| L'idea |
Interviste nella Valle Olona
Clara Fanton, Sindaco di Cairate

Quando si desidera
simboleggiare un unione tra due entità, uno dei termini di paragone più diffusi
è il ponte. E forse non è un caso che in una zona di attraversamenti sul
fondovalle che ne caratterizzano fortemente non solo gli spostamenti ma anche
diverse testimonianze, l’unico ponte della Valle Olona si trovi nel territorio
di Cairate. Il paese rappresenta in effetti meglio di tutti gli altri la via di
mezzo tra due aree: da una parte, fino a Castellanza, dove si cerca ancora di
mantenere un legame anche di tipo economico con le città che si trovano ai
margini, dall’altra a salire verso le porte di Varese, dove il paesaggio appare
via via sempre più mosso e dove l’aspetto naturalistico comincia a essere sempre
più spesso al centro dei progetti di salvaguardia.
Alla guida di questo paese, conosciuto anche per la presenza tra le altre
ricchezze artistiche di un antico Monastero in fase di riqualificazione,
Clara Fanton, l’unico Sindaco donna tra tutti i paesi della Valle, appare
però desiderosa di operare per far sì che si parli di lei soprattutto per le
opere che sarà in grado di lasciare in eredità ai suoi concittadini.
In ambito Internet, inoltre, Cairate, uno dei paesi praticamente ancora assenti, sta mettendo a punto un progetto veramente efficiente che se sarà in grado di mantenere le sue promesse, si potrà affermare come risorsa di primo livello qualitativo e di grande utilità per gli abitanti del paese.
Cairate è un altro di quei
paesi che sta cercando di riscoprire testimonianze storiche importanti: come
state procedendo?
L’aspetto più
importante è il recupero del Monastero, affidato alla Provincia, che è stato
impostato su tempi lungi, ma già dai primi interventi ha permesso di scoprire
sotto la cripta importanti reperti risalenti al periodo romano, che confermano
un collegamento con quanto ritrovato a Torba e Castelseprio. Il grosso sviluppo
turistico del futuro per noi è legato a questo Monastero, destinato a tornare il
centro economico e culturale della vita del paese.
Come mai questi importanti
monumenti vivono un generale stato di abbandono?
Quando è arrivato
Napoleone con la Repubblica Cisalpina, le suore sono state mandate via dal
Monastero ed è stato frazionato tra diversi proprietari. negli anni, diverse
famiglie hanno abitato l’edifico, e fino al 1930 ci abitava anche il Sindaco di
Cairate. Negli anni ‘70 è stato in parte riacquistato da parte della giunta, ma
intorno agli anni ’90 si è arrivato a un totale abbandono, perché sono venuti a
mancare completamente i fondi. Una volta che hanno ceduto i tetti, l’abbandono è
diventato evidente.
Oggi a che punto siamo con
il recupero?
Ho stipulato già
una convenzione con la Provincia per la cessione. Ho chiesto alcune modifiche
per condividere alcune aree e procedere più agilmente al recupero. Sono riuscita
a ottenere alcune varianti come l’accesso dalla Valle, la realizzazione di
posteggi nei dintorni, che stiamo portando avanti.
Che ruolo gioca un monumento
del genere in una visione più ampia del paese e dei dintorni?
Dagli scavi si
riesce a capire quanto il Monastero è legato alla storia del paese, con le vie
secondo una struttura tipica del ‘castrum’ romano. Appare chiaro come risulti
appartenere a un’asse che arriva fino a Gornate e Castelseprio
In quest’asse, potrebbe
rientrare anche l’antica fontana, probabilmente risalente al periodo romanico,
recuperata a Lonate Ceppino?
Probabilmente sì.
Sarebbe bello creare delle visite guidate lungo tutto quest’asse culturale,
estendendo il raggio d’azione a tutti questi siti. Certo, l’ideale sarebbe la
Valmorea.
Sebbene molti ne parlino
come poco più di una chimera, sembra invece che stia a cuore a molti…
Sicuramente noi
siamo favorevoli a un progetto del genere, figuriamoci. Il problema è la
proprietà della Valle, ma resta una grossa opportunità a livello turistico,
anche se a livello economico potrebbe non bastare. Temo che se fosse
esclusivamente turistica, sarebbe difficile mantenerla.
È un progetto che può
rientrare nella Greenway?
Potrebbe, penso
proprio che la Greenway abbia significato in questo senso, anche se noi ne siamo
fuori. I finanziamenti che abbiamo ottenuto, oltre al Monastero, sono proprio
dedicati al recupero della Valle, anche se non appare vantaggioso recuperare
diversi edifici.
Diversi suoi colleghi
interessati a un maggiore dialogo tra Comuni affermano che da quando si è
insediata la vostra Giunta, il colloquio con Cairate ha fatto grossi passi
avanti…
Probabilmente
perché le donne parlano di più…
È cambiata la presa di coscienza che non si hanno più energie sufficienti per
affrontare da soli una gestione comunale e i ‘vicini’ in questo senso sono i
candidati ideali. Abbiamo attivato diverse convenzioni, nell’interesse di tutti
i Comuni, Per esempio, vorremmo realizzare un progetto di vigilanza unico per
tutti, con un ponte radio in un unico centro.
Avete anche idee per quanto
riguarda il SISCoTEL?
Siamo molto
avanti e credo che su questo viaggeremo come progetto pilota. A breve partiremo
con l’e-government, una serie di servizi per i cittadini accessibili via
Internet. Credo che nella zona saremo i primi. Mi piace troppo questo servizio.
Finora, veramente, Cairate
non si è distinta in ambito Internet
Proprio perché
stiamo mettendo a punto questo progetto (intanto mi viene mostrata in anteprima
il ‘prototipo’ finale del progetto, decisamente interessante e innovativo, ndr).
Abbiamo una persona che si dedica al progetto, ma per un anno la legge non ci ha
permesso di assumerla, per effetto del blocco delle assunzioni. Era tutto pronto
da tempo, ma mancava un responsabile. Abbiamo pronta una rete Extranet in grado
di fornire 91 servizi ai cittadini, dalle semplici informazioni, fino al
rilascio di certificati.
Un altro tema abbastanza
sentito dai cittadini è la partecipazione al Palio della Valle Olona. Cairate
finora non ha mai partecipato, ma sembra ci siano segnali diversi negli ultimi
tempi. Di un maggiore interessamento, è vero?
Sì, l’idea ci
piace, ma non abbiamo i soldi. Un’altra cosa importante è che qua da noi le
parrocchie locali fanno il loro Palio nello stesso periodo. Per partecipare a
queste iniziative è necessario avere delle persone che seguono l’iniziativa, e
le parrocchie sono i luoghi ideali dove trovare la collaborazione. Al momento,
non saprei chi mettere a seguire tutta la manifestazione.
C’è un progetto al quale
tiene in modo particolare?
Un sogno sarebbe
rifare le scuole nuove. Realizzerò invece sicuramente il recupero della parte
storica della città. A questo si aggiunge il recupero delle piazze di Bolladello
e Peveranza.
Un altro progetto che partirà al più presto il rifacimento dei centri storici, a
seguito della realizzazione di nuove fognature. L’ultimo progetto importante è
la realizzazione dell’area feste, nel contesto della ristrutturazione del centro
sportivo.
È un progetto comune a molti
paesi, significa una possibile cambiamento nel modo di vivere?
La gente ha più
voglia si star fuori, trovarsi e stare insieme, senza andare molto lontano. Tra
l’altro diventerà la sede per le Associazioni sportive e un luogo di ritrovo per
i giovani.
a cura di Giuseppe Goglio