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La TSI a rischio blackout
Con l'avvento del digitale terrestre è a
rischio la ricezione del segnale nelle province italiane di confine
10 Ottobre 2005
Sta passando quasi nel silenzio una situazione che potrebbe portare a una piccola ma sgradevole sorpresa nelle case degli abitanti della zona. Tutti coloro che infatti nel corso degli anni hanno imparato ad apprezzare le trasmissioni della Televisione Svizzera Italiana, probabilmente ignorano il fatto che esiste una concreta possibilità che tra non molto tempo il segnale non superi più i confini del Canton Ticino. Con l'avvento del digitale terrestre infatti, cesseranno le trasmissioni in analogico e, al momento, questo significa l'impossibilità di ricevere il canale svizzero nelle province di confine.
Della questione si sta però interessando la Provincia di Varese nell'ambito delle iniziative e degli incontri legati all'Insubria e, anche se al momento non si intravedono concrete possibilità di soluzione del problema, l'interesse a livello istituzionale sembra di buon auspicio.
Qualche giorno fa a Varese nella sede della Provincia c'è stato un incontro, fra il presidente della Regio Insubrica, Marco Reguzzoni, il direttore della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, Remigio Ratti e il Segretario generale della Regio, Roberto E. Forte. L’incontro - che si è svolto a soli tre giorni dal chiaro appello lanciato in favore della TSI da diverse autorità italiane durante i lavori della Comunità di lavoro Regio Insubrica riunitasi in precednza a Varese – aveva lo scopo di valutare possibili soluzioni che consentano di migliorare la ricezione dei programmi della TSI sul territorio italiano dell’Insubria (Province di Varese, Como, Lecco, Verbano Cusio Ossola e Novara) e di garantirla anche dopo il 30 giugno 2006 quando la Televisione spegnerà il segnale analogico terrestre per sostituirlo con la trasmissione digitale.
Durante il cordiale incontro, Reguzzoni, Ratti e Forte hanno definito una 'scaletta' di lavoro per sviluppare una serie di approfondimenti in tempi brevi e presentare con l’autunno inoltrato un ventaglio di proposte operative da promuovere in seno e per il tramite della Regio Insubrica. Il direttore della RTSI ha anche illustrato al presidente della Regio Insubrica i dati sull’ascolto della Televisione svizzera di lingua italiana nelle province italiane di confine che dimostrano una costante fedeltà nel telespettatore italiano e ha ringraziato il Presidente Reguzzoni e tutti i parlamentari italiani che, hanno 'spezzato una lancia' in favore della TSI.
Reguzzoni e Forte hanno poi convenuto con Ratti che su questo importante e sentito tema, la via della cooperazione transfrontaliera, se percorsa con convinzione e coerenza, può essere fonte di importanti risultati a beneficio dell’intera regione transfrontaliera insubrica.
Nel corso della mattinata intanto un gruppo di Granconsiglieri ticinesi (i membri Parlamento del Cantone Ticino) hanno formalizzato un’ interrogazione al Consiglio di Stato (il Governo del Cantone) nella quale chiedono all’esecutivo ticinese un segnale e un appoggio altrettanto forte a quello manifestato dai rappresentanti italiani della Regio a difesa della 'visibilitàì della TSI sul territorio dell’Insubria.