda la sera della gara di ballo quando la sua Gorla Maggiore ha rischiato di rovinare anni di successi, non avesse potuto essere presente.

Ma, senza togliere niente a nessuno, c’è un’altra persona che alla fine del Palio 2006 merita un doveroso tributo. Dopo dieci anni di impegno totale per il proprio paese, dimostrando di sapersi muovere con la stessa disinvoltura tra un abito da cerimonia e l’incitamento agli atleti del tiro alla fune, tra un sorriso solare e sincero e una grinta eccezionale per difendere la propria posizione, anche per Lei è arrivato il momento di cambiare. Forse Sara Vicelli, indimenticabile damigella di Fagnano Olona, avrebbe ugualmente passato la mano, ma piace credere che la decisione sia legata esclusivamente a ragioni di tutt’altra natura. Per regolamento infatti, la damigella deve risiedere nel paese che rappresenta e Sara a breve lascerà Fagnano Olona per intraprendere una nuova avventura, una di quelle che devono far passare in secondo piano qualsiasi altra cosa.

Nonostante in teoria possibile, sarà difficile ritrovare Sara nel medesimo ruolo per un altro paese, e probabilmente è giusto così. Nei cuori di tanti quel sorriso che non teme confronti resterà per lungo tempo il simbolo di Fagnano Olona, e ci sono buoni motivi per credere che anche il Capitano non avrà niente in contrario a cederle la ribalta per i meritati riconoscimenti e un doveroso grazie prima di tutto da parte di chi ha avuto la fortuna di conoscerla da vicino.
 


Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

 

   

 

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