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Notizie dalla Valle Olona |
La storia su un binario morto
I misteriosi silenzi dietro il mancato avvio dei lavori per riaprire una
nuova tratta della Valmorea. E non è questione di soldi
9 Maggio 2005
A
volte sembra che in Italia si scontrino due contrastanti categorie di persone.
Da una parte chi agisce seguendo una passione e trova gratificazione nella
possibilità di mettere a disposizione i frutti del proprio impegno e dall’altra
chi invece insegue un incarico pubblico al fine esclusivo di esercitare il
controllo sugli eventi e le persone.
Questa è una prima amara conclusione che emerge da una breve chiacchierata con un rappresentante dell’associazione che da anni si batte per un recupero della tratta ferroviaria che percorre il fondo della Valle Olona e che da altrettanto tempo si scontra con troppe promesse mancate e assurdi ostacoli di ogni natura contrapposti a troppo pochi amministratori volonterosi.
Come già segnalato, con l’inizio di quest’anno il capolinea italiano della Ferrovia della Valmorea doveva arrivare a Malnate, tappa importante in vista dell’ingresso in Valle Olona ed enorme possibilità in chiave turistica per paesi limitrofi come per esempio Castiglione Olona. Sembrava un percorso tutto in discesa: il progetto approvato, gli stanziamenti pronti e, soprattutto il materiale messo gratuitamente a disposizione dalle ferrovie svizzere tramite il Club San Gottardo, interessato all’opportunità di veicolare verso la nostra zona diverse migliaia di turisti di oltre frontiera attratti dalla possibilità di visitare la zona senza il bisogno dell’automobile.
Dopo che lo stesso assessore Borsani della Provincia di Varese si era addirittura lasciato andare a una stima di fine dei lavori per il 2004, in realtà da parte delle istituzioni regna tuttora il silenzio. Le FNM interpellate più volte non ritengono importante fornire alcun tipo di commento e neppure accettare qualunque tipo di incontro, mentre anche le altre istituzioni non manifestano particolare interesse per la questione.
In una zona profondamente segnata dalla crisi del settore tessile, le possibilità offerte dal territorio per una riqualificazione in chiave turistica sembrano totalmente ignorate. Non si tratta di semplici congetture, sono i fatti a portare a queste conclusioni. Al già citato caso di appalto ‘dimenticato’, si aggiungono diversi fatti: prima di tutto il misterioso comunicato della Regione Lombardia, a nome dell’assessore Beccalossi, che lanciava un progetto regionale di realizzazione di piste ciclabili a scopo turistico, tra cui un fantomatico percorso Parabiago-Mendrisio, sul sedime della Valmorea, quello che l’Associazione ha invece da anni ottenuto di salvaguardare.
La
nuova locomotiva a vapore, rimessa a nuovo grazie a un enorme lavoro del Club
San Gottardo e inaugurata lo scorso autunno, in Italia non può più circolare,
perchè la relativa documentazione prontamente trasmessa al Ministero, non è più
tornata indietro e naturalmente se ne sono perse le tracce.
Stesso destino per i progetti di recupero di diverse e stazioni sul percorso, per cominciare a ricordare agli abitanti della zona la presenza di una importante testimonianza del passato e risorsa per il futuro.
Per non dimenticare del totale disinteresse da parte della maggior parte degli amministratori locali, incapaci di avviare anche le più semplici attività di tutela della tratta, come per esempio la pulizia del tracciato e dei reperti rimasti o la posa di cartelli storico-turistici.
Emblematica la decisione dell’associazione svizzera, che cerca sbocchi turistici nella direzione opposta, puntando apportare i treni oltre Bellinzona, preferendo giustamente alternative meno suggestive ma certe invece di allettanti promesse cadute nel vuoto.
Ma nonostante tutto, coloro che credono veramente nella Valmorea non escludono la possibilità di una decisione quasi provocatoria. Stanno infatti pensando a una soluzione che li permetta di trasportare i binari in diversi punti del tracciato e procedere quindi alla posa e alla sistemazione di quelli esistenti, in modo da ‘preparare’ il percorso e dimostrare che in realtà è questione soprattutto di buona volontà. L’augurio, forse, è che finalmente qualche autorità si faccia avanti per manifestare le perplessità di una tale procedura, così da riuscire finalmente a mettere in luce le responsabilità di una situazione che a grandi passi invece della direzione attesa sta imboccando a grandi passi la via del grottesco.
Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz