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Cairate
Intervista al Sindaco Clara Fanton
Grandi progetti per portare il Comune fuori da un isolamento storico

23 Aprile 2007
- Sono diversi i progetti sostenuti in collaborazione da più Amministrazioni comunali e mirati a favorire una riscoperta della Valle Olona e delle zone limitrofe. Dopo anni di lavori, oggi cominciano a emergere i primi di risultati concreti. Tanto per fare un esempio, l’ultimo in ordine di tempo, la realizzazione del primo tratto della pista ciclopedonale.

Molto spesso però, tra i sostenitori di questi progetti, si nota la mancanza di un Comune strategico, situato esattamente al centro della Valle Olona e altre importanti vie di comunicazione per la zona. L’assenza di Cairate da quasi tutti i programmi che prevedono un’opera congiunta ha però ragioni precise, dovute prima di tutto a scelte del passato le cui ripercussioni si sentono ancora oggi. È una sorta di isolamento contro il quale l’Amministrazione guidata dal Sindaco Clara Fanton, durante il suo secondo mandato, sembra intenzionata a superare in via definitiva, nel tentativo di recuperare il tempo perduto e non perdere ulteriori occasioni di fare del proprio centro abitato un protagonista per lo sviluppo socio-economico della regione. Compito che però non potrà fare a meno, secondo quanto emerge dall’intervista concessa dal Primo Cittadino, di scontrarsi con una limitata corrente di pensiero poco propensa guardare cosa succede oltre i propri confini.

Quando si ha l’occasione di parlare di Cairate con gli abitanti dei paesi vicini, uno degli argomenti più ricorrenti è la totale estraneità a qualsiasi progetto di collaborazione. In ambito di PLIS, PILS, Greenway, Palio e altre iniziative del genere, queste affermazioni sembrerebbero giustificate. Come si è arrivati a questa situazione?
Ammesso che si possa parlare di sfortuna in riferimento a un’amministrazione pubblica, Cairate è un paese sfortunato. Nel senso che, per il periodo 2001-2006, si è ritrovato a essere l’unico comune rimasto isolato nell’importante Obiettivo 2,  quello che riguardava praticamente tutta la Valle Olona. Ci siamo trovati davanti a una situazione che aveva prodotto un duplice effetto negativo: da una parte si trattava di un obiettivo che dava importanti opportunità per PILS dal quale Cairate è stata totalmente tagliata fuori, dall’altra per le aziende private, che avrebbero avuto importanti possibilità di accedere a finanziamenti, anche a fondo perso. Un operatore che avesse avuto la possibilità e la volontà di intervenire sulla Valle Olona, davanti alla possibilità di avere finanziamenti sarebbe rimasto maggiormente attratto.

E oggi, qual è la situazione?
Dopo il 2006 l’Italia non è più stato tra i paesi oggetto di Obiettivo 2 e la possibilità di inserimento è sparita. Per questo siamo ancora fuori dai grandi progetti PILS della Valle e dobbiamo fare da soli. Questo però non vuol dire che stiamo a guardare. Infatti, abbiamo già studiato due interventi. Uno è quello legato alla pista ciclabile provinciale. Insieme alla Provincia, in concomitanza con i lavori del Monastero, abbiamo rilevato la possibilità di ampliare l’opera. Come Comune abbiamo fatto un ulteriore progetto di tracciato che si stacca dal percorso protetto provinciale all’altezza della Valle e si muove lungo due direttive. Una lungo strade d’accesso e la seconda ricostruendo la scaletta che collegava il fondovalle al Monastero. Partendo da quella si sale e si sta realizzando un circuito nel paese, dalla parte di Peveranza, i boschi, il centro storico di Bolladello e forma un anello che si snoda per intero su strade secondarie e boschi, fino a riunirsi al tracciato provinciale. È un percorso naturalistico-storico pensato per toccare tutte i luoghi artistici del nostro territorio.

E l’altro importante intervento di cui parlava?
Il secondo è un grosso investimento che stiamo cercando di fare per riaprire la viabilità sulla Valle. Secondo me è di fondamentale importanza per due aspetti. Uno perchè così si crea un’alternativa al traffico pesante che attraversa Cairate. Con il traffico attuale e la presenza sulla provinciale di scuole, cortili e Chiesa, questa strada non è più in grado di sopportare i volumi attuali. Abbiamo pensato a due alternative. Una è la percorrenza esterna che abbiamo studiato con la Provincia. La seconda è tirare fuori tutto il traffico pesante dal centro. Questo lo potremmo fare riattivando la via del  Barlam. È quella strada che da appena dopo il ponte sopra la cartiera scende in Valle e attualmente è chiusa per una frana. Il Comune l’ha acquisita da Sogeiva e abbiamo avviato subito gli studi per la riapertura. Al momento, è stato approvato il piano attraverso il quale chiediamo che ci venga assegnata la progettazione definitiva. Il costo complessivo dell’opera è intorno agli 800.000 euro, di cui solo 120mila per sistemare la frana. Poi, bisogna rifare il ponte sull’Olona alzandolo e raddoppiando le corsie perchè sia percorribile in due sensi. Il nostro augurio è che questo importante collegamento faciliti gli operatori della zona. Faremo un incontro con i Comuni vicini e gli enti interessati con l’obiettivo di ottenere la declassificazione di questa strada e rendere più appetibile anche la zona della Valle in modo che possa essere riqualificata. Entro sei mesi dovremmo acquisire la strada poi, nel suo complesso, dovrebbe essere un’opera di due-tre anni.

La voglia di fare quindi sembra proprio non mancare. Ma che cos’è che allora ha portato Cairate a essere vista come una sorta di ‘isola’?
La situazione attuale è il frutto di opinioni politiche che si sono formate nel corso degli anni. In passato, c’è stato qualcuno convinto che queste scelte avvenissero al di sopra dei Comuni e non si poteva fare niente per intervenire, mentre io sono convinta che le richieste devono partire dalla base. Cairate ha veramente vissuto un periodo di forte isolamento e questo l’ha decisamente danneggiata da tutti i punti di vista. Purtroppo il mio paese ha fatto un lungo periodo che è rimasto fuori dai grandi progetti dove erano impegnati tutte le Amministrazioni vicine. Appena arrivata, avevo provato a rientrare nell’Obiettivo 2, ma ormai i termini erano irrimediabilmente passati. Si trattava di una forma di miopia politica, di chiusura che guardava sempre con sospetto quello che viene da fuori. È sempre una situazione penalizzante.

Sembra quindi guardare al futuro con rinnovato ottimismo e senza nascondere i problemi del passato, o sbaglio?
Certamente. D’altra parte, Cairate si trova su una importante  direttrice tra la provincia di Como, e Malpensa da una parte e lungo l’asse dell’Olona dall’altra. Sono convinta che la storia di Cairate cambierà totalmente. 

Il fondovalle di Cairate è ricco di edifici abbandonati e in pessimo stato, che non rappresentano certo un bel biglietto da visita e non favoriscono una valorizzazione della Valle. È una situazione destinata a perdurare?
Sugli edifici del fondovalle diversi operatori sono venuti a chiederci di avere possibilità di intervento. Anche adesso siamo in contatto con un’attività legata alla logistica. Poi, però, il costo della bonifica è talmente alto che quasi sempre si scoraggiano. Però, se non si risolve a breve, il Comune interverrà per fermare il degrado insieme alla Provincia. D’altra parte tra gli interventi prioritari c’è proprio la strada , perchè così poi non ci sia più una scusante. Al momento, stiamo aspettando un’ultima richiesta sulla riqualificazione che appare ragionevole. Ma, se non dovesse funzionare, dovremo certamente intervenire in qualche modo.

Si tratta esclusivamente di progetti a carattere privato?
Non solo. Ultimamente ho coinvolto anche gli altri Sindaci su un progetto che mi pace molto e che è portato avanti dall’Associazione pescatori. Vorrebbe realizzare un laghetto e mi hanno riferito di aver già proceduto a una serie di analisi dalle quali risulta che il terreno è adatto.

Si sente parlare spesso di turismo come possibile fonte di nuove opportunità. Di fronte a un patrimonio effettivamente non trascurabile, si denota però la mancanza di elementi importanti, come per esempio la ricettività della zona. A tutt’oggi, per un turista mangiare o dormire in zona nei giorni festivi è un problema...
La recettività è una delle sfide che mi sto ponendo io prima di tutti e ci stiamo lavorando. Con la fine dei lavori al Monastero (un incrocio tra antico e moderno in maniera architettonica molto avanzata), la vocazione turistica di Cairate non potrà che aumentare. D’altra parte, dal punto di vista commerciale, c’è molta fatica a decollare e questo fa sì che molta gente si rivolga ai Comuni limitrofi. E questo si vede chiaramente anche dai negozi in centro venduti a prezzi sempre più bassi, ma è un aspetto importante, sul quale bisogna lavorare.

Accanto a questioni di grande portata, esistono però anche i problemi del quotidiano, altrettanto difficili da affrontare. Per esempio, muovendosi per la zona, sembra che Cairate sia particolarmente colpito dal riprovevole fenomeno di abbandono abusivo di rifiuti sul territorio, c’è una ragione particolare oppure è dovuto alla particolare estensione del Comune che abbraccia entrambi i lati della Valle e i boschi?
Abbiamo questo pesante fardello di avere vicino Comuni dove la tariffa sui rifiuti va a peso e di conseguenza assistiamo effettivamente a questo pesante scarico di rifiuti nel nostro territorio. Qualche volta siamo riusciti a risalire ai responsabili e a intervenire per tempo, ma nelle zone più nascoste, è molto difficile intervenire per tempo. Nelle aree private inoltre, io non posso agire direttamente e non posso fare altro che emettere un’ordinanza. Posso assicurare che gli interventi non sono rari, ma purtroppo sono molto più frequenti gli scarichi abusivi.

Tra i progetti che vedono coinvolti più Comuni, i più attuali sono i Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS). Con l’ingresso di Lonate Ceppino nell’RTO, Cairate si trova al tempo stesso a fare da ‘confine’ tra questo parco e il Medio Olona e l’unico a risultarne totalmente estraneo. Pensa di cambiare questa situazione?
Effettivamente, al momento siamo fuori da tutti i progetti dei parchi, ma abbiamo in programma di valutare l’ingresso in uno dei due. Stiamo esaminando l’adesione all’RTO e credo proprio che ci orienteremo su quella. Per il Medio Olona, non sono abbastanza informata. Siamo comunque molto interessati, anche perchè tutti ci auguriamo che da questa piccola Ferrovia [la Valmorea, ndr] nasca finalmente qualcosa. Ribadisco che l’interesse comunque c’è ed è elevato. Stiamo già pensando a un’area di 27mila mq dietro al Monastero da tutelare a verde.

Un problema che invece non fa sconti a nessuno e che appare sempre più difficile da affrontare è la diffusione dell’ambrosia, una pianta che provoca allergie ogni anno più intense ed estese. C’è la possibilità di intervenire in misura drastica?
È un problema veramente immenso. È peggio della gramigna di qualche anno fa e ogni anno ce n’è di più. L’ostacolo maggiore sono i terreni dei privati. Arriviamo sempre più spesso alle vere e proprie ‘minacce’ di entrare di autorità, ma non è sempre facile. Anche risalire ai veri proprietari non è sempre possibile. C’è tutta una serie di passaggi che non è possibile a ricostruire neanche attraverso il catasto.

Il Comune di Cairate è stato più volte invitato ufficialmente a prendere in considerazione la partecipazione al Palio della Valle Olona, ma senza successo. Come mai questa decisione?
Al Palio della Valle Olona temo che probabilmente non riusciremo mai a partecipare. A Cairate c’è una grossissima tradizione di palio locale e nessuno ha voglia di lavorare a un altro palio che non sia quello del paese. L’abbiamo chiesto più volte ai vari responsabili di contrada e ho verificato che non esiste la disponibilità a collaborare tra di loro. Finchè non succederà qualcosa al palio di Cairate, sarà difficile cambiare la situazione. Viene visto quasi come un dualismo tra sacro e profano. In sostanza, per quanto banale può sembrare, non riuscirei ad avere le persone che lo seguirebbero, perchè è visto troppo come contrapposizione. È vero che l’aggregazione della Valle sta diventando una cosa veramente importante, però questo al momento sarà difficilissimo che da noi si riesca a cambiare questa mentalità.
 

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz
 

 
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