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Rifiuti, un problema di tutti
Dalla Provincia, la spinta a chiamare a raccolta tutte le
amministrazioni locali per affrontare la questione
5 Dicembre 2005
Emerge anche in Consiglio provinciale l'intenzione di far finalmente chiarezza sulle politiche di trattamento dei rifiuti, non più solo come problema che riguarda solamente i Comuni che negli ultimi anni stanno pagando la scelta di 'sacrificarsi' per lo smaltimento. Così infatti recita l'ultimo comunicato emesso dalla Provincia.
Un piano largamente discusso, condiviso e che dà indirizzi precisi in linea con la difesa del territorio. Un piano, insomma, eco-compatibile che affronta, senza isterismi e senza false illusioni, il problema dello smaltimento dei rifiuti. E’ il comun denominatore che ha sostenuto, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio, l’intervento del consigliere provinciale Silvano Garbelli.
L’esponente politico riassume così il proprio pensiero: «Questo è un piano che, per la prima volta, impegna tutti i sindaci ad affrontare il tema dei rifiuti. Un problema che in passato è stato risolto da molte amministrazioni pensando solo allo smaltimento, visto che c’era una zona che aveva il compito di smaltire la produzione, inviata in Accam, quindi a Busto o in discarica quindi a Gerenzano poi a Gorla Maggiore. Questo comportamento ha finito col creare un territorio di serie A e uno di serie B. Da oggi questo modo di pensare e di operare cambia. E cambia grazie al nostro piano provinciale rifiuti».
Il piano punta molto sulla differenziata, sulla produzione di combustibile da rifiuto e esclude il ricorso alla termodistruzione. E’ un percorso realistico?
«E’ una scelta coraggiosa e controcorrente che punta alla responsabilizzazione della popolazione. Bisogna mettersi in testa che il problema dei rifiuti tocca tutti noi. Questo piano, spingendo decisamente sulla differenziata con incentivi per chi raggiunge i risultati e maggiori costi per chi non si adegua».
Il piano dice anche, basta
discariche e termodistruttori...
«...per salvaguardare la salute dei nostri concittadini e il nostro territorio.
Questo dimostra quanto sia azzardato sostenere che è solo la sinistra a
difendere valori di eco-compatibilità. Questo governo della Provincia, un
governo di centro-destra ha coniugato perfettamente i due aspetti. Ma quel che
più conta è che la nostra posizione, la posizione della Provincia ha condotto i
sindaci di entrambi gli schieramenti politici a confrontarsi, alcuni sub-ambiti
ad avanzare proposte concrete – penso a quelli del nord o al sub-ambito sud
orientale, quello che comprende Saronno e Tradate. Ciò che mi ha lasciato deluso
invece è la mancanza di iniziativa da parte del bacino Accam: tante riunioni,
proposte zero. Possibilità di confronto e tempi per modificare ciò che si
riteneva non idoneo ce n’è stato. Ma nulla si è fatto».
E’ stato risolto anche il nodo
delle cave dismesse.
«Io e il collega Stefano Calegari avevamo portato in commissione e direttamente
a Reguzzoni la nostra perplessità. Una perplessità che nasceva dal confronto
anche con altri sindaci del Saronnese. Ci si è ritrovati tutti in Provincia.
Abbiamo avuto un confronto serrato ma molto costruttivo. E con il presidente
della Provincia si è giunti alla soluzione che definisce puntualmente le
soluzioni da adottare. Niente discariche in aree che in passato hanno già pagato
un prezzo alto allo smaltimento, finanziamento ai comuni che vorranno acquistare
le cave dismesse per recuperarle in funzione sociale. Ecco perché a nome mio, di
Calegari e di tutti i sindaci dlela zona ho ringraziato Reguzzoni per essere
stato il primo a mettere nero su bianco una serie di impegni. Eravamo stanchi di
sole promesse».
Il piano provinciale è stato
approvato. E ora?
«Ora occorrerà seguirlo, aiutare gli ambiti nelle scelte, incentivarli. Tanto
più che questo piano ha un altro vantaggio. E’ la prima volta che in una lunga
fase di dibattito non si è assistito a turbative di scelte da parte dei privati
e questo è un segnale positivo ed un merito della Giunta che ha gestito questo
piano».