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Per una stazione polivalente
Puntuali, arrivano critiche e precisazioni alle dichiarazioni e all'operato dell'Associazione che reclama una stazione in paese

5 Maggio 2005

Avviato come progetto ambizioso e indispensabile alla qualità della vita di una fiorente cittadina del varesotto, l'interramento delle Ferrovie Nord Milano a Castellanza sta scatenando una vera e propria diatriba tra i diversi schieramenti. Non si tratta solamente di un confronto strettamente politico: le iniziative a favore o contro il progetto sostenuto dal Comune generano infatti consensi e malumori tra una popolazione che comincia a guardare più ai contenuti delle mozioni che allo schieramento dal quale viene proposta.

Quanto resti attuale la questione, ora che i lavori di scavo del tunnel sono ancora in fase preparatoria, è confermato dall'interesse manifestato dai diretti interessati. Dopo la recente intervista al Sindaco Ponti, l'associazione Amici della Stazione aveva reclamato uno spazio, prontamente concesso, per spiegare la propria posizione e puntualizzare una serie, a loro giudizio, di affermazioni errate e limiti del progetto.

In attesta di incontrare nei prossimi giorni il Vice Sindaco che ci ha chiesto di poter rispondere a questa serie di accuse, un altra presa di posizione arriva da un'altra voce della stessa forza di maggioranza, della quale riportiamo, il comunicato per esteso, lasciando ai lettori ogni eventuale commento o diritto di replica.

Considerando l'elevato interesse e importanza della questione, da oggi abbiamo inoltre deciso di aprire un forum a disposizione di tutti coloro interessati a dibattere l'argomento restando nei limiti della dialettica.

Questo il comunicato diramato da Città Viva, intitolato in un tono decisamente provocatorio: Gli “Amici della Fermata”:

"Certe mozioni, prima di essere vagliate dal Consiglio Comunale, dovrebbero essere analizzate dall'Antitrust che è competente in materia di "pubblicità ingannevole".
Se leggiamo quella discussa nell’ultimo Consiglio Comunale relativa all’interramento FNM, presentata da Insieme per Castellanza ed Orizzonte, già a partire dal titolo "
richiesta di uno studio di fattibilità per la localizzazione di una stazione nel territorio comunale di Castellanza" viene spontanea una domanda: o le minoranze hanno dimenticato la differenza tra ‘stazione’ e ‘fermata’, oppure giocano ancora sul termine di ‘stazione’ pur di attrarre consensi e raccogliere firme sotto a un quesito populistico. Tale titolo è apparso sui manifesti di convocazione del Consiglio Comunale affissi in tutta la Città, ma quella delle minoranze appare essere solo pubblicità ingannevole: è chiaro a tutti, come ha ammesso nel corso del Consiglio anche a Renato Colombo di Orizzonte, che a Est non ci potrà essere una ‘stazione’ ma al massimo una ‘fermata’.

E dire che la sottile differenza tra ‘stazione’ e ‘fermata’ stava molto a cuore agli ‘Amici della stazione’, almeno fino a pochi giorni fa. Si perché uno dei motivi di avversione all’operato del Sindaco Ponti non era tanto l’ubicazione del nuovo sito, sostitutivo dell’attuale stazione di Castellanza, quanto il fatto che i progetti FNM usano per indicarlo la terminologia di ‘fermata’, un’opera priva cioè della possibilità di modificare l’ordine di passaggio dei treni (cioè di dare la ‘precedenza’) ed eventualmente senza il tradizionale ‘capostazione’.

Dopo mesi di discussione, due perizie e tre riunioni in Commissione Territorio ci sembra assodato che se mai uno studio di fattibilità potrà valutare una possibilità aggiuntiva di prendere il treno, in zona da stabilirsi, per i cittadini di Castellanza e della Valle … si tratterà di una ‘fermata’. No, non è stato lo slogan “Sindaco Ponti, perché non vuoi la Stazione FNM a Castellanza?” scritto a caratteri cubitali sui muri della città nei primi giorni di marzo dagli ‘Amici della stazione’ (altro fulgido esempio di “pubblicità ingannevole” messo in campo da questa associazione sponsorizzata da Insieme e Orizzonte) a sovvertire i termini: il nodo è che su questa tratta che diventa a due binari non serve più una ‘stazione’ come si intendeva cento anni fa. Il nuovo edificio che verrà realizzata tra Busto Arsizio e Castellanza sarà dotato di tre binari (uno per il tram-treno, due per l’incrocio dei treni) e di tutte le strutture utili agli utenti (banchine, panchine, bar, servizi, biglietteria, giornalaio, scale mobili, ascensori, parcheggi) ma non consentirà a un Malpensa Express di superarne un altro o di superare un treno merci. Non è il Sindaco Ponti che non vuole la ‘stazione’, ma sono le FNM che, con due binari a disposizione, possono modificare la logica di esercizio e quindi ritengono assolutamente inutile una ‘stazione’ comunque ubicata a Castellanza potendo comunque contemporaneamente potenziare di molto il servizio.

Ma i problemi non sono solo di termini: l’altro aspetto cruciale su cui le opposizioni continuano a ribadire una posizione che Città Viva non condivide è la fattibilità della ‘fermata’ in zona Via Rescalda (come viene affermato tra i presupposti della mozione), immediatamente all’uscita della galleria profonda. Certo tutto è possibile ma ‘fattibile’ significa rispettare i vincoli realizzativi, economici e di sicurezza: le due relazioni del perito del Comune, Ing. De Toni, escludono questa possibilità ed indicano come unica ubicazione fattibile quella all’estremo confine di Castellanza verso Rescaldina "al termine della galleria artificiale, al km. 29+877, in vicinanza del confine con il comune di Legnano", cioè a poco più di 1 km. dalla successiva ‘fermata’ verso Saronno.

L’enunciato è semplice: realizzare una fermata a 10 metri sotto al livello della campagna ha gli stessi problemi di sicurezza e costi che farla in galleria; meglio puntare su un altro cavallo.

Forse sarebbe meglio concentrarsi sulle indicazioni da promuovere presso il Collegio di Vigilanza, la giusta sede ove i committenti del progetto (Castellanza, Busto Arsizio, Provincia, Regione, Ferrovie Nord, Ferrovie Stato, Ministero Trasporti), possono e devono attivare e discutere gli studi di fattibilità e le scelte sulle modalità di esercizio della tratta Malpensa-Busto-Castellanza-Milano; la giusta sede dove monitorare l’avanzamento dei lavori e costruire il piano evolutivo: la ‘fermata’ di interscambio FNM-Ferrovie dello Stato e il tram-treno. Tali opere consentiranno ai cittadini di Castellanza di raggiungere dal sito della vecchia stazione tutta la rete FS e agli studenti provenienti da tutta la Lombardia e non solo di scendere a Busto-FS per recarsi a Castellanza con i mezzi pubblici. Molto più della vecchia ‘stazione’, senza più passaggi a livello. Non siamo i soli a rammaricarci: ancor prima del Consiglio, la Lega Nord di Marco Sartori si esprimeva così “Ci sentiamo, però, distanti da chi, nei consigli comunali e di fronte all’opinione pubblica, intende radicalizzare una polemica che rischia di vanificare i risultati ottenuti fino ad ora, strumentalizzando il consenso dei cittadini e trascinando ad oltranza una diatriba sterile e di scarso senso pratico.

Volendo ritrovare unione di intenti consigliamo, a chi ieri sera in Consiglio Comunale al termine dell’estenuante dibattito sedeva ancora tra i banchi delle opposizioni, di mutare il nome in ‘Amici della Fermata’ … comprendendo anche le ‘fermate’ del Malpensa Express, le fermate del tramtreno e dei trasporti di superficie, la ‘fermata’ di interscambio tra FNM e FS. E’ questo il futuro della città, è questo per cui ci battiamo".

 Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

 

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