| L'idea |
Cala il sipario sul ciclocross di Solbiate
È un pezzo di
storia che se ne va. Non altrimenti potrebbe essere interpretata la notizia che
questo inverno i prati solbiatesi della Valle Olona non saranno il teatro di
alcuna corsa ciclistica. Dopo che per anni diversi tra i più famosi campioni si
sono confrontati su uno dei percorsi più suggestivi del circuito di ciclocross,
al ritorno della bella stagione mancheranno le immancabile tracce del passaggio
di tutte le categorie di corridori, giovani e professionisti, uomini e donne che
negli anni passati si ritrovavano da queste parti per il classico Ciclocross
della Befana. 
In molti di noi è ancora fresco il ricordo di quando la corsa è addirittura stata prova di Coppa del Mondo e di quando atleti come Chiappucci, Bramati e Pontoni, tanto per citare i più recenti sfidavano gli specialisti del Nord Europa e dell’Est davanti a un pubblico sempre appassionato e pronto a incitare ogni corridore che avesse il coraggio di affrontare quel percorso impegnativo e che spesso neve e fango trasformavano in un banco di prova particolarmente duro.
È anche vero che non si può parlare di fulmine a ciel sereno. Già da qualche anno erano emersi segnali di difficoltà da parte dell’organizzazione ricca di coraggio e dignità, ma che non riusciva a trovare le forze per far quadrare il bilancio, esigenza purtroppo sempre più imprescindibile.
A comunicarci la
notizia, immaginiamo con un dispiacere infinito, è un dirigente del G.S.
Solbiatese, da sempre cuore pulsante dell’evento. A nulla sono serviti i
numerosi tentativi di trovare nuove soluzioni quali l’ingresso a pagamento al
circuito di un evento che faceva della sua popolarità uno dei punti di forza: il
risultato è stata solamente una malinconica emorragia di pubblico, come se fosse
stato bruscamente risvegliato da un sogno. Nemmeno il passaggio dal ciclocross
alla mountain bike e l’apertura alla collaborazione con il Golf Club locale
hanno prodotto effetti positivi: “Giustamente, hanno fatto solamente il loro
interesse” è stato il laconico quanto schietto commento di un portavoce della
Sportiva. Anche a costo di modifiche al percorso classico e gestione delle
cerimonie di presentazione e premiazione trasferite al Club (che non si sa se
stia portando più danni o benefici a Solbiate, ma questo è un altro discorso), i
risultati raggiunti sono stati inferiori alle attese.
Così, quasi sottovoce, l’organizzazione ha deciso di arrendersi, nessuno evidentemente ha ritenuto opportuno intervenire (quando dovrebbero farlo allora le istituzioni che si occupano di sport?), e cala il sipario su un pezzo di storia di Solbiate Olona.
Al momento nulla lascia presagire che in futuro questa ferita verrà rimarginata. Per adesso non possiamo fare altro che rimpiangere l’occasione perduta e ringraziare tutti colori che per anni sono stati in grado di offrirci uno spettacolo entusiasmante. Che servano d’esempio per chi di certe cose se ne occupa di mestiere o per incarico pubblico.