Lonate Ceppino
Intervista al Sindaco
Giovanni Galvalisi
L'adesione al Parco RTO importante
traguardo, non solo amministrativo
17 Gennaio 2007
- Esattamente a metà strada lungo la Valle Olona,
Lonate Ceppino ha tutte le carte in regola per candidarsi al ruolo di
‘trait-d’union’ tra i Parchi locali che stanno crescendo e prendendo forma
nella zona.
Sulla base delle priorità
seguite negli ultimi anni dall’amministrazione locale, appariva inoltre
difficile che tale opportunità non venisse sfruttata al meglio. Non aveva di
conseguenza potuto evitare di sollevare qualche perplessità a suo tempo, la
mancata presenza del Comune tra i Comuni fondatori del
Parco RTO, i cui confini si arrestavano ai centri limitrofi.
Contrariamente a quanto si
potrebbe ipotizzare, tale scelta però, è stata la logica conseguenza di una
strategia mirata proprio a riservare al contesto naturale locale tutta
l’attenzione del caso, come spiega Giovanni Galvalisi, Sindaco di Lonate
Ceppino e al tempo stesso uno dei più sinceri appassionati della Valle
Olona, al punto di trasmettere la convinzione che, almeno per quanto riguarda
questa parte del territorio, il patrimonio naturale e artistico è decisamente in
buone mani.
Con
la sottoscrizione del protocollo di intesa con gli altri Comuni interessati, lo
scorso autunno avete formalizzato la vostra adesione al Parco RTO. Prima di
tutto, dal vostro punto di osservazione, cosa significa tale decisione ?
Il fatto di poterci agganciare ad altre otto realtà che studiano il parco ormai
da quattro anni e con un Comune capofila che sta proponendo una conoscenza
sempre più dettagliata della problematica, ci aiuta notevolmente, perchè la
strada che dobbiamo percorrere è già stata aperta.
Quanto conta nel progetto
del Parco RTO la collaborazione tra i Comuni?
Devo riconoscerlo, se non c’erano gli altri comuni, noi con le sole nostre forze
avremmo dovuto aspettare diversi anni, come d’altra parte hanno dovuto fare
loro. La collaborazione stretta tra i comuni, che non è mai semplice da attuare,
è già un fattore positivo, soprattutto se consideriamo che è assolutamente
trasversale a non dipendente dal colore politico.
Che ruolo occupa questa
decisione nel contesto del vostro percorso amministrativo?
Si tratta di un obiettivo che era comunque stato inserito nel nostro programma
elettorale, che per me rappresenta una ‘charta magna’. Uno dei primissimi punti
era proprio quello che riguardava l’ambiente e posso affermare che lo stiamo
realizzando.
E a livello personale,
considera l’adesione un risultato importante?
Personalmente è una grande soddisfazione perchè penso di essere riuscito a dare
il mio contributo in qualche cosa in cui credo. Come, quando lo scorso inverno
ho invitato un mio consigliere a fare sci di fondo in Valle. Significa riuscire
a cogliere una mentalità nel soggetto.
Come
vede il futuro di questi PLIS, e quali sono i primi ostacoli da dover
affrontare?
Noi ci troviamo in mezzo a quello che mi piace definire il Parco Valle Olona e
vicino a noi c’è il neonato Parco del Medio Olona; esiste quindi una serie di
collegamenti che si stanno consolidando. Ormai siamo in una fase di sensibilità
che va oltre il fatto che un gruppo di persone possa avere una certa attenzione
alla natura. Prima ancora che come Sindaco, come persona mi permetto però di
sostenere che alcuni aspetti andrebbero approfonditi, e mi riferisco a
sensibilizzare e salvare, prima ancora che salvaguardare un patrimonio che
altrimenti rischia di essere accantonato, come tutto ciò che nella nostra
società non produce profitto. Purtroppo questo è un dato di fatto del quale devo
prenderne atto.
Quali sono i prossimi
passi che vi competono nel contesto del Parco RTO?
Stiamo facendo un tentativo per salvare alcune zone agricole e boschive. Poi,
nello sviluppo del Parco, secondo i punti del protocollo ci sono altre aree di
intervento congiunto dove sarà necessario intraprendere iniziative.
Per esempio, ho notato anch’io un’accelerazione di attenzione specifica su
questioni come la
Ferrovia della Valmorea e della
ciclopedonale, che ormai sembra certo si
sviluppi anche per il tratto che ci riguarda. Credo proprio che i lavori
partiranno nel 2007.
Come vede la situazione
attuale del protagonista del Parco RTO, vale a dire il fiume Olona?
Di recente ci siamo incontrati anche per il discorso legato al fiume e alla
tutela delle acque. Quindi, sto parlando di interventi di pulizia del fondo,
della pesca sportiva. Insomma, una serie di segnali che se sviluppati e colti da
certe persone, inducono a pensare positivo.
Di fianco a progetti
finanziati dalla Provincia, come la posta ciclopedonale, ci si aspetta che i
Comuni facciano la loro parte, attraverso una serie di opere accessorie e di
supporto, voi come vi state muovendo?
Per la ciclabile, l’idea raccolta dall’Arch De Cesare è quella del canale che
non si fermi alla Valle Olona ma cerchi di abbracciare anche il percorso delle
cascine, che per me è un’idea bellissima. Probabilmente incontreremo anche degli
ostacoli perchè le persone guardano comunque ai terreni con la prospettiva di
poter edificare, ma bisogna anche avere il coraggio di portare avanti
determinate scelte
In linea di massima, noi partiamo da un discorso di base che il parco occupi una
zona pari al 25% del comune. Ci sarà un incontro sul tema ambientale legato al
passaggio della varesina bis, che comunque dovrà partire.
Quando potrà essere
sancito a tutti gli effetti l’ingresso nel Parco RTO al pari degli altri o
Comuni?
Abbiamo una scaletta di appuntamenti ai quali dobbiamo attenerci, tra i quali lo
studio di fattibilità, tracciatura del territorio, variante allo strumento
urbanistico, adozione e avanzare osservazioni, quindi saremo riconosciuti anche
noi a livello provinciale.
I nostri rappresentanti partecipano ormai a tutte le sedute che si tengono nei
Comuni. In pratica, nonostante non siamo ancora ufficialmente parte del parco,
collaboriamo a tutte le iniziative e siamo già in fase operativa. Il giorno in
cui potremo installare le piantane con il simbolo del parco finalmente potremo
dire di avercela fatta.
I
cartelli sono certamente l’aspetto più visibile dell’esistenza di un Parco, ma
la gente si aspetta molto di più, cosa avete in previsione?
L’Arch. De Cesare [Progettista dei Parchi
Plis Valle Lanza e Valle Olona e RTO, ndr] sta facendo un lavoro cominciato già prima della richiesta, su
obiettivi quali per esempio la tracciatura dei sentieri. Rispetto al passato,
ora saremo chiamati a muoverci con un maggiore coordinamento tra i Comuni e tra
le varie Associazioni che lavorano sulla Valle Olona.
Ribadisco che secondo me è una Valle bellissima e continuo a ripeterlo a tutti.
Non a caso i primi interventi che ho cercato di portare a termine sono quelli di
collegamento con il fondovalle, prima tra tutti la strada della fontana che
porta in Valle.
Tra il Parco RTO e il
Parco del Medio Olona c’è un altro Comune, Cairate, che non sembra altrettanto
interessato a questi argomenti e a una collaborazione più stretta con i vicini.
La vostra posizione potrebbe aiutare a trovare maggiore disponibilità che in
passato?
Sì, ci troviamo vicini a Cairate, che sarebbe molto bello se insieme noi facesse
da collegamento tra il Parco RTO e il Medio Olona, Ultimamente ho incontrato
meno riluttanza che in passato, ma non voglio entrare nel merito di decisioni
che non mi riguardano. Credo comunque che il Comune capofila avanzi regolarmente
richieste di contatto. Certo, che sarebbe una grande opportunità perchè
diventerebbe veramente un corridoio ambientalista e culturale di un certo
valore. Verrebbe fuori qualche cosa di veramente meritevole.
Conoscendo il suo
personale attaccamento alla Valle Olona, verrebbe da chiedersi come mai la
decisione di aderire al Parco RTO solo in un secondo momento e non all’inizio
del primo mandato. Come mai?
Non siamo entrati subito nel progetto del parco, perchè prima di tutto dovevamo
entrare nella macchina organizzativa comunale. Quando siamo subentrati
all’amministrazione precedente dovevamo imparare prima di tutto a conoscere una
macchina che ancora oggi facciamo fatica a capire a fondo. Per questo, i
progetti a più ampio respiro, come il parco, li abbiamo rimandati al secondo
mandato. L’idea c’era anche prima, ma prima dovevamo prendere coscienza di
quello che avremmo trovato in questa realtà amministrativa e di quelle che ci
stava intorno.