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La soluzione al nodo di Vedano

La Provincia prende in mano una situazione da troppo tempo arenata

1 Giugno 2006
- Un viadotto di quasi trecento metri di lunghezza e una piccola galleria sono la chiave di volta per risolvere il problema della circolazione a Ponte di Vedano.

Lo conferma Carlo Baroni, assessore alla Viabilità della Provincia. E’ stata infatti Villa Recalcati a condurre a termine il progetto definitivo per sistemare una volta per tutte l’innesto della tangenziale di Varese sulla strada provinciale che conduce verso gli svincoli per Gazzada e Morazzone ma, soprattutto che collega l’uscita dell’autostrada con la rete viaria ordinaria.

Il “nodo” di Ponte di Vedano è la croce giornaliera di migliaia di pendolari. Lì si incontrano la tangenziale che proviene da Folla di Malnate, la “233” che collega Varese con Tradate, Saronno e Milano, la comunale che da Gurone s’innesta sulla Varesina e, appunto, la provinciale 57 che consente di raggiungere l’autostrada per Milano.

«Stiamo parlando – ricorda Baroni – di un punto critico per la circolazione, frequentato da quasi trentamila veicoli al giorno, molti dei quali sono anche mezzi pesanti. E stiamo parlando – prosegue – di un nodo da riqualificare in fretta, vista anche l’attuale conformazione della sede stradale».

Il nuovo svincolo avrebbe dovuto realizzarlo Società Pedemontana, visto che Ponte di Vedano diventerà - quando sarà realizzato proprio da “Pedemontata” l’ultimo ramo della tangenziale di Varese, il “Gazzada autostrada - valico di Gaggiolo” – il collegamento più diretto fra l’autostrada dei Laghi e il confine svizzero.

I continui rinvii hanno indotto la Provincia a finanziare in gran parte i lavori (costo 11,11 milioni di euro, 4,6 dei quali coperti da un contributo regionale).

La prossima settimana verrà formalizzato l’ultimo passaggio burocratico, l’aggiudicazione definitiva alla società che si è aggiudicata i lavori, la “CCC” (Consorzio Cooperativa Costruttori di Bologna). La “Ccc” avrà come compito quello di approntare entro un mese dalla consegna del cantiere il progetto esecutivo e poi avrà poco più di un anno di tempo (360 giorni lavorativi) per completare l’intervento.

Si tratta di realizzare un tratto di strada la cui parte centrale è un cavalcavia di 262 metri partendo poco dopo l’uscita della galleria sull’attuale ramo di tangenziale di Varese. Il progetto prevede che l’opera passi alle spalle del ristorante “Luisun”. Da qui proseguirà in tunnel per un centinaio di metri scarsi per superare la vecchia cava che s’incontra scendendo da Varese verso Ponte di Vedano dalla “Malcollina”. L’innesto sulla provinciale per Gazzada avverrà con una rotonda settanta-ottanta metri prima della rotatoria inaugurata due anni fa dalla Provincia all’incrocio delle strade per Lozza e Castiglione. Quando Pedemontana realizzerà la Gazzada-Gaggiolo, il bypass voluto dalla Provincia potrà essere portato, se necessario, a quattro corsie (due per ogni senso di marcia) ma Pedemontana dovrà “pagare” debito con Villa Recalcati «o con opere di pari valore o versandoci il dovuto» chiarisce ancora Baroni.

«Dopo il sovrappasso di Mornago, la Provincia s’impegna in prima persona e con propri fondi per risolvere un altro punto critico della viabilità varesotta» è la soddisfatta annotazione di Marco Reguzzoni, presidente della Provincia.
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