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Palio della Valle Olona
La pedalata è quella giusta
Tutti i segreti di un dominio nella gara più rappresentativa

22 Giugno 2006
- Nelle classifiche finali del Palio non è mai riuscita ad emergere. Il risultato migliore resta il quarto posto ottenuto nell’edizione del 1998, la seconda. Ma la squadra di Marnate viene considerata comunque una delle principali protagoniste e delle più temute.

La giustificazione di questa apparente contraddizione è in realtà molto semplice. A parte qualche passaggio a vuoto, come la mancata classificazione del 1998 e l’ultimo posto del 2002, la macchinina a pedali di Marnate ha sempre rappresentato un duro ostacolo per tutti i suoi avversari. Pur non potendo competere a livello estetico con progetti più ricercati come quello di Gorla Minore, i dettagli dei veicoli presentati da Marnate, soprattutto negli ultimi anni, sono gioco forza diventati oggetto di studio più o meno esplicito da parte di tutti gli avversari. Al successo nella prova dell’edizione 2004 infatti i biancorossi hanno aggiunto un largo dominio in occasione delle prove particolarmente sentite di Aspettando il Palio 2005

Un buon mezzo da solo non è però sufficiente a garantire il risultato. Altrettanto importante è infatti l’abilità dei piloti, che diversamente da quanto si è portato a immaginare, non devono necessariamente avere una formazione di tipo ciclistico e sono chiamati a impegnarsi a fondo in una preparazione specifica.

Dietro a tutto questo serve infine una valida regia ed è quello che a Marnate negli ultimi anni ha saputo garantire Abramo Giusto, grande appassionato di bicicletta che dell’automobilina a pedali del Palio della Valle Olona ne ha fatta quasi una ragione di vita sin dal lontano 1996. La passione con cui in una torrida serata estiva lo vediamo applicarsi negli allenamenti, mettere a punto il mezzo e dispensare consigli ai proprio compagni di squadra senza rinunciare a spronarli in modo energico quando aiuta a capire come si costruisce un successo.

Quando hai cominciato a occuparti della macchinina a pedali di Marnate?
Sin dalla prima edizione. Se consideriamo anche Aspettando il Palio 2005 in totale fanno sei gare corse, con due vittorie di fila nelle più recenti partecipazioni.

In che cosa consiste il tuo lavoro?
Prima di tutto allenamento, allenamento e ancora allenamento. Tanto, ma veramente tanto.

Serve una certa predisposizione o almeno una grande passione per la bicicletta, come sostengono in tanti?
No, è una cosa a sé, al di fuori da qualsiasi sport. Ti devi allenare apposta e ti devi allenare bene e a lungo. Noi è marzo che abbiamo iniziato gli allenamenti e anche se ci sta andando tutto storto, siamo ugualmente pronti.

All’interno dell’organizzazione di Marnate ti occupi solo di pilotare la macchinina?
Seguo tutto e di più, dallo sviluppo fino alla messa a punto fino alla gara e alla preparazione degli altri corridori.

Come è stata sviluppata la macchinina rispetto all’ultima edizione?
Siamo riusciti ad alleggerirla di dieci chili e poi abbiamo trovato una misura di raggi per le ruote che offre migliori prestazioni. Poi ci sono altri piccoli escamotage che però non posso rivelare.

Dieci chili non sono pochi. Dove siete riusciti a ‘rubarli’?
Opera di torneria su cuscinetti, alberi, portacuscinetti. Poi abbiamo foracchiato come un gruviera tutto il telaio. Questo senza compromettere la tenuta, infatti si è appena ribaltata ma non ha subito conseguenze.

In generale, dal punto di vista tecnico, hai visto novità nei progetti degli altri paesi?
Le vetture di Gorla Maggiore e Castellanza sono dieci anni più avanti. La nostra è una copia di quella Gorla minore studiata otto anni fa e quindi è ormai datata.

Gorla Minore parte sempre da favorita ma nelle ultime due occasioni ha regolarmente dovuto cedervi il passo...
C’è un dato che voglio sottolineare per rendere l’idea: lo scorso anno negli ultimi venti giorni abbiamo fatto 250 km e questo può farti capire a che tipo di allenamento ci sottoponiamo. C’è poco da fare, prima di tutto bisogna allenarsi.

Quest’anno si tornerà a gareggiare in pista...
In pista cambia tutto. La cosa brutta è che ce la faranno provare solo due giorni prima della gara e prima non avremo tempo di fare la dovuta messa a punto sul percorso.

Dal punto di vista della gara, quali sono le differenze principali rispetto ai circuiti cittadini degli ultimi anni, dove avete dimostrato tutta la vostra superiorità?
Per quanto riguarda i sorpassi, con il rettilineo arrivi già lanciato e puoi uscire a superare. A Gorla Minore invece potevi sfruttare una piccola salita, mentre a Olgiate Olona non c’erano punti adatti a superare e l’unica possibilità era aspettare che quello davanti a te scoppiasse.

Visto che migliorare non è possibile e confermarvi non sarà facile, a che cosa puntate?
Ovviamente a vincere, però quest’anno sembra andare tutto storto visto che la macchina si è ribaltata e tre corridori si sono infortunati. Siamo partiti anche questa volta a marzo con gli allenamenti ma siamo un po’ indietro. Diciamo che ci sono maggiori possibilità di batterci, ma non possiamo pretendere di più

Siete protagonisti indiscussi nelle automobiline, ma nel contesto complessivo non riuscite a fare risultato, come mai?
Ci sono specialità, come il tiro alla fune dove a Marnate si fa fatica. Di solito, nei giochi o arriviamo primi o ultimi e questo nel conteggio totale ci penalizza.

Il vostro Capitano, Marco Bosotti, cosa si aspetta?
Lui pretende sempre la vittoria. Poi l’abbiamo sempre abituato bene, quindi almeno in questa gara si aspetta il massimo.

Lo scorso anno però, durante la corsa riservata ai Capitani, non ha tenuto fede al nome del Paese, quando si contendeva l’ultima posizione con il Capitano di Gorla Maggiore, una sfida tra ‘giganti’...
...era troppo contento per la vittoria appena ottenuta

Baratteresti la vittoria nella classifica finale del Palio con quella nella gara delle macchinine a pedali?
Non ho alcun dubbio dubbio, non me frega niente. La macchinina resta la macchinina e ancora per quest’anno sarà così.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

 

 

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