| L'idea |
Appunti di fine Palio
Martedì 31 agosto 2004
È trascorso ormai più di un mese da quando il Capitano di Gorla Maggiore, ancora incredulo, alzava al cielo il meritato trofeo del Palio della Valle Olona, al termine di una settimana di gare appassionanti e combattute fino all’ultima battuta. Sono state settimane estive, durante le quali è risultato facile accantonare non solo gioie e soddisfazioni, ma anche i momenti meno felici e quei brutti istanti che hanno minato l’intera struttura del Palio. Con l’inizio della nuova stagione e la ripresa anche dei lavori del Palio, non sarà però difficile assistere al riemergere di tutti questi sentimenti, per gli inevitabili bilanci e rese dei conti.
Nel frattempo, raccogliendo osservazioni personali, scambi di battute con atleti, organizzatori, altri addetti ai lavori e semplici appassionati e segnalazioni pervenute via e-mail negli ultimi mesi, è possibile azzardare un bilancio della manifestazione.
Con l’obiettivo di trasformare Palio in evento di richiamo e di riferimento per la Valle Olona, quest’anno il Comitato organizzatore ha predisposto una serie di manifestazioni di contorno, capaci di richiamare l’attenzione dei Paesi sull’evento e realizzare una sorta di ‘cerimoniale’ capace di consolidarsi nel corso degli anni.
Nel
complesso positivo il bilancio di queste manifestazioni. Su tutte spicca la
fiaccolata,
capace di incuriosire, e quindi attirare, gli abitanti dei sei Paesi sulle cui
strade si sono avventurati i tedofori. Per il futuro, l’unica nota potrebbe
essere lo studio di una soluzione per richiamare pubblico anche sul percorso.
Limitato invece il riscontro della cerimonia di Ringraziamento al Fiume. Fugati i timori avanzati da alcuni amministratori di strumentalizzazioni dell’evento, l’inevitabile svolgimento sul fondovalle ha forse tenuto lontano qualche abitante di troppo, ma l’impianto è apparso certamente valido, soprattutto in virtù di uno degli obiettivi che il Palio si propone: la riscoperta del fiume Olona e la valorizzazione dello scenario naturale.
Discorso a parte merita la sfilata. Al di sopra di ogni aspettativa la qualità del lavoro realizzato dai singoli Comuni. Ogni dettaglio, dal coinvolgimento delle persone ai costumi, dalla coreografia alle interpretazioni è apparso di livello decisamente alto ed è stato forse il segnale più evidente dei sentimenti che il Palio della Valle Olona sta cominciando a trasmettere.
Proprio per l’importanza della serata, non sono però mancate le critiche. La decisione di far percorrere un tratto di strada nell’ordine dei chilometri prima di entrare al campo sportivo sede della rappresentazione non è risultata gradita a un Paese, autore tra l’altro della scelta felice di coinvolgere tra gli attori un nutrito gruppo di bambini.
Il problema maggiore si è però presentato al momento delle rappresentazioni. Secondo comprensibili criteri di rotazione e di equa ripartizione degli appuntamenti tra i Paesi, Marnate si è trovata a ospitare la sfilata in un luogo privo di tribune, che ha penalizzato la maggior parte degli intervenuti, soprattutto i più giovani. Solamente i pochi intenzionati a ‘difendere’ il posto conquistato in prossimità della rete di recinzione hanno infatti potuto assistere allo spettacolo che, vista la qualità, avrebbe certamente meritato uno scenario più adeguato. Pur senza mettere in discussione la possibilità di lasciare a ogni Paese l’opportunità di organizzare a turno tutti gli eventi, da parte dell’organizzazione sarebbe auspicabile che in futuro la programmazione tenesse in maggiore considerazione la presenza di luoghi logisticamente all’altezza.
Non è certamente un punto a favore, il fatto che numerose persone, soprattutto famiglie, dopo la prima rappresentazione abbiano preferito fare ritorno a casa, vista l’impossibilità di assistere allo spettacolo. Qualche squadra ha inoltre criticato il mancato rispetto da parte di alcuni Paesi dei tempi concordati per la rappresentazione.
Con l’avvio delle gare, il Palio è entrato nel vivo e, puntualmente, quando entrano in gioco i punti per la classifica, nessuno è più disposto a fare concessioni agli avversari. È così che già al termine della prima serata gli animi si sono accesi. Poco da osservare sull’organizzazione del torneo di calcetto; forse l’ideale sarebbe stato giocare in simultanea su tre campi, non solo per contenere i tempi della serata, ma anche per fare in modo di disputare una giornata intera per volta e uniformare così i tempi di riposo delle squadre tra un incontro e il successivo.
Impossibile
a questo punto ignorare quanto successo in seguito al ricorso presentato da
Fagnano Olona e delle ripercussioni sulla serata successiva in occasione della
staffetta.
Senza voler tornare su un argomento già ampiamente dibattuto, anche a distanza
di tempo la decisione presa dal Comitato sembra la più credibile. Più importante
semmai, capitalizzare l’esperienza da parte di tutti affinchè in futuro certe
‘pieghe’ regolamentari siano risolte a priori in fase organizzativa, eliminando
il più possibile ‘appigli’ che possano dar luogo a ricorsi. Contrariamente a
quanto sollevato da alcuni addetti ai lavori, a nostro giudizio resta invece
valido il criterio di affidare ai Capitani le decisioni in merito ai ricorsi,
purchè naturalmente tali decisioni, qualunque siano, vengano accettate da tutti.
Con i primi incontri ufficiali del Comitato è prevedibile che la questione torni di stretta attualità, anche se, secondo fonti non ufficiali ma attendibili, probabilmente la vicenda sarà risolta da parte del Comune interessato in misura drastica, con un totale cambio della guardia.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico invece, la staffetta è forse la serata di gare dove intervenire ai fini dello spettacolo. Lo svolgersi della corsa per le vie di Olgiate Olona ha infatti contribuito a creare tempi morti abbastanza lunghi in attesa del passaggio dei corridori nello stadio. Due le proposte: un collegamento radio tra la corsa e la speaker oppure lo svolgimento per intero sulla pista di atletica, anche in considerazione della distanza non eccessiva delle singole frazioni.
In
uno scenario ideale si è invece svolta una delle serate simbolo del Palio, vale
a dire il
tiro alla fune. La presenza di un arbitro federale e la scelta del
luogo da parte del Comune di Marnate hanno permesso di valorizzare al meglio una
gara che, grazie anche alla piena partecipazione del pubblico, si è rivelata
entusiasmante.
Altrettanto valida l’organizzazione di Gorla Minore in occasione della gara delle macchinine a pedali, autentico emblema della manifestazione. Proprio per il seguito raggiunto da questa serata, esaltata da un circuito ideale, praticamente tutto a portata visiva del pubblico, è sembrata un po’ troppo limitata la formula. Se appare certamente valida l’idea delle due sessioni con classifica indipendente da sommare e relativo turno di qualificazioni per stabilire la griglia di partenza, qualche incertezza deriva dal numero ridotto di giri previsti dalle due manche. La richiesta avanzata anche da alcuni spettatori è quella di disputare le gare su un numero maggiori di giri, per avere modo di assistere a uno spettacolo che non si esaurisca nel giro di pochi minuti.
Gorla
Maggiore ha ospitato una
gara di ballo dove tutto è apparso filare
liscio. Anche in questo caso la presenza di giudici ufficiali ha reso
accettabile qualsiasi verdetto da parte di un pubblico ancora una volta
superiore al migliaio di unità e più propenso ad assistere allo spettacolo che
ad azzardare giudizi. Da verificare per il futuro il numero di categorie
previste, forse troppo elevato alla luce dell’impossibilità da parte di alcuni
Paesi di reperire ballerini all’altezza, con inevitabili ripercussioni sulla
classifica.
Anche in questa occasione Solbiate Olona ha avuto la possibilità di ospitare la serata conclusiva. Nell'ottica di venire incontro alle esigenze di tutti i partecipanti, la coincidenza con la festa del Patrono rende tale soluzione la via più praticabile, ma forse potrebbe tornare utile valutare anche la possibilità di soluzioni alternative, in grado comunque di non creare malcontenti. Sia nei confronti di Solbiate, che ha pieno diritto di valorizzare al meglio la propria ricorrenza, sia nei riguardi degli altri Paesi che eventualmente avessero il piacere si ospitare la cerimonia finale.
Il Quizzone era forse la novità più attesa a livello dei giochi, e la serata non ha tradito le attese. L’idea appare eccellente, anche se il meccanismo della competizione è apparso migliorabile. Al di là delle immancabili contestazioni sull’uso dei pulsanti che hanno contribuito a ricreare un’atmosfera in stile ‘Rischiatutto’, sono risultati un po’ troppo lunghi i tempi tra una risposta e la successiva. Un tabellone con il punteggio aggiornato in tempo reale avrebbe inoltre coinvolto maggiormente il pubblico, in difficoltà nel seguire l’andamento della gara.
L’ultima nota è per la cerimonia finale, emozionante e all’altezza della situazione ma, anche in questo caso, poco visibile al pubblico. Con una disposizione più studiata delle squadre sul campo, forse sarebbe stato possibile rivolgere la scena al pubblico, troppo spesso costretto ad assistere ‘di spalle’.
Con la sua quinta edizione, il Palio della Valle Olona ha dimostrato di avere le carte in regola per affermarsi come appuntamento di primo piano nei sei Paesi concorrenti ed entrare, come si auspicano il Presidente e i membri del Comitato, nella tradizione locale.
Un doveroso riconoscimento è doveroso a tutti gli addetti ai lavori che nei mesi precedenti hanno investito buona parte del loro tempo nella preparazione.
Per il futuro, desideriamo anche rivolgere un invito a tutti gli interessati ad attivarsi da subito per individuare ed eliminare ogni possibile fonte di contrasti presente nelle pieghe dei regolamenti e consolidare un impianto che, se interpretato senza egoismi e pregiudizi, si è dimostrato decisamente valido. Non si tratta solo di un’opinione personale, la risposta e le valutazioni del pubblico sono state la conferma più importante: è compito e responsabilità degli organizzatori riuscire a non disperdere questo patrimonio.
Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz
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