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Gorla Maggiore

Intervista al Sindaco Paolo Albè
L'amministratore, che punta molto sul progetto Greenway, disegna un quadro della situazione della Valle

22 Ottobre 2004

La recente tornata elettorale ha coinvolto praticamente tutte le località nella parte bassa della Valle Olona. Solo in un caso infatti, la scadenza è differita di un anno rispetto alle altre.
Nel contesto di collaborazione tra Sindaci che negli ultimi anni è risultata determinante nella realizzazione di progetti importanti e ambiziosi per la zona, ha quindi assunto particolare importanza Paolo Albè, Sindaco di Gorla Maggiore in carica ancora fino alla prossima estate e chiamato in questi mesi a introdurre i nuovi amministratori in questa insolita, ma efficace, iniziativa.

Dopo le recenti elezioni, come è cambiato il suo ruolo all’interno delle ‘cene dei Sindaci’?
C’è stato in effetti un cambiamento importante a livello istituzionale, ma tutti i candidati che attualmente governano i paesi vicini li conoscevo già ed erano persone con le quali avevo collaborato in precedenza. Non è stato quindi difficile allacciare nuovi rapporti, perchè comunque avevamo già collaborato in passato.

Un’esperienza che prosegue, dunque?
Certo, con i vecchi sindaci si era creato un rapporto che andava oltre gli obblighi di lavoro che ora andrà ricreato con i nuovi arrivati. Questa formula di trovarci in modo informale una volta al mese è l’occasione buona per confrontarci sulle reciproche problematiche e ‘rubare’ la soluzione ai colleghi.
Durante queste cene sono tra l’altro nati in un clima sereno e familiare progetti importanti come quello del PLIS. Riuscivamo sì a parlare meglio dei problemi delle rispettive comunità, ma anche della Valle Olona in genere.

Non vi siete mai trovati frenati dai rispettivi schieramenti politici?
Vorrei proprio sottolineare come in queste situazioni la politica vera e propria non sia mai entrata con forza. Cioè, la politica come la vediamo a livello regionale o statale non è mai stata la legge che ha governato la Valle. Ci siamo sempre trovati estraniandoci dalla tessera politica e dal pensiero, concentrandoci invece sui problemi reali e sulle soluzioni da adottare. In sostanza, abbiamo cercato di fare il bene della Valle Olona indipendentemente dal credo politico del singolo.

Il fatto che praticamente tutte le giunte siano state riconfermate, a prescindere dallo schieramento, può essere un segnale che la strada intrapresa è quella giusta?
Soprattutto nelle realtà piccole come le nostre è vero che il simbolo politico può avere il suo peso, ma il giudizio vero e proprio viene fatto sull’uomo e sulla squadra che deve governare il paese. Credo che sia un punto di forza della nostra zona. Non è il potere a governare, ma il bene comune della nostra comunità.

Quale ritiene sia il risultato più importante di questa collaborazione?
È difficile decidere. Ne sceglierei due. Prima di tutto la riapertura del depuratore di Olgiate con la relativa pulizia ambientale e quindi l’aggregazione dei Comuni sulla Greenway, per i finanziamenti che in questo modo è stato possibile ottenere. Anche perchè non è stato facile accomunare tutti i progetti che ogni singolo Comune portava.

Com’è lo stato di salute attuale della Valle?
È sempre stata poco considerata anche perchè ogni Comune andava per conto suo e non aveva il peso attuale. Esistono progetti importanti, come il SisCoTel in ambito telematico, e altri, come appunto la Greenway, che rappresentano un ottimo biglietto da visita e confermano l’importanza attuale della zona.

Quali sono le prospettive per il futuro?
La Valle Olona è stata per anni un centro tessile e industriale, ma ora le cose sono cambiate. Il progetto della Greenway va nella prospettiva di valorizzare il nostro ambiente. Abbiamo realtà storiche in tutti i Comuni e un fondovalle che possono essere sfruttati in chiave turistica. La vicinanza con Varese e Malpensa è un altro vantaggio. Ma soprattutto l’idea forte è quella di recuperare la Ferrovia della Valmorea, aumenterebbe l’interesse a livello turistico. Certo, è una scommessa forte, ma noi ci crediamo anche perchè potrebbe essere la chiave di un nuovo importante sviluppo economico.

È uno dei due progetti più ambiziosi della zona. Il primo, forse più innediato è la realizzazione della pista ciclabile…
L’idea era quella di sfruttare le tratte transitabili sul fondovalle per unire tutti i comuni e consentire alla gente di scoprire le bellezze naturali della zona. Il progetto di massima esiste, e deve andare avanti, ma i tempi di realizzazione sono ancora incerti. Si tratta però di un’opera che può fermarsi, perchè rappresenta il primo tassello di un progetto che deve andare avanti.

Una buona parte del tragitto è comunque già praticabile senza grossi problemi, avrebbe però bisogno di qualche sistemazione e della segnaletica, non si potrebbe partire da questo in attesa che partano i lavori della ciclabile?
Nel nostro piccolo abbiamo creato una piccola ‘oasi’, pulendo la sede della ferrovia e piantando una serie di alberi sul fondovalle. La gente sembra abbia apprezzato molto. Ogni Comune potrebbe cominciare a fare qualche cosa del genere, e molto importante è il coinvolgimento delle scuole, perchè tramite i bambini si arriva poi alle famiglie. Questa estate la gente ha cominciato a intuire che c’era qualche cosa di nuovo e c’erano moltissime persone che passeggiavano sul fondovalle. Se diamo i giusti strumenti e i giusti stimoli, la gente non è passiva.

L’altro grosso progetto è proprio quello della Ferrovia. A fronte di un grosso lavoro dell’Associazione che ne segue il recupero, spesso però si lamenta una scarsa collaborazione delle amministrazioni, soprattutto a livello divulgativo...
Ho sempre avuto un certo fascino di questa opera. Con un certo spirito di sfida, qualche tempo fa in occasione di un incontro con un direttore generale delle Ferrovie Nord ho sostenuto che, se loro riattivano la linea, io ero pronto a ricostruire la stazione esattamente com’era. Credo che sia un progetto fondamentale: se di fianco alla stazione diamo la possibilità di noleggiare una bicicletta e pensiamo a possibilità come un agriturismo, forse stiamo andando un po’ troppo in là, ma in una logica completa la cosa ha senso.

Croce e delizia di Gorla Maggiore è la discarica...
Siamo ormai in dirittura di arrivo. Abbiamo aperto l’ultimo lotto e ne avremo ancora per pochi anni, dopodichè avremo chiuso il ciclo di trent’anni. Quando si parla di discarica di può dire tutto e il contrario di tutto. Ha servito per anni due province risolvendone i problemi di smaltimento. Il futuro sono ormai inceneritori e termodistruttori, ma anche la discarica attualmente non è puramente passiva: è possibile sfruttarne il biogas. Abbiamo comunque sempre cercato di applicare qualsiasi soluzione in termini di sicurezza ambientale e personale. Attualmente è gestita da una società esterna che ha le necessarie competenze, ma tutto quello che succede e passa lì dentro è gestito dal Comune di Gorla Maggiore.

Per ironia della sorte, proprio i boschi di Gorla Maggiore sono i più colpiti dall’inciviltà di chi abbandona rifiuti per strada...
È un problema del quale sono letteralmente allibito. Ormai tutti i Comuni hanno una piattaforma ecologica ad accesso gratuito che tra l’altro aiuta ad ottenere gli incentivi per la raccolta differenziata. Non riesco a capire cosa porti una persona a rischiare di più, si parla di denunce penali, per andare a scaricare i rifiuti in un bosco. Attualmente non esiste alcun tipo di impedimento nei confronti di una persona che va alla piattaforma ecologica.

Si parla quindi di diversi progetti, ma sembrano tutti a lungo termine. Esiste un risultato che possiamo aspettarci in tempi ragionevoli?
Personalmente, mi aspetto molto dalla Greenway, per tutti gli interventi dal punto di vista industriale, strutturale e ambientale. Per me si tratta di una scommessa vincente anche se purtroppo quando si parla di amministrazioni pubbliche a livello regionale e centrale i tempi sono inevitabilmente lunghi. Resta comunque il progetto che farà decollare la Valle Olona. Non è però da trascurare la politica dei piccoli passi, per realizzare da subito qualche piccola iniziativa.

Un problema sempre più sentito nella zona è il dilagare dell’ambrosia, una pianta che provoca allergie sempre più forti e sempre più diffuse, davanti al quale quasi tutti i comuni danno la sensazioni di non fare abbastanza…
Purtroppo si sta espandendo in maniera dilagante. Certamente abbiamo le nostre responsabilità, ma il problema più grosso è individuare il proprietario di un terreno, operazione che nella macchina burocratica richiede tempi lunghi.

Gorla Maggiore ha un sito Internet originale e gradevole dal punto di vista estetico, ma che, come capita spesso, risulta troppo trascurato...
È nato con l’idea di essere un portale al servizio del cittadino. In effetti mancano i contenuti, ma sembra che ora finalmente abbiamo trovato uno studente universitario disponibile a inserire tutta l’informazione necessaria. Certo, adesso è un contenitore vuoto, ma un Comune come il nostro non può permettersi risorse dedicate e la documentazione esistente è tutta su carta.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz


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