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Biciclette sicure sul Sempione

Investire per rafforzarsi sul mercato senza dimenticare la sicurezza ed il rispetto per l’ambiente. E’ questa la filosofia sposata dalle aziende del sito chimico di Castellanza. Una filosofia che si è tradotta in un impegno preciso che AMI Agrolinz Melamine International Italia srl e Perstorp hanno assunto nei confronti dell’Amministrazione comunale e della cittadinanza di Castellanza. L’impegno è quello di risistemare l’arredo urbano del tratto di via Sempione davanti al sito chimico.

In pratica, AMI Agrolinz Melamine International Italia e Perstorp hanno chiesto al Comune l’autorizzazione ad eseguire una pista ciclabile sul lato di via Sempione dove sorge lo stabilimento chimico con tutte le opere cosiddette complementari quali la creazione di aiuole, la formazione di un attraversamento pedonale a raso con l’installazione di un punto luce a ridosso dello stesso ed inoltre la formazione di rallentatori di velocità a garanzia di una maggior sicurezza dei pedoni. La pista ciclabile dovrebbe partire dal passaggio a livello ed estendersi per circa 600 metri fino al termine della proprietà del sito chimico in direzione Buon Gesù. E’ poi intenzione dell’Amministrazione Comunale proseguire la pista ciclabile per arrivare fino al Buon Gesù al confine con Busto Arsizio.

Le aziende del polo chimico intendono realizzare, sempre a proprie spese, anche un marciapiede su entrambi i lati della carreggiata (lato dello stabilimento e lato del cimitero) così da rendere più agevole il transito dei pedoni. L’intervento riguarda il tratto di via Sempione prospiciente lo stabilimento su entrambi i lati. Il costo totale dell’intervento è stimato in circa € 200.000.

[www.castellanza.org]


Tecnologia e sviluppo: fatti non parole

 Duemilionicinquecentotrentamila euro dall’Unione Europea per finanziare due importanti progetti per lo sviluppo della società dell’informazione. E’ l’importo degli ultimi due contributi che Castellanza ha ottenuto dall’Unione Europea per l’Obiettivo 2 – Asse del Sempione – e che si vanno ad aggiungere a quelli già ricevuti dalla Valle Olona nell’ambito delle richieste avanzate attraverso il Piano Integrato di Sviluppo Locale (P.I.S.L.) che coinvolge i sette Comuni della Valle Olona (Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Marnate, Olgiate Olona, Solbiate Olona e Castellanza).

La notizia del contributo è giunta dalla Regione Lombardia che, con decreto n. 22887 del 23 Dicembre scorso, ha approvato la graduatoria delle domande presentate a valere sulla Misura 2.4 “Sviluppo della società dell'informazione”, destinate ad interventi localizzati in area Obiettivo 2. I due progetti riguardano il progetto per la “REALIZZAZIONE DI UN CAVIDOTTO PER LA POSA DI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ, CON PARTICOLARE RIGUARDO AL CABLAGGIO IN FIBRA OTTICA PER TELECOMUNICAZIONI - DORSALE DI BASE PER L'ASSE VALLE OLONA” che ha ottenuto un finanziamento di € 1.388.516,00, e il progetto per “L'USO RAZIONALE DELL'ENERGIA E POSA DI UNA RETE DI TELERISCALDAMENTO” che ha ottenuto un contributo di € 1.142.296,28.

Nello specifico il primo progetto intende superare la frammentazione amministrativa dei Comuni della Valle Olona avviando iniziative di collaborazione in modo da rapportare la capacità di programmazione ad una realtà territoriale idonea a mettere in moto tutte le potenzialità di un comune sviluppo locale. La realizzazione di un cavidotto con il cablaggio in fibra ottica per l’intera Valle Olona ha come scopo lo sviluppo della competitività del sistema economico territoriale sostenendo i processi di innovazione e l’accrescimento della qualificazione e della dotazione del territorio (in Valle Olona sono circa 56 mila le persone residenti e oltre 400 le aziende con un numero di dipendenti maggiore di 10 unità) ai fini di una più elevata attrattività e competitività delle proprie risorse. Il progetto presentato in Regione e finanziato prevede la realizzazione di una infrastruttura di cavidotti per servizi telematici lunga circa 45 Km che attraversa tutta la Valle Olona da mettere a disposizione degli operatori che vorranno prenderli in affitto per fornire servizi innovativi ad enti, aziende e cittadini.

Il secondo progetto prevede la realizzazione di un sistema di teleriscaldamento, cioè un sistema di riscaldamento centralizzato realizzato recuperando e sfruttando il vapore in eccesso prodotto da impianti industriali. Si basa sulla distribuzione del calore mediante una rete di tubazioni sotterranee lungo le vie cittadine. Il progetto presentato dal Comune di Castellanza e finanziato per quanto concerne lo scavo e la realizzazione dell’alloggiamento, utilizzerà come centrale termica l’impianto di co-generazione già realizzato presso AMGA a Legnano. Obiettivo del progetto è, in primo luogo il riscaldamento degli edifici pubblici con una tecnologia che permette di ridurre i consumi energetici e contenere le emissioni inquinanti.

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Castellanza, tunnel nel 2005?

Potrebbe finalmente sbloccarsi la situazione per la sistemazione della Ferrovia a Castellanza. Secondo quanto riportato dal sito Radio News, infatti, all'inizio del 2005 dovrebbero finalmente partire i lavori per la realizzazione del tunnel  sulla linea Milano-Malpensa. In questo senso si è sbilanciato l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità Massimo Corsaro, a seguito della recente decisione del consiglio di amministrazione di Ferrovie Nord Milano di assegnare i lavori alla seconda impresa classificata, sbloccando di fatto una situazione che si era fatta particolarmente intricata, al punto che il Sindaco stesso di recente si era lasciato andare a un certo pessimismo

Ciò a seguito della risoluzione, da parte della stessa Ferrovie Nord, del contratto d'appalto sottoscritto a gennaio 2003 con la prima impresa aggiudicataria.

Si sono così superate le difficoltà insorte nella fase di redazione del progetto esecutivo, ad oggi non ancora completato, che hanno provocato consistenti ritardi nell'avvio dei lavori.


La Mater Domini si racconta

Lo scorso 20 dicembre l’Istituto Clinico Mater Domini di Castellanza  ha ospitato l’evento celebrativo del suo quarantesimo anno di attività, alla presenza del Presidente dell’Istituto, Bruno Tosi, dell’Amministratore Delegato, Renato Borri, e del Sindaco di Castellanza, Livio Frigoli. Tra i presenti, il Vicepresidente di Mater Domini, Arturo Colombo Bolla, il Cav. Giuseppe Zagarrì nonché gli azionisti dell’Istituto.

Accanto al personale medico ed infermieristico attualmente in attività presso l’Istituto, hanno partecipato numerosi collaboratori degli anni scorsi, che hanno contribuito in ugual misura a costruire la Mater Domini del presente. L’incontro si è aperto con un intervento introduttivo di Renato Borri, che ha voluto ricordare il percorso di crescita dell’Istituto, che attualmente occupa 300 persone, e le ben 49 medaglie di anzianità assegnate negli anni ai collaboratori con più di 20 anni di attività, molti dei quali ancora impegnati in Mater Domini.

Il Sindaco di Castellanza Livio Frigoli ha voluto sottolineare la collaborazione tra il Comune e l’Istituto, riconoscendo a quest’ultimo un’importante funzione sociale nell’area castellanzese e non solo. Inoltre, ha voluto evidenziare l’impegno umano e professionale dei medici ed infermieri di Mater Domini nello svolgimento di funzioni essenziali al benessere fisico ed emotivo dei pazienti.
Il presidente Bruno Tosi ha quindi consegnato a due medici e un’ausiliaria le tre medaglie di anzianità del 2003 e ha ricordato il processo di fondazione dell’Istituto ad opera del gruppo di imprenditori varesini Antonio Aspesi, Ambrogio Borri, Dante Cavaiani, Carlo Genellina, Pietro Labadini, Cesare Rampinini e Bruno Tosi stesso.

Alberto Brambilla, autore del libro “Per i quaranta anni di Mater Domini”, ha narrato la genesi del volume, spiegando il difficile processo di raccolta di informazioni giornalistiche e soffermandosi sulle memorie del prof. Grampa, primo ideatore dell’Istituto, che lo hanno grandemente aiutato nella stesura.
Sono stati vissuti momenti di ilarità, ma anche di commozione, durante gli interventi di tre fra i medici professionalmente “più anziani” di Mater Domini, il dr. Francesco d’Errico, il dr. Mario Bassi e il dr. Emilio Beviglia, che hanno rievocato persone, aneddoti ed esperienze vissute in Istituto nel corso di questi primi quaranta anni.
A sorpresa, i tre medici hanno poi consegnato a Bruno Tosi una targa celebrativa quale simbolico ringraziamento per la sua attività di Presidente, guida, ed anche amico.

“Per i 40 anni della Mater Domini”: un libro per ricordare e celebrare
Con questo libro l’Istituto ha voluto ricordare i momenti fondamentali della propria storia, mettendo il pubblico contemporaneo a conoscenza delle vicende umane e professionali di coloro che ne sono stati protagonisti.
Così come racconta lo stesso autore, in assenza di un archivio storico e di una documentazione giornalistica la stesura del volume non è stata semplice. Fin dalle sue origini, la Mater Domini è stata impegnata in un processo di sviluppo e crescita delle competenze, in una continua corsa verso il proprio futuro. Per questo, il compito stimolante di Brambilla è stato quello di scrivere un libro partendo da semplici frammenti di memoria, che solo successivamente hanno attivato un lungo lavoro di ricerca giornalistica.
La situazione politica ed economica dell’inizio degli anni ’60, il tessuto sociale e l’offerta sanitaria di quell’epoca sul territorio varesotto, la volontà del dr. Bruno Grampa, singolare figura di medico ed umanista bustocco, di creare una nuova realtà ospedaliera e la sua ricerca di imprenditori pronti a rischiare per realizzare un sogno: questi i primi fatti storici, fino ad oggi dispersi nella memoria collettiva dei protagonisti, alle origini della fondazione della Mater Domini.
La trasformazione dell’offerta sanitaria dell’Istituto che ha segnato lo sviluppo di alcune specialità, i lavori di ammodernamento ed ampliamento architettonico della struttura originaria nonchè l’importante progetto della “nuova” Mater Domini, che vedrà la luce nel giro dei prossimi due anni, sono invece le storie di oggi.

Parte il progetto "S3I" per l'animazione economica.
Tra i Comuni coinvolti, anche Castellanza e Gorla Maggiore

Si chiama ”S3I” ed è un progetto che ha uno scopo accattivante: realizzare un’animazione economica in aree industriali della provincia di Varese e di Milano in fase di riconversione (quelle, per intenderci, comprese dal cosiddetto “obiettivo 2”).
I soggetti coinvolti sono numerosi: API-Varese, API-Milano, ACAI di Varese, INPS (sede di Varese), comuni di Castellanza, di Castelveccana, di Gorla Maggiore e di Luino.
La regia e i finanziamenti sono della regione Lombardia e il coordinamento operativo è affidato ad API-Varese, con la consulenza tecnica della Concurrent Engineering Consulting.  La sigla “S3I” sta per: Sviluppo e Servizi nella Società dell’Informazione.
E’ la prima volta in assoluto, almeno per la provincia di Varese, che soggetti privati (Associazioni imprenditoriali e piccole imprese), enti locali (i comuni citati prima) ed organizzazioni pubbliche (INPS di Varese) interagiscono fra loro, facendo sistema, per alzare il livello competitivo del tessuto produttivo locale, sfruttando fino in fondo le opportunità racchiuse dalle nuove tecnologie informatiche.
I contenuti del progetto “S3I” rappresentano anche altrettanti traguardi da raggiungere per il rilancio delle aree industriali dell’Altomilanese, del Bustese e del Luinese: puntare sull’innovazione delle strategie operative e delle organizzazioni interne delle piccole e medie industrie operanti in quelle stesse aree per sciogliere quei nodi critici che oggi più di ieri – in una fase di concorrenza internazionale particolarmente agguerrita – ostacolano lo sviluppo e la crescita occupazionale.
Dall’e-commerce all’abbattimento delle barriere burocratiche nel rapporto fra impresa e comune, piuttosto che fra impresa e organizzazioni pubbliche; dalla realizzazione di reti informatiche fra diversi operatori economici agli studi di mercato per individuare nicchie produttive di eccellenza: queste sono alcune delle opportunità che le tecnologie informatiche, se adeguatamente utilizzate, possono offrire.
“I nostri sforzi – spiega Enrico Ottolini direttore di API-Varese, l’Associazione capofila del progetto che ne che coordinerà lo svolgimento –, con la stretta collaborazione degli altri partner ovviamente, punteranno alla realizzazione di un vero e proprio sistema fra pubblico e privato mediante il quale aggredire i problemi innescati dall’allargamento del mercato e dalla necessità di innovare costantemente per essere competitivi. Le piccole e medie imprese possono ambire al ruolo di protagoniste, l’importante è che esaltino le loro individualità in un logica di gruppo, di squadra vincente”.

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La Greenway è realtà

Centotremilaottocentoquaranta euro per la realizzazione della proposta di Programma Integrato di Sviluppo Locale (P.I.S.L.) presentata dai sette Comuni della Valle Olona (Castellanza, Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Marnate, Olgiate Olona, Solbiate Olona).
E’ quanto ha concesso la Regione Lombardia per il sostegno al programma “La Greenway del Medio Olona: un percorso di iniziative finalizzate allo sviluppo sostenibile della regione fluviale” a valere sulla Misura 2.5 del DocUp Obiettivo 2.
Il contributo ottenuto andrà a coprire le spese amministrative e di consulenza per la predisposizione e l’attuazione del Programma Integrato di Sviluppo Locale e servirà per proseguire nell’attuazione del modello di PISL – approvato in via definitiva dalle Amministrazioni interessate nel corso del mese di Luglio.

La stesura del PISL è realizzata da un Gruppo di Lavoro, istituito presso il Centro Servizi per l’Impresa ed il Lavoro (Ce.S.I.L.) di Castellanza, che si avvale di qualificati consulenti, tra i quali lo Studio Associato Ingegneria Architettura e Urbanistica Mazzucchelli-Pozzi di Morazzone che ha coordinato e guidato i lavori, oltre che dell’apporto del Centro di Ricerca per lo Sviluppo del Territorio (Ce.R.S.T.) della LIUC – Università Cattaneo.

Come si ricorderà, un anno fa sette Amministrazioni locali – con capofila Castellanza – rientranti nella zonizzazione Obiettivo 2 nell’ambito della programmazione 2000-2006, strinsero un patto per giungere a coordinare la loro attività di programmazione dello sviluppo territoriale ed ambientale presentando una proposta unitaria di PISL: Programma Integrato di Sviluppo Locale.
Si trattava di una tappa di un processo iniziato un anno prima (nel 2001) quando le sette Amministrazioni della Valle Olona decisero di lavorare congiuntamente per quello che venne definito “Greenway del Medio Olona: un percorso innovativo per l’attuazione di uno sviluppo sostenibile della regione fluviale”. Un modello di sviluppo locale, ampiamente sperimentato nella realtà europea, che puntava ad una riqualificazione delle risorse ambientali e culturali del territorio.

Lo scorso mese di Novembre i sette Comuni presentarono domanda alla Regione Lombardia per ottenere il sostegno finanziario per la redazione della proposta di PISL e delle relative analisi ed approfondimenti sul sistema ambientale e socioeconomico, a valere sulla misura 2.5 dell’Obiettivo 2.

Oggi, a distanza di dieci mesi, la Regione ha concesso il contributo richiesto (pari all’80% del costo totale del progetto) di 103.840,00 euro. Un finanziamento che va ad aggiungersi a quelli già ricevuti dai singoli Comuni della Valle Olona a seguito delle domande presentate per progetti specifici lo scorso mese di Novembre per ottenere i fondi stanziati dall’Unione Europea per l’Obiettivo 2 – Asse del Sempione (domande che hanno finora portato oltre 3.400.000 euro nelle casse delle Amministrazioni Comunali della Valle Olona).

Il modello di PISL finanziato si basa sul motto “Project to Protect”: e cioè, “Progettare per Proteggere”.

- Progettare riacquistando la consapevolezza che la sostenibilità dello sviluppo del sistema economico possa essere intesa quale processo a “somma positiva”, superando la posizione di chi ritiene che se da qualche arte si vince, qualcuno deve perdere.
- Proteggere soprattutto dalla nostra indifferenza, dalla nostra inerzia ad assumere atteggiamenti positivi di fronte ad un degrado diffuso e apparentemente irreversibile.
Un Programma Integrato di Sviluppo Locale che, illustrando il complesso di azioni intersettoriali e tra loro correlate finalizzate al perseguimento di un nuovo percorso di sviluppo del territorio e del sistema economico ed ambientale, va, dunque, inteso come manifesto delle intenzioni dei sette Comuni della Valle Olona.

Manifesto attraverso il quale i primi cittadini della Valle Olona - LIVIO FRIGOLI, Sindaco di Castellanza, FEDERICO SIMONELLI, Sindaco di Fagnano Olona, PAOLO ALBÈ, Sindaco di Gorla Maggiore, BRUNO NICOLA, Sindaco di Gorla Minore, CARLO CHIERICHETTI, Sindaco di Marnate,
VALERIO MOLA, Sindaco di Olgiate Olona, ANTONELLO COLOMBO, Sindaco di Solbiate Olona - hanno acquisito consapevolezza che lo sviluppo della Valle presuppone un protagonismo attivo da parte delle istituzioni e delle forze sociali attraverso la “capacità di fare sistema” come punto di partenza per una piena valorizzazione del sistema locale.

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