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Valle Olona
Risanamento vittima dei ritardi

La Commissione Europea denuncia mancanze nei lavori di tutela dell'Olona

28 Dicembre 2006
- Certamente, rispetto a dieci anni fa l'Olona ha compiuto importanti passi avanti in termini di qualità delle acque e l'intero ambiente che la circonda ne trae importanti benefici. Cittadini e amministrazioni locali dal canto loro, si sono finalmente resi conto che in fondo alla Valle non scorre un canale di smaltimento dei rifiuti di ogni natura, ma una risorsa che a parere di molti potrebbe addirittura rivelarsi strategica per il futuro economico della zona.

A conferma di ciò, gli esperti ambientali sottolineano un ritrovato vigore nella popolazione di specie animali e vegetali, il ritorno dei pesci e la presenza di volatili da tempo assenti. Le sempre più numerose iniziative che invitano alla riscoperta del territorio inoltre, come per esempio i vari PLIS, la pista ciclopedonale e il recupero della Valmorea, invitano gli abitanti a riscoprire da un punto di vista dimenticato un patrimonio sulla porta di casa.

Di fronte a tanto ritrovato ottimismo non può quindi mancare di destare una certa sorpresa la notizia che, con una sentenza dello scorso 30 novembre, la Commissione Europea lancia un richiamo nei confronti degli amministratori competenti circa i ritardi accumulati nel corso degli anni e che hanno portato a uno stato di degrado del fiume.

Il grido di accusa giunge da un attento lettore al quale non è sfuggita la questione e che rimanda all'indirizzo Web del sito www.ambientediritto.it per consultare per esteso la sentenza nella quale non si risparmiano certo le accuse alle inadempienze italiane.

"Come si potrà notare i tempi "geologici" li abbiamo esportati anche a Bruxelles - si legge nella mail di segnalazione dove il mittente si firma con nome e cognome - All'impianto realizzato e funzionante di Gornate Olona potremo sperare di rivedere (non pescare!!) vaironi, cavedani e magari alborelle nel fiume,ma in che anno? Se invece di investire soldi pubblici nella ormai storica vasca di laminazione di Gurone che purtroppo verrà fatta,con grande soddisfazione degli amministratori provinciali attuali, anzichè ricercare le cause vere delle esondazioni dovute ad opere forse illegittimamente realizzate da varie aziende, con il beneplacito dei Comuni, nell'alveo del fiume avremmo potuto risparmiare i 28 milioni di euro  e dirottarli alla bonifica delle acque del fiume,ai collettamenti, alla pulizia dell'alveo rimuovendo tonnellate di rifiuti depositati nel tempo".

A pagina 5 di un documento redatto dalla Provincia di Milano, d'altra parte, non viene fatto un quadro particolarmente incoraggiante dello stato di salute dei corsi d'acqua che scendono dalle Prealpi verso la pianura lombarda. E il fatto che l'Olona non sia certo quella che se la passa peggio, non può essere certamente motivo di consolazione, vista la valutazione complessiva comunque insufficiente

Il provvedimento della Commissione Europea è naturalmente rivolto allo Stato, ma a chi compete in realtà la responsabilità degli interventi? La risposta arriva puntuale dallo stesso lettore, che si è anche reso disponibile per fornire in futuro ulteriori chiarimenti in merito: "Esiste da svariati anni un piano di risanamento del bacino Olona-Lambro che ha dato scarsi risultati per la farraginosità burocratica e non solo.... Ai tempi della comunicazione alla Corte di Giustizia la competenza era regionale, poi dal 2002 è passata alla Provincia e comunque esiste un organo sovraregionale che è l'Autorità del Bacino del Po. I Sindaci sono responsabili sotto vari aspetti in quanto si contestano gli scarichi urbani, ma ci sono anche quelli industriali !!!
1) urbanistici :concessioni di edificazione senza urbanizzazione primaria ( la depurazione è considerata tale), 
2) edificazioni fatte eseguire sulle sponde del fiume:la legge del 1904 tuttora vigente vietava tali edificazioni; 
3) sanitari : la legge ancora vigente del 1934 pone a carico del sindaco la tutela della salute pubblica".

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz
 

 
 

 

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