Vedano Olona
Intervista al Sindaco Giovanni
Barbesino
Un paese in fermento, attento a tutto
quanto succede nei dintorni
23 Novembre 2007
- Dall’alto della sua lieve altura,
Vedano Olona offre un punto di osservazione particolare sulla
Valle Olona. Pur non essendo saldamente legato ai destini della Valle, la
posizione al crocevia tra diverse importanti direttrici tra la Provincia di
Como, quella di Varese e il vicino Canton Ticino la rende un centro in
stretta relazione con diverse realtà, sia dal punto di vista della mobilità,
ma soprattutto per quanto riguarda la natura, il commercio e l’industria.
Deciso ad affrontare e risolvere i problemi di traffico senza timori
riguardo a costi e procedure, il paese negli ultimi anni ha avviato una
serie di lavori e progetti mirati a rendere più sicuro e vivibile il centro
urbano. Nel contempo, l’importante patrimonio naturalistico che la circonda
è diventata una importante risorsa per il presente e il futuro di abitanti e
di eventuali forestieri.
Di tutto questo, il Sindaco Giovanni
Barbesino illustra dettagli e modalità, sottolineando anche le
importanti e proficue collaborazioni consolidate con i Comuni confinanti.
Una
persona che transita da Vedano Olona solo occasionalmente non fa a fatica a
notare ogni volta cambiamenti importanti, a trovare un paese sempre in
movimento. Quali sono i progetti più importanti all’origine di questa attività?
Per quanto riguarda i lavori di più ampio respiro, stiamo portando avanti il
Progetto Città Possibile. Partendo dall’operato dell’amministrazione precedente,
sono già state eseguite diverse lavorazioni. In particolare, avevamo un punto
critico, l’incrocio del cimitero, con incidenti, non sempre leggeri, tutte le
settimane. Stesso discorso per quanto riguarda il raccordo con la Varesina.
Grazie anche a un finanziamento regionale e provinciale abbiamo realizzato un
nuova rotonda davanti al cimitero, che ha ridotto drasticamente gli incidenti,
un tratto in pavè nei pressi delle scuole, una nuova piccola rotonda in un altro
incrocio problematico.
Per quanto riguarda invece l’accesso dalla
strada Statale Varesina, uno dei punti nevralgici della zona?
Nel piano quadro di moderazione del
traffico era prevista la realizzazione della rotonda del Marone, i cui lavori
sono previsti per il 2008. In effetti, si tratta di un punto decisamente critico
per chi frequenta la Varesina.
Altri interventi di rilievo già in corso
d’opera?
Abbiamo contribuito alla realizzazione
della rotonda di S.Salvatore sulla Statale Briantea. Anche se non si trova nel
nostro territorio, è una strada molto usata dai vedanesi. In sostanza, abbiamo
realizzato quasi tutte le opere messe in progetto dall’amministrazione locale.
Inoltre, proprio in questi giorni inauguriamo sul cavalcavia verso Como, in via
Bixio, una pista ciclo-pedonale perchè quel tratto, è la strada verso gli
impianti sportivi, è percorso anche da molti ragazzi. Per l'occasione, sarà
presente anche l’ex cestista e capitano della storica squadra di Cantù,
Pierluigi Marzorati, tra l’altro presidente della Fondazione Casartelli.
Che rapporti mantenete con i Comuni
confinanti?
Abbiamo collaborazioni positive con il
Comune di Malnate (per esempio la società dei mercati). Abbiamo inoltre in atto,
sempre con Malnate, una collaborazione per la gestione dell’acqua. Altrettanto
positivo è il rapporto con in Comuni del Seprio. Nel Piano di zona dei servizi
sociali siamo con Castiglione Olona e i due Venegono e devo dire che insieme
stiamo lavorando bene. Stiamo affrontando il fenomeno della prostituzione nella
zona e presto si vedranno i primi risultati. Siamo inoltre capofila del
consorzio intercomunale sulla sicurezza (con Castiglione Olona, Venegono
Superiore, Venegono Inferiore, Gornate Olona e Morazzone). È un progetto che
dura ormai da diversi anni e vede un buon lavoro di squadra tra amministrazioni
e polizie locali. È una rete i cui meriti della costruzione vanno riconosciuti
ad Andrea Larghi, il mio predecessore, e che sta dando buoni risultati.
Per quanto riguarda più da vicino la Valle
Olona, ci sono progetti sul territorio che vi possono coinvolgere maggiormente
rispetto al passato?
I paesi della Valle stanno riqualificando l’intera zona. A nostra volta,
vorremmo riqualificare la valle del Quadronno, un affluente dell’Olona, perchè
di fatto è un’area molto frequentata nel dopoguerra e abbandonata durante
l’industrializzazione. Approfittando dei lavori sul depuratore, vorremmo
recuperare un’area che considero pregevole anche perchè a ridosso del paese.
Sicuramente avvieremo dei lavori entro la fine dell’amministrazione.
A proposito
di valorizzazione, in questa zona della Valle Olona si parla molto di quello che
per sempre più persone da sogno si sta trasformando in realtà, il recupero della
Ferrovia della Valmorea. Vedano, che è
interessata solo in misura marginale, può trarne dei vantaggi?
Per quanto riguarda la ferrovia, non si tratta di un progetto con la stessa la
stessa velocità e la stessa portata attuali della Valmorea, ma appoggiamo
l’associazione Jubilantes di Como che si sta attivando per il recupero della
linea Varese-Como. È una tratta che ha uno sbocco su Vedano Olona e rientra nel
progetto delle Greenway. Tra l’altro, potrebbe anche rientrare nei finanziamenti
Interreg. Fino allo scorso anno era un tema molto attuale. Poi c’è stato una
pausa per le elezioni provinciali, ma adesso stiamo riprendendo il discorso.
Qual è la via migliore secondo lei per
trovare il giusto compromesso tra viabilità e natura, in una zona dove il
traffico è ormai una questione che non si può più ignorare?
Un ruolo decisamente importante è il
famoso peduncolo. Oggi abbiamo trovato la strada giusta, perchè il nuovo
tracciato che parte dal Ponte di Vedano e sbucherebbe sulla Briantea in
prossimità di Binago, passerebbe Vedano Olona in galleria. Certo, è un progetto
molto costoso ma è rassicurante il fatto che sia stato inserito nel piano
quinquennale di ANAS e rientra nelle opere legate a Malpensa. In questo momento
stiamo arrivando alla fase del progetto esecutivo. Spero che nell’arco di cinque
anni l’opera venga realizzata, perchè aiuterebbe a togliere tutto il traffico di
attraversamento.
Vedano Olona fa parte di uno dei parchi più
importanti della zona, il Parco Pineta. Spesso, questa zona viene indicata come
poco fruibile dagli amanti della natura; ci sono progetti per renderla più
accessibile in tutti i periodi dell’anno e non solo per i cercatori di funghi e
castagne?
Non ho dubbi che il Parco debba andare anche in direzione di una maggiore
fruibilità e proprio per questo abbiamo diverse iniziative al riguardo. Prima di
tutto, insieme al Comune di Binago e al Parco Pineta abbiamo presentato un
progetto per il recupero e la valorizzazione della Varaggia. Il Presidente del
parco mi ha comunicato proprio nei giorni scorsi che è stato finanziato dalla
Regione Lombardia. È un intervento che va proprio nella direzione indicata:
ripristino dei sentieri, recupero dei laghetti e delle zone umide. Tra l’altro è
un’area molto vicino a una realtà molto importante, l’associazione
Arca del Seprio. Cediamo di riuscire a
valorizzare un punto molto importante, del quale noi siamo una porta di
ingresso. Non a caso, il centro sportivo si trova proprio in zona; il posteggio
è collocato in modo da poter diventare un importante punto di accesso. Avevamo
anche avviato un progetto con il CAI locale di segnalazione di sentieri. Si è
fermato, ma punto di riprenderlo.
Negli ultimi anni hanno preso forma
numerosi progetti di PLIS, i parchi locali. C’è qualche progetto che vi vede
coinvolti?
Non abbiamo un parco locale, ma stiamo
cercando di capire se abbiamo la possibilità di fare il Parco del Quadronna, che
andrebbe ad affiancarsi a quelli esistenti e potrebbe in questo modo costituire
una rete. Il piano provinciale ha previsto che tutta la Piana del Ronco, al
confine con Venegono e Castiglione Olona sia non edificabile, in modo da
realizzare un corridoio tra il Parco Pineta e il Parco RTO. Quindi, non siamo
parte di un parco locale, ma stiamo lavorando per realizzare un collegamento con
i parchi esistenti.
Come zona prossima alla frontiera con la
Svizzera, quali ripercussioni può avere la possibilità di scambiare esperienze
tra amministrazioni diverse?
Anche se abbiamo meno frontalieri rispetto a qualche anno fa, guardiamo sempre
con attenzione alle esperienze svizzere. Per esempio, nel progetto Città
Possibile realizzato con le scuole abbiamo raccolto idee ed esperienze da un
progetto analogo avviato a Mendrisio. Stiamo pensando a come portare da noi
un’esperienza molto diffusa in Svizzera come il Piedibus. In generale, c’è un
vento culturale che soffia dalla Svizzera e che può esserci di aiuto. Non
dimentichiamo che uno dei personaggi più popolari della RTSI, la televisione
della Svizzera Italiana è proprio un vedanese doc. Sto parlando naturalmente di
Piernando Binaghi, il volto famoso della meteo.