|
Palio della Valle Olona
Il segreto del successo
Dalle parole del Capitano di Gorla
Maggiore vincere il Palio sembra un gioco
25
Maggio 2006
- Poche settimane dopo aver preso in mano la squadra del
proprio paese ha alzato al cielo il simbolo del Palio della Valle Olona,
davanti a 'colleghi' che avevano cominciato a seguire tutti i preparativi molto tempo
prima. Durante l'edizione 2004, nelle occasioni dove
era necessaria la presenza di tutti i Capitani era regolarmente l'ultimo ad
arrivare, spesso richiamato a gran voce attraverso gli altoparlanti. Come se
non bastasse, è
riuscito nell'impresa di vincere il Palio recuperando tre posizioni
all'ultima giornata quando forse era l'unico crederci.
Nonostante tutto questo però, all'interno
dell'ambiente del Palio nessuno si sognerebbe di avanzare nei confronti di
Omar Lampaca, Capitano di Gorla Maggiore alcuna critica o
rimostranza. L'entusiasmo dilagante e il buon umore che è stato capace di
introdurre tra le fila del Palio, anche a costo di rompere alcuni schemi,
alla fine è probabilmente una delle chiavi del suo successo e ha contribuito
ad aumentare la popolarità della manifestazione.
Dopo un esordio trionfante, quest'anno però
viene il difficile. Per un paese storicamente abituato a 'fare gruppo' e a
mietere successi, tre edizioni su cinque, tra poche settimane non sarà
facile migliorarsi. Un secondo posto però, non sarà visto come una disfatta
anche se
rappresenterebbe a tutti gli effetti un passo indietro. Tanto più che con
l'ingresso di Castellanza la concorrenza è aumentata.
Il segreto di Gorla Maggiore potrebbe essere proprio il fatto di riuscire a trasformare nuove sfide in nuovi
stimoli, senza dimenticare mai l'aspetto ludico del confronto che, comunque
andrà a finire, c'è da scommetterci che da queste parti finirà in una grande
festa. E' questa la conferma più immediata che emerge dalle parole di Omar.
Cosa ti viene in mente pensando alla sera del
16 di luglio 2004?
Una gioia e un’allegria difficili da descrivere, condivise con tutte le persone
che hanno lavorato insieme a me per preparare la partecipazione al Palio.
Qual è la prima immagine che ti viene in mente
di quella serata?
Quando finalmente ho capito che avevamo vinto, rimontando nell’ultima serata dal
quarto al primo posto. Nel momento in cui ho scorto un cenno da parte di un membro del comitato di Gorla Maggiore
ho capito che era fatta.
Hai vinto al primo anno di Capitano, poche
settimane dopo essere stato nominato, hai trovato una formula vincente?
Ho trovato tanta gente che si è data da fare volentieri. A Gorla Maggiore si trovano
tante persone disponibili e sempre pronte a collaborare, disposte a lavorare insieme.
Soprattutto per la sfilata e per i giochi. Infatti nella sfilata, anche se non
abbiamo vinto nel 2004, abbiamo vinto tutte le edizioni precedenti. Questo, grazie al
gruppo della Pro Loco sapientemente guidata dal Prof. Salvatore Cannizzaro.
Cosa vuol dire essere Capitano del Palio?
Prima di tutto vuol dire, purtroppo, non poter partecipare ai giochi. Mi è
dispiaciuto molto non poter più prendere parte, soprattutto, al tiro alla fune, ma
anche agli altri giochi. Ma per una regola molto criticabile e non democratica
questo mi è impedito.
Ed essere il Capitano detentore del trofeo?
Una grande emozione. E' un privilegio che in pochi hanno potuto assaporare. Anche
se, come tutte le cose belle, prima o poi finisce. L’unico problema è che avendo
vinto al primo palio non è possibile migliorarsi e comunque la gente si
aspetterà sempre di più.
Cosa pensi delle novità nei giochi di
quest’anno?
Come da sempre, io sono contrario a tutti i giochi puramente sportivi, perchè un
vero Palio deve essere fatto solo di giochi popolari. Il gioco popolare
rappresenta la riscossa per una persona che nello sport agonistico non è
riuscita ad emergere. E’ proprio grazie a questi giochi popolari che anche chi
non è
atleta riesce a competere per il primo posto.
Il vostro punto forte è il tiro alla fune.
Quest’anno ha rischiato di non esserci e comunque le regole rendono la prova
meno ‘fisica’, sei d’accordo?
Sì. Devo però precisare prima di tutto che si tratta di un gioco popolare che
solo in un secondo momento è diventato sport. Comunque, le nuove regole rendono
la competizione più equilibrata.
Il vostro punto debole è invece la macchinina
a pedali. Come vi state organizzando per diventare competitivi anche in questa
prova?
Abbiamo rifatto nuovamente il mezzo migliorandola rispetto a quella dell’anno
scorso, anche se secondo me quest’anno conterà comunque molto meno la macchinina
rispetto al pilota. Credo che il favorito resti in ogni caso ancora Marnate. io
però ho finalmente
trovato
persone con voglia di vincere, fare qualche
sacrificio per gli allenamento e un buon mezzo. Forse non vinceremo, ma questa
volta ce la giocheremo.
Come vedi la nuova arrivata, Castellanza?
In qualità di capitano di un paese di 5.000 abitanti scarsi, la competizione con
un bacino di atleti di quasi 16.000 abitanti non può fare a meno di destare molte
preoccupazioni Credo che daranno del filo da torcere a tutti.
Dando per scontato il momento più bello della
tua avventura da Capitano, c’è invece un momento che vorresti dimenticare?
No. Perchè ogni giorno passato con persone che hanno voglia di giocare è un
giorno speso bene e a Gorla Maggiore siamo abituati a festeggiare comunque, anche nella
sconfitta..
Cosa vorresti chiedere ai tuoi compaesani in
occasione del Palio?
Di partecipare ancora più numerosi, soprattutto come pubblico. Con il fatto che
quasi tutto il paese è coinvolto nell’organizzazione a volte ci viene per
assurdo proprio a mancare
il sostegno del pubblico. Quei pochi che possono farlo fanno fatica a farsi
sentire più degli altri che possono invece contare su un pubblico più numeroso.
Cosa ti senti invece di promettere?
Una squadra che lotterà fino all’ultimo per vincere, anche se non potrà
promettere la vittoria.
Hai già pensato che tra pochi giorni dovrai
restituire il ciondolo che custodisci personalmente da due anni?
Un po’ mi dispiace, ma d’altra parte non sono così legato alle cose materiali.
Quello che nessuno potrà mai portarmi via sono i ricordi. ...e dopo tutto......, non è neppure d’oro.
Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz
|