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Palio della Valle Olona 20 Luglio 2006 - Ancora una volta, nonostante la mole di lavoro difficilmente quantificabile che si sono caricati sulle spalle durante i mesi di preparazione del Palio della Valle Olona, sono riusciti a dare il tutto di sè anche durante le due settimane di giochi.Giunti stremati, se possibile ancor più di organizzatori e atleti, alla fine delle ostilità, i Capitani dei sette paesi partecipanti non perdono l’occasione di fare un bilancio complessivo della manifestazione dal loro importante punto di vista. Alla conclusione di un’edizione che passerà agli archivi non solo per la prima vittoria di Olgiate Olona ma anche per una serie di accese discussioni riguardanti i regolamenti, i comportamenti in gara, le modalità decisionali e presunti favoritismi, dall’insieme delle opinioni raccolte emergono spunti interessanti da lasciare in eredità agli addetti ai lavori in previsione dei prossimi appuntamenti, per le quali si prospetta un impegno senza precedenti.
In un ipotetico giro della Valle, è
naturalmente doveroso partire dal vincitore, il portacolori di Olgiate
Olona, Vincenzo Barbarotta, il quale, ancora comprensibilmente
ubriaco di gioia, fa fatica a trovare parole adatte a descrivere la propria
soddisfazione. Da grande condottiero quale ha dimostrato di essere in questa
occasione però, non manca di cogliere il momento per rendere il dovuto
riconoscimento a chi più di ogni altro gli è stato vicino: “Mi sento
decisamente bene, finalmente ho portato il Palio a Olgiate Olona, grazie
anche all’appoggio dei nostri tifosi – dichiara Vincenzo -, ma soprattutto
voglio sottolineare che il merito principale della vittoria è da attribuire
alla mia fantastica moglie, senza la quale tutto questo non sarebbe stato
possibile”. A giochi conclusi, difficile non riconoscere ai vincitori la capacità di aver ‘fatto gruppo’ meglio di tutte le altre squadre, apparse troppo spesso impegnate prima di tutto a passare al microscopio ogni dettaglio di gara alla ricerca di appigli per eventuali reclami o recriminazioni. Agli occhi di molti, le troppe modifiche al regolamento (decise dal Comitato e non dal Presidente) applicate in corsa hanno contribuito a determinare questa situazione e contribuito a creare questa situazione, ma è proprio dai Capitani che nei momenti delicati è lecito aspettarsi il buon esempio. L'importante è
partecipare “Come paese devo ritenermi decisamente soddisfatto - spiega il Capitano Marco Bosotti -. Pur arrivando ultimi nel tiro alla fune, i miei ragazzi sono andati a casa contenti e io ho avuto l’occasione di fare diverse nuove amicizie”. In considerazione della sincerità e della spontaneità dimostrata nel corso degli anni, difficile non dare credito al Capitano anche quando si espone in prima persona su quanto invece non ha funzionato a dovere: “Abbiamo fatto un passo, anche due, indietro a livello organizzativo: ho visto troppo accanimento e troppo poco spirito sportivo – sottolinea Marco -. Si è pensato troppo al risultato e troppo poco alla vera essenza del Palio: l’unione tra la gente”. Il prezzo
dell'inesperienza Come ha dimostrato lo spettacolo approntato in occasione della fiaccolata, grazie alla capacità di mettere in moto nel giro di pochi mesi una macchina organizzativa completa e coordinata come pochi hanno saputo fare in precedenza, Castellanza meriterebbe di diventare un punto di riferimento: “Ci auguriamo che il Palio continui e continui con la nostra partecipazione, ma ci vuole più sportività – sottolinea Marco -. Faremo anche qualche osservazione sull’organizzazione, soprattutto per quanto riguarda gli orari delle gare, perchè troppe serate sono finite troppo tardi”. Decisamente fuori dal coro, il Capitano per quanto riguarda l’operato dell’organizzazione: “Non mi associo alle critiche portate a Comitato e Presidente, perchè li ho visti lavorare e non mi sembrano giusti gli attacchi che ho letto e sentito”. Un altro punto a favore di Castellanza è stata la volontà di inserire nel calendario una domenica interamente dedicata ai bambini, e i fatti le hanno dato anche in questo caso ragione: “La nostra grande vittoria è aver voluto la manifestazione dei bambini che ha ottenuto un buon successo – sottolinea Marco -, anche se si dovrà studiare meglio data e coinvolgimento”. Fedele alla linea di condotta mirata a offrire un valido esempio anche nei momenti sfavorevoli, “ Abbiamo dimostrato anche un buono spirito di partecipazione, non portando mai proteste e senza scatenare litigi”, Marco Oldani non rinuncia a fare una precisazione su chi ha in qualche modo ha provato a sminuire l’unico successo ottenuto nei giochi: “E’ vero che i punteggi della gara del luna park non erano equilibrati e forse per questo siamo stati favoriti, ma posso assicurare che le freccette non sono solo questione di fortuna e il nostro atleta è uno che si allena tutti i giorni”. In pieno spirito
costruttivo, infine, una proposta controcorrente per risolvere uno dei problemi
più critici di questa edizione: “Secondo me la soluzione ideale è nominare un
giudice per paese, naturalmente affidabile – conclude il Capitano -, e poi
applicare un criterio di calcolo dei punteggi come quello delle discipline che
scartano il voto più alto e quello più basso”. Basta con le
polemiche In carica dalla prima edizione, il portacolori dei blu, è in grado di offrire un’esamina dettagliata dello stato di salute del Palio: “I problemi sono arrivati dai componenti delle singole squadre, non necessariamente per colpa loro ma soprattutto perchè molti atleti arrivano senza conoscere a fondo il regolamento”. Ancora una volta, il regolamento viene quindi chiamato in causa come probabile fonte di buona parte degli inconvenienti che si sono incontrati. “Il vero problema è che tutti parlano, ma in pochi conoscono veramente il regolamento – ribadisce Danilo -. Se ci fosse una conoscenza migliore si potrebbero evitare tante discussioni, anche perchè è abbastanza chiaro. In sostanza, si tratta di interpretarlo nel modo corretto”. Proprio a Fagnano Olona il Palio ha vissuto il suo momento più delicato, a causa del diverbio causato da uno spettatore di Gorla Maggiore nei confronti del pubblico di Castellanza. Non pochi nella circostanza hanno denunciato l’assenza di un adeguato servizio d’ordine : “Non sono d’accordo sul fatto che durante le prove debbano essere presenti le forze dell’ordine – sottolinea il Capitano -, perchè stiamo parlando di giochi e in caso contrario varrebbe la pena di sospendere tutto”. Dove la delusione
diventa rabbia Da una persona che negli ultimi anni si è fatta conoscere al grande pubblico per la sua contagiosa allegria e il dirompente entusiasmo che ha saputo sfoderare, sorprende raccogliere affermazioni di tale portata, ma mai come in questa occasione un Capitano è espressione dei sentimenti di un intero paese: “Voglio ribadire che cinque cambiamenti di regolamento nei giochi in corsa sono riusciti a penalizzarci, al fine di non farci vincere il Palio per la quarta volta”, rilancia Omar. Anche nel difficile momento della sconfitta però, alla fine il Capitano riesce a trovare la lucidità necessaria per riconoscere i meriti degli avversari, verso i quali, ci tiene a precisare, non ha invece niente da recriminare: “Complimenti a Olgiate Olona che ha vinto meritatamente – sottolinea Omar – e voglio ringraziare pubblicamente tutti gli atleti di tutte le squadre che non hanno alcuna colpa del brutto andamento del Palio”. Una maledizione
senza fine Il terzo secondo posto consecutivo sempre sul filo di lana è stato un colpo decisamente duro all’entusiasmo della coppia, ma non per questo decidono di rinunciare al loro dovere di primi rappresentanti del proprio paese: “E’ successo un’altra volta, non riesco proprio a trovare delle parole – confessa il Capitano -. Vorrei provare a guardare al futuro, ma in questo momento è difficile. Comunque, vedrò come cambieranno le cose e deciderò se riprovarci”. Siamo di fronte a un altro dei personaggi che hanno scritto pagine importanti del Palio e sarebbe un peccato perdere per ragioni che esulino da un naturale ricambio piuttosto che da un compito portato a termine o da un inevitabile logorio. Sotto lo sguardo inebriante della sua damigella, alla fine Marco riesce però a ritrovare quel carattere forte, ma corretto, che l’ha distinto fino a questo punto: “E’ naturale che siamo un po’ delusi – conclude il Capitano – ma devo riconoscere che ci siamo comunque divertiti e per questo devo ringraziare tutti gli atleti”.
Giuseppe Goglio |
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