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Protezione Civile a rischio smog

Le recenti norme regionali antinquinamento rischiano di lasciare a piedi i volontari

8 Novembre 2006 - Se la proposta della Regione Lombardia sulla qualità dell’aria prendesse forza di legge così come è, molti gruppi di protezione civile e di soccorso rischierebbero di rimanere a piedi.

La proposta, infatti, vieta la circolazione dei mezzi Euro 1 (classe di veicoli cui appartiene la maggior parte dei mezzi in dotazione a quelle organizzazioni) in alcuni casi già a partire dal primo luglio 2007.

Per questo il Gruppo di lavoro della protezione civile in seno all’Unione province lombarde, tramite una lettera del suo coordinatore (l’assessore bresciano Corrado Scolari), ha evidenziato il problema sottoponendolo al presidente della Regione Roberto Formigoni, ai componenti la giunta regionale, al presidente e all’intero consiglio regionale oltre che ai capigruppo dei singoli partiti. «I mezzi in questione – si legge nella lettera - vengono utilizzati per attività di soccorso e saltuariamente per esercitazioni e manutenzioni, quindi molto più di rado rispetto ad un normale automezzo privato. E’ proprio a causa di questo scarso chilometraggio annuo che tali mezzi vengono sostituiti in un lasso di tempo molto più ampio rispetto a quelli ad uso privato”. Da qui l’impossibilità, anche finanziaria, per le organizzazioni di protezione civile e soccorso, di sostituire frequentemente questi mezzi con altri dotati di sistemi anti inquinamento più moderni e efficaci: «Risulta oneroso oltre che poco percorribile per un’organizzazione di volontariato - prosegue la lettera - cambiare il proprio parco automezzi nel giro di pochissimi anni, così come invece avviene per gli automezzi ad uso privato. Questa normativa potrebbe in molti casi paralizzare il lavoro di molte realtà che si occupano di sicurezza collettiva e protezione civile, imponendo modalità di adeguamento fuori dalla portata delle organizzazioni stesse». Due le strade proposte dal gruppo di lavoro dell’Upl indirizzate alla Regione: «Qualora il testo del progetto di legge regionale non dovesse subire modifiche in questo senso, siamo a chiedervi di derogare dall’applicazione delle norme contenute, tutti i mezzi non conformi a quanto scritto e destinati specificamente ad attività di protezione civile ed in genere tutti i mezzi utilizzati per attività di soccorso».

"Resta l’impegno di tutte le province – conclude la lettera - per avviare una campagna di sensibilizzazione nei riguardi delle organizzazioni, affinché, nel corso dei prossimi anni, nel naturale evolversi delle dotazioni a disposizione, i mezzi attuali possano essere sostituiti con mezzi adeguati alle normative in materia ambientale".

"Se il progetto di legge fosse approvato così come è sarebbe un disastro per molte delle nostre organizzazioni - commenta l’assessore provinciale alla Protezione civile, Christian Campiotti -. Questi sono mezzi che si usano meno di una normale vettura e, quindi, hanno una vita di molti anni. Acquistarli costa sacrifici alle organizzazioni ed é impensabile immaginare un ricambio quasi completo per adeguarli alla normativa. E’ indispensabile che questa proposta di legge cambi oppure che vengano inserite deroghe ben definite negli ambiti della protezione civile e del soccorso".

 

 
 

 

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