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Provincia
Un nuovo simbolo, di tutti

Ambisce a coprire l'intero territorio il nuovo gonfalone  provinciale

15 Ottobre
2006 - Il simbolo era quello delle origini quando nel 1927 Varese diventò Provincia, staccando una parte dei territori comunali nell’allora giurisdizione della sottoprefettura di Como. San Vittore a sinistra, “simbolo” del comune di Varese, nuovo capoluogo provinciale. A destra, il Gallo, a rappresentare Gallarate, il mandamento dal quale erano stati staccati i comuni dell’Altomilanese entrati a far parte del nuovo territorio.

Per quasi ottant’anni il Varesotto è stato rappresentato così, negli stemmi, sui gonfaloni, nell’araldica ufficiale, 'dimenticando' Busto Arsizio che la leggenda vuole sia stata penalizzata dall’assurgere al ruolo di capoluogo di provincia per la fredda accoglienza riservata a Mussolini, a differenza dell’entusiasmo manifestato invece a Varese per il Duce del fascismo.

All’appello mancava anche Saronno, l’altro grande polo urbano al confine di tre territori, quello varesino, il comasco e il milanese.

Un debito col passato, con la storia e con la realtà odierna del territorio che Villa Recalcati (sede della Prefettura e della Provincia di Varese) ha 'saldato'. E’ stato il Consiglio provinciale a pagare il conto, accogliendo all’unanimità un progetto che Marco Reguzzoni, che guida dal giugno 2002 la Giunta, porta avanti da qualche mese. nel nuovo stemma della Provincia entrano di diritto anche i simboli delle città di Busto Arsizio e Saronno.

E non è la sola novità. Nel gonfalone di Palazzo, sul retro compariranno infatti anche gli stemmi dei Municipi sedi di Comunità Montane: Luino (Valli del Luinese), Arcisate (Valli del Ceresio), Cadegliano Viconago (Valganna-Valmarchirolo) e Laveno (Valcuvia, nonostante la sede amministrativa della Comunità Montana sia a Cuveglio).

Un modo simbolico certo, ma significativo, di dimostrare l’unità di un territorio come quello varesino attraversato in passato dalla proposta di creazione di una provincia dell’Altomilanese comprendente Busto Arsizio e dalla recente analoga iniziativa che ha lanciato la proposta di Saronno provincia. Un "los von Varese" un "via da Varese" poco sentito. Un’arma smussata dai ripetuti interventi della Provincia che ha stanziato per esempio per la sola Busto Arsizio, 44 milioni di euro per una serie di riqualificazioni di aree da destinare a poli scolastici, scientifici e di ricerca. Villa Recalcati si è impegnata decisamente anche su Saronno, con la costruzione di un nuovo liceo Classico e con la definizione, d’accordo col Comune, della nuove linee di viabilità esterna per alleggerire il traffico di attraversamento della città.

 

 
Un diritto acquisito

La  Provincia, sulla base di quanto stabilito dall’art. 6 – comma 2 – del D. Lgs. 267/2000,    ha diritto di fregiarsi del gonfalone e dello stemma  ad esso attribuito con deliberazione del Consiglio Provinciale, che così lo descrive:

“Scudo sannitico bianco alla croce di rosso (Croce di San Giorgio), riportante nei quattro cantoni i simboli:

  • per Varese,  di San Vittore, (patrono della Città) portante nella destra una bandiera di bianco caricata con croce di rosso sventolante a sinistra e nella sinistra la palma del martirio;

  • per Gallarate, di  un  Gallo ardito di argento, membrato, imbeccato, crestato e barbugliato;

  • per Busto Arsizio, di uno Scudo troncato di rosso e d'argento, a due lettere maiuscole B dell'uno nell'altro alla fiamma di rosso nascente dalla punta dello scudo;

  • per Saronno,  di un Castello d’argento  mattonato in nero con la porta centrale aperta e due torri laterali finestrate, merlate alla guelfa e sormontate da un disco posto tra le due torri.

Lo scudo è fregiato degli ornamenti esteriori di Provincia. Il retro del gonfalone riporterà nella cornice centrale i simboli di quattro Comuni rappresentativi delle Comunità Montane: Arcisate, Cadegliano, Laveno, Luino”.

Il regolamento disciplina le modalità e facoltà d’uso del gonfalone e dello stemma, anche per Associazioni ed Enti.
 

 

 

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