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Solbiate Olona Oltre che come prova valida per il Trofeo Lombardia di ciclocross quest'anno le gare di categoria saranno valide per il titolo provinciale varesino ma, come afferma Emilio Saporiti non senza un velato tono provocatorio, questa non è stata poi un'impresa così ardua: "Nella provincia di Varese siamo rimaste in due società a praticare il ciclocross, quindi non è difficile immaginare che si attribuisca un anno a testa e questa volta tocca a noi". D'altra parte, per via di un calo di interesse nei confronti della disciplina e una sempre più scarsa attenzione anche da parte delle Amministrazioni locali, un ridimensionamento dell'evento rispetto agli anni 'd'oro' è stato inevitabile: "La manifestazione che organizzavamo fino a qualche anno fa prima della pausa - spiega Saporiti - ci veniva a costare allora intorno ai 200 milioni di lire e gli sponsor sono sempre di meno". Già, discorso delicato quello legato agli sponsor, anche in considerazione che tutti coloro (circoli sportivi privati, centri commerciali, ecc.) che negli anni scorsi si erano di volta in volta fatti avanti dichiarando di voler collaborare alla manifestazione sventolando un presunto spirito 'sportivo', alla resa dei conti hanno rivelato di non voler fare altro che sfruttare la visibilità e il nome del ciclocross esclusivamente per il proprio tornaconto, senza preoccuparsi più di tanto delle sorti della manifestazione una volta raggiunto il proprio obiettivo.
Ma il Ciclocross di Solbiate deve fare i conti anche con ostacoli di altra natura. La vicenda dei lavori sulla via Calvi, la strada che scende in Valle, sta diventando una vere e propria odissea, con l'avvio continuamente rimandato e un fondo percorribile con sempre maggiori rischi a causa del manto stradale in condizioni a dir poco precarie. Per via di un deposito di materiale nel Prato del Cotonificio, uno dei passaggi storici e più spettacolari del circuito, che ne occupa una piccola parte, quest'anno l'intero prato non potrà essere incluso nel percorso. "La soluzione c'era perchè abbiamo proposto diverse soluzioni, come per esempio la possibilità di mettere una persona a vigilare nei pressi del deposito di materiale - afferma Emilio Saporiti -, ma mancava la volontà: il Comune e la ditta responsabile dei lavori non hanno voluto sentire ragioni, così ci tocca rinunciare al passaggio nel prato". Senza perdersi d'animo, gli organizzatori hanno però studiato una variante, che dopo il prato della Manifattura Dell'Acqua e il ritorno nella zona del traguardo, costeggia il Cotonificio lungo i binari della Ferrovia della Valmorea per percorrere quindi un tratto di prati nella zona retrostante e ritornare sulla via Calvi in prossimità della scalinata, il vero simbolo del ciclocross. "Alla fine abbiamo preso il divieto come una questione di principio e non abbiamo toccato il prato - sottolinea Emilio Saporiti -: noi siamo stati di parola". Il tracciato in totale misura circa 2.400 metri
Il nuovo tratto non ha
comunque niente da invidiare al percorso 'classico', e tecnicamente non
presenta certo difficoltà inferiori, soprattutto in considerazione del fatto
che si tratta per buona parte di sentieri costantemente in ombra durante
questo periodo e di conseguenza certamente impegnativi per via del fango. Il
problema semmai, come ci viene spiegato, è quello di preservare l'integrità
dell'intera zona dai vandali, dagli incivili che abbandonano ogni sorta di
rifiuto, "solo il mese scorso abbiamo portato in discarica otto sacchi di
immondizie raccolte sul circuito" e dalle moto da cross che contribuiscono a
rovinare in modo irreparabile il fondo delle strade sterrate. Sito ufficiale del Ciclocross di Solbiate
Giuseppe Goglio |
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