| L'idea |
L'album di un anno
Nel messaggio di fine anno del
Sindaco i riconoscimenti a chi si impegna anche nell'interesse del prossimo e fa
del paese un valido esempio
31 Dicembre 2005
E'
tempo di bilanci, non solo a titolo personale, ma anche tra le amministrazioni
della Valle Olona. Tra tutti i Sindaci della zona uno in particolare, l'arch.
Giorgio Volpi primo cittadino di Olgiate Olona, ha deciso di affidare anche al
Web la diffusione del proprio pensiero, che può essere preso come un valido
esempio di professionalità e comunicazione non solo dai cittadino del paese
della bassa Valle, ma di tutti coloro ai quali le tematiche affrontate stanno a
cuore. Di seguito, il teso integrale del messaggio.
Cari concittadini,
colgo l’opportunità delle festività natalizie per continuare il dialogo con Voi, per esprimere delle riflessioni e alcuni pensieri che nascono dall’esperienza vissuta nel corso di quest’anno.
Mi pare opportuno ringraziare tutte le persone impegnate nelle nostre associazioni: di volontariato, sportive, culturali e politiche che dedicano le loro capacità e il loro tempo libero per innalzare il “valore della nostra comunità” nella sua accezione più vasta, così come si occupano di fatti e opere che portano sviluppo, benessere, conforto e solidarietà. Il valore di questa esperienza è supportato da tutte queste persone, così come dai cittadini che portano il loro contributo alla vita comunitaria.
Devo poi ringraziare tutti i collaboratori, sia all’interno della macchina comunale, che all’esterno, come le forze dell’ordine che svolgono quotidianamente con qualificata professionalità e passione il loro compito. Lo stesso dibattito politico-amministrativo, al di là del gioco delle parti, solo in rarissime occasioni si è sottomesso a una visione di carattere propagandistico-elettorale, garantendo nella quasi totalità dei casi un confronto corretto che, grazie al buon senso degli interlocutori, ha portato a uno scambio di opinioni produttivo nell’interesse della comunità.
Questa maturità ha permesso di non emulare il basso profilo e il carattere strumentale del dibattito che avviene quotidianamente a livello nazionale e non solo, i cui protagonisti appaiono spesso lontano dalla realtà e dai veri problemi dei cittadini Se da una parte mi occupo quotidianamente di opere pubbliche e private, persone, coscienze, gioie e sofferenze, dall’altra mi chiedo a chi si debba rispondere delle decisioni assunte e quali siano gli obiettivi più opportuni per guidare la comunità verso una positiva prospettiva per il suo futuro.
Per sottolineare queste considerazioni mi pare opportuno rappresentare tre incontri fra le centinaia che ho avuto nel corso di quest’anno e che ritengo assolutamente significativi per illustrare la complessità delle esperienze vissute:
- il primo è stato l’incontro con una bambina, gravemente ammalata, che con una forza interiore immensa è essa stessa guida positiva e conforto per i propri cari. Una bambina dotata di una forza interiore che va ben oltre i confini della ragione e che grazie a questa forza e alle persone che la circondano e le vogliono bene, sta facendo grandi passi per superare la malattia;
- il secondo è stato l’incontro, nella sala mensa di una fabbrica, con gli operai e le maestranze di una ditta in fase di chiusura con tutte le preoccupazioni di tante famiglie per quanto stava accadendo e l’impegno per offrire loro un futuro. Questo per ricordare l’importanza del lavoro e le tensioni ed i mutamenti che sta portando il cambiamento economico-produttivo in corso nelle nostre zone;
- il terzo riguarda il sorriso e le soddisfazioni di una madre per i progressi di suo figlio –diversamente abile- con tutti gli sforzi, suoi e dell’intera famiglia, ma anche la velatura (una piccola ombra) sul sorriso di quegli occhi, per il futuro di suo figlio quando lei non sarà più al suo fianco.
Ho scelto questi tre momenti di vita, tra i tanti incontri significativi, perché bene racchiudono il senso e l’importanza della famiglia, dei suoi affetti, così come la differenza tra i cosiddetti problemi di tutti i giorni, rispetto a quelli che lo sono veramente. Una certezza ho però maturato che è ben rappresentata da una frase di Pèguy: “Non compie il suo dovere chi fa solo il suo dovere”. Così come non si può svolgere fino in fondo il proprio ruolo senza vera passione. Concludo infine con la valutazione che grazie al livello di convivenza e al modo di valorizzare le sue risorse umane e territoriali, indipendentemente dal colore della pelle, delle convinzioni politiche o della fede religiosa dei suoi cittadini, quale criterio di comunione tra diverse “libertà” positivamente impegnate, Olgiate Olona gode di grande rispetto e viene addirittura per alcuni versi indicata come esempio positivo. Tutto questo ci permette di guardare al futuro all’insegna della fiducia reciproca, della responsabilità e del senso civico.
A tutti voi giungano i più sinceri auguri di buon Natale e felice Anno Nuovo.
Il Sindaco
dr. arch. Giorgio Volpi