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Valle Olona

Uno sbuffo di speranza

28 Settembre 2004

Sono esattamente le ore 14.33 di una soleggiata domenica di fine settembre quando, con la precisione proverbiale di un orologio svizzero, dai boschi circostanti proviene un fischio che fende un’aria insolitamente leggera e annuncia l’arrivo di un treno. Pochi secondi dopo, tra la vegetazione, ecco sopraggiungere con passo tranquillo il locomotore accompagnato da una vistosa colonna di fumo.

Non si tratta però di un convoglio con problemi meccanici in rotta verso un centro di manutenzione. Questa volta sia il fumo sia la velocità moderata sono del tutto giustificati: si tratta infatti del treno della Valmorea, che dopo aver percorso la prima parte ripristinata del suo tracciato originale, fa il suo ingresso nella stazione italiana di Rodero-Valmorea.

Grazie all’opera instancabile degli appassionati dell’associazione Amici della Valmorea e all’impegno dei volontari del Club San Gottardo con sede oltre confine, da qualche tempo la ferrovia storica ha potuto riprendere a vivere. Attualmente è attiva la tratta Mendrisio-Cantello, ma già dalla prossima primavera il capolinea potrebbe essere spostato fino a Malnate, alle porte della Valle Olona, dove la giunta comunale di Castiglione Olona sta lavorando alacremente già da qualche tempo per riaprire una delle stazioni simbolo di questa direttrice su ferro.

“L’arrivo a Malnate segnerà la conclusione della prima tappa nella fase di recupero della Ferrovia della Valmorea – afferma Marco Baroni, responsabile dell’omonima associazione -. Dopodiché si prospetta un obiettivo più impegnativo per arrivare a Castiglione e proseguire in direzione di Castellanza”.

Riponendo per il momento nel cassetto i sogni di riuscire un giorno a ripercorrere l’intero tragitto originale, nei giorni scorsi la Ferrovia della Valmorea ha vissuto una giornata importante. In concomitanza con una tre giorni di festa a Mendrisio, ha infatti ritrovato la via dei binari la seconda locomotiva a vapore Tingerli, completamente ristrutturata e riportata in piena efficienza. Nella cornice di un evento che in Canton Ticino ha richiamato una grande folla, sul primo binario della stazione ferroviaria facevano bella mostra anche una serie di vagoni passeggeri e ristorante tirati a lucido e pronti per offrire ai turisti nuove emozioni.

Il risalto che l’ente turistico di Mendrisio ha dato all’evento ha fatto sì che nelle giornate di sabato e domenica siano stati numerosi i passeggeri che hanno voluto assaporare i piaceri di un viaggio in treno lungo un tracciato alternativo agli abituali percorsi stradali e in uno scenario naturalistico tutto da riscoprire. Partendo indifferentemente dalla località svizzera piuttosto che da Valmorea, per circa trenta minuti è stato possibile vivere questa insolita esperienza, con i forti sbuffi della locomotiva che preannunciano la partenza, le nuvole di fumo e vapore che non risparmiano i vagoni passeggeri e il tranquillo sferragliare del convoglio che lentamente si addentra nella vegetazione. Suscita una certa emozione il passaggio di confine, dove le rispettive guardie osservano compiacenti il lento transitare del treno attraverso il cancello di Stabio, riaperto pochi anni fa con una cerimonia ufficiale. Tra un fischio, uno sbuffo e un insolito rallentamento all’approssimarsi degli incroci, si giunge quindi a destinazione, con la sensazione di aver vissuto un’esperienza non solo diversa, ma particolarmente entusiasmante, un qualche cosa che lascia un forte desiderio di tornare e scoprire al più presto di poter coprire con il treno della Valmorea una tratta più lunga.

Per chi abita nella Valle Olona è ormai un’abitudine imbattersi in questi binari da tempo dismessi. Anche chi non può ricordare i tempi in cui da Castellanza partiva un servizio regolare, numerose sono le testimonianze di questa opera. Dai binari che attraversano diversi incroci sul fondovalle, a tratti di rotaie ancora visibili ai lati delle strade, fino ai numerosi caselli, alla segnaletica sopravvissuta al tempo e a tracce di binari che è possibile incontrare in mezzo a boschi.

Per quella che potrebbe rappresentare un’importante opportunità di rilancio in chiave turistica, in una zona dove gli effetti della fine dell’attività industriale sono ancora evidenti, c’è però da rilevare una pesante assenza delle istituzioni locali.

A parte una serie di dichiarazioni ufficiali purtroppo senza seguito, dai Comuni interessati emerge ancora troppo disinteresse a investire nel recupero della Ferrovia. L’opera, che si presenta inevitabilmente impegnativa, richiede la collaborazione di tutti i paesi lungo il tracciato, ma sulla base dell’interesse riscontrato in queste prime stagioni sembra facile concludere che si tratterebbe di tempo e denaro spesi bene.

Ciò che invece si può rimproverare da subito è la scarsa visibilità che viene data all’iniziativa, decisamente ridotta rispetto alla risposta manifestata dai turisti. La distribuzione su più comuni delle competenze rende infatti indispensabile una collaborazione che al momento appare ancora precaria, con nessun Sindaco che sembra intenzionato a muovere i primi passi o ad assumersi per primo un certo impegno.

Se nei luoghi di transito della Ferrovia della Valmorea non viene dato alcun risalto alla possibilità di ripercorrerne una parte, nel paese stesso di Valmorea non è addirittura visibile alcuna traccia della presenza della stazione, ammesso che non si voglia considerare come tale un cartello “stazione” collocato in prossimità dell’ultimo bivio sul fondovalle.

Per valorizzare la ferrovia, i cui benefici sulle economie locali potrebbero non essere così risibili, basterebbe poco: qualche pannello turistico-informativo sulle strade, materiale informativo presso gli uffici comunali e le Pro-loco e, magari, un po’ più di attenzione da parte dell’informazione, locale e regionale.

Nel frattempo, la Valmorea aspetta e si accontenta di regalare qualche pomeriggio piacevole a chi ha la fortuna di scoprire questi appuntamenti, ma non è possibile chiedere alle associazioni di continuare a sostenere a oltranza il peso dell’iniziativa.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz


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