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Provincia Secondo quanto diramato infatti, la Provincia è pronta per indire la gara d’appalto ma, sull’inizio dei lavori, pende un’altra volta una spada di Damocle. La scoperta l’ha fatta l’assessorato all’Ambiente di Villa Recalcati che tra le righe della Finanziaria ha individuato fra gli Enti cancellati il Registro italiano Dighe, quel Registro che in più occasioni ha chiesto spiegazioni e chiarimenti sulla cassa di laminazione, impegnando la Provincia in una serie di modifiche che hanno ritardato ulteriormente l’inizio dei lavori. Ora che con il Rid tutto era stato chiarito, ecco la doccia fredda. Al posto del 'vecchio' Registro spunta un Commissario straordinario, una figura prevista ma non ancora nominata. E, senza Commissario che firmi il 'foglio delle condizioni' non si può indire la gara d’appalto. L’ultimo cavillo è questo 'foglio', un documento che avrebbe dovuto rilasciare il Rid appunto, dopo aver preso visione del progetto finale realizzato dalla Provincia. Niente più di una serie di indicazioni da seguire, una specie di scaletta con le prescrizioni da rispettare nell’esecuzione dei lavori. Niente 'scaletta' niente gara. Poco probabile che da Roma giunga una 'pezza giustificativa', un documento anticipatorio che consenta comunque a Villa Recalcati di avviare le procedure che portino alla gara d’appalto e quindi al nome dell’impresa che costruirà la 'diga' chiamata a regolare le piene dell’Olona. La notizia che ancora una volta c’è uno stop è stata comunicata proprio in questi giorni da Francesco Pintus, assessore all’Ambiente della Provincia che ha presentato il plastico realizzato dalla 'Manufacto' di Barasso e che riproduce in scala l’intera area interessata dai lavori oltre ad evidenziare le zone di spaglio e il 'ciambellone' che proteggerà i Mulini di Gurone. Quanto tempo occorrerà ora perché dal plastico si passi al cantiere? "Noi potremmo partire con l’indizione della gara anche oggi ma manca quel benedetto documento" sintetizza Pintus che non nasconde rabbia ed amarezza per una vicenda che sembrava sul punto di chiudere con le polemiche e i ritardi imposti da una burocrazia asfissiante e che, invece, "torna al punto di partenza. Perché senza la firma del Commissario non si va da nessuna parte. Così dice la legge".
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