| L'idea |
La tempesta inattesa
Un fulmine si abbatte all'improvviso nel cielo sereno del Palio. E, purtroppo segna l'inizio di una tempesta dalle conseguenze potenzialmente disastrose per l'intero movimento. Il fatto che la serata abbia comunque potuto portare avanti il suo programma e alla fine, seppur tra mille fatiche, l'aspetto sportivo sia riuscito a prevalere non serve a togliere quell'amaro che resta in bocca nel vedere un tale evento sull'orlo del collasso.
Ma andiamo con ordine. Ritrovo a Olgiate Olona per la maratonina a staffetta. All'ingresso nella pista di atletica locale è facile intuire che qualche cosa non gira per il verso giusto. Un continuo rincorrersi di parole e grida, persone dell'organizzazione e dei comitati che si inseguono a vicenda, sono segnali troppo evidenti per essere ignorati. Gli atleti che si preparano alla gara sembrano quasi timorosi di seguire il proprio rituale, mentre invece dovrebbero essere loro il centro dell'attenzione.
Lunedì la prima gara, il calcetto femminile, ha lasciato degli strascichi polemici. La classifica del torneo vedeva a pari punti Solbiate Olona e Fagnano Olona. La giuria, ritenendo valido il regolamento federale, come previsto dalle norme del Palio, ha assegnato la vittoria a Solbiate, che ha avuto la meglio nello scontro diretto. Di diverso avviso, Danilo Vicelli, capitano di Fagnano Olona, il quale invece sosteneva la priorità del regolamento generale del Palio, che prevede invece l'ex-equo. In pratica, un piccolo scontro di priorità tra regolamenti, una situazione che a nostro giudizio poteva essere interpretata in entrambi i modi senza risultare penalizzante nei confronti di qualcuno.
Ma a questo punto la situazione è precipitata. Fagnano ha presentato ricorso, respinto dal Comitato. A parte il voto prevedibile di Solbiate, un segnale importante doveva arrivare da tutti i comuni non coinvolti direttamente, favorevoli a lasciare invariata la classifica. E in questo momento è scoccato un fulmine. I toni sempre più accesi della discussione hanno portato Fagnano alla criticabile decisione di ritirare la squadra. A nulla è servito ogni tentativo avanzato praticamente da tutti i componenti dell'organizzazione di far tornare il capitano Vicelli sulla propria decisione. Sorprendentemente, sembra che la linea dura sia stata appoggiata dal vice-sindaco interpellato per telefono.
Così abbiamo visto evolversi la situazione. L'aspetto grave della vicenda è secondo noi la decisione presa in modo decisamente troppo unilaterale e ostinato dai rappresentanti di Fagnano Olona. Davanti a un'organizzazione che per mesi ha dato il meglio di sè per raggiungere un obiettivo, davanti a un pubblico intervenuto per godersi una festa e davanti a una squadra di corridori pronta per confrontarsi con altri atleti, questa decisone ci è parsa un grave errore. In questo modo si è arrivati solamente a gettare una pesante ombra sul Palio stesso, a far prevalere i modi della politica sull'aspetto sportivo e, ci sentiremmo di aggiungere, mancare in qualche modo di rispetto all'organizzazione, al pubblico, agli atleti e forse anche ai propri compaesani.
Nell'impossibilità
di trovare un accordo, giustamente il Vice Presidente Paolo Paletti sapeva
prendere la giusta decisione, cioè chiamare le squadre sulla linea di partenza
per dare il via alla prova. Dopo qualche minuto, qualsiasi dubbio
sull'opportunità della decisione è stato fugato dall'agonismo e dalla sportività
con la quale atleti e squadre hanno saputo proseguire la serata. Mentre in mezzo
al campo lo stendardo di Fagnano Olona veniva mestamente rimosso, lasciando un
velo di tristezza, quasi come la consumazione di un 'tradimento' verso tutti
coloro che hanno versato anima e corpo per la riuscita del Palio (e forse anche
nei confronti del giuramento fatto proprio dal Decano dei Capitani in occasione
dell'investitura), la
gara entrava nel vivo con i passaggi dei concorrenti sulla linea del traguardo
per il giro intermedio e quindi per i cambi. I gruppi di tre corridori a paese
per frazione scorrevano via via più sfilacciati, ma con continue alternanze di
posizioni, soprattutto nelle retrovie. Olgiate Olona ha tenuto per quasi tutta
la gara la testa della corsa, ma Marnate riusciva a tenere più unita la squadra,
mettendosi in posizione di favorita per la vittoria finale. Gorla Minore
riusciva a difendersi, mentre Solbiate Olona avrebbe pagato duramente
l'impossibilità di un suo corridore di chiudere la prima frazione, lasciando
così la squadra nella certezza quasi matematica dell'ultimo posto. Non per
questo però gli atleti si sono risparmiati: nel pieno spirito del Palio hanno
dato tutto quello che avevano nonostante il risultato finale sarebbe stato
comunque non eccellente. Impressionante infine la progressione degli ultimi frazionisti di Gorla Maggiore, senza però poter rimediare più di tanto a una
situazione già compromessa.
L'elettricità nell'aria non ha mancato però di lasciare il segno anche durante la corsa. Il nervosismo accumulato ha rischiato di fare da detonatore in altre due circostanze, quando un rappresentante di Gorla Maggiore ha sbagliato strada e quindi deciso di ritirarsi (una falla organizzativa, ma la cartina del percorso era stata distribuita a tutti i capitani) e quando un non meglio precisato facinoroso presente nel pubblico ha superato il limite nella sua serie di insulti rivolti a Marnate, e al suo Capitano in particolare, il quale dopo aver fatto da bersaglio un paio d'ore è stato ricondotto alla ragione dai propri concittadini mentre stava per reagire e passare a vie di fatto.
In un tale
contesto, appariva quasi una liberazione l'arrivo al traguardo del vincitore
della corsa, il primo concorrente di Olgiate Olona. L'ottima prova di squadra
permetteva però a Marnate di piazzare i suoi tre uomini a breve distanza e
totalizzare quindi il punteggio che le ha consentito di aggiudicarsi la serata e
risalire prepotentemente la
classifica.
A questo punto si può solo immaginare il sollievo di Paolo Paletti e gli altri membri del comitato nel vedere un unico gruppo di atleti, tecnici, organizzatori e semplici cittadini, conversare liberamente nel prato al centro della pista, discutendo dell'aspetto sportivo della serata, della nuova classifica e confrontarsi sulle gare dei prossimi giorni. E, proprio alla luce della classifica, mai come quest'anno la sfida sembra aperta.
Se saranno gare a cinque a sei paesi a questo punto è presto per dirlo. La diplomazia ha ventiquattro ore a disposizione, forse poche ma meglio che niente, per far ritrovare a Fagnano Olona lo spirito del Palio e crediamo nessun tentativo verrà trascurato per ricucire lo strappo. Da parte degli altri paesi (Gorla Minore in prima linea che nell'ultima edizione in una situazione analoga aveva saputo accettare un verdetto sfavorevole che le sarebbe costato il trofeo), il messaggio più bello sarebbe non solo quello di andare avanti comunque, ma anche la possibilità di riaccogliere la sesta squadra senza far pesare l'accaduto in sede sportiva.
Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz
La replica del Vice Sindaco di Fagnano Olona