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Valle Olona
I soldi per la depurazione sono dell'Olona, chi non paga ne dovrà rispondere
I mancati trasferimenti, che di fatto bloccano i lavori, inducono gli Amici dell'Olona a presentare un esposto alla Corte dei Conti

15 Marzo 2017 - Prima ancora della qualità delle acque, secondo quanto emerge guardando ai fatti degli ultimi anni lungo l'intero asse del fiume, il vero problema dell'Olona sono le Amministrazioni competenti. Buona parte della situazione attuale è infatti frutto di una prolungata miscela tra tolleranza, miopia, timore decisionale e indisponibilità al coordinamento, condite da una buona dose di indifferenza (o, nella migliore delle ipotesi, non sufficiente attenzione). Il risultato, è sotto gli occhi e sotto il naso di tutti.

Per fortuna dell'Olona, ora c'è anche un rovescio della medaglia. Una sensibilità popolare alta a diffusa come mai in precedenza, intenzionata fino all'ultimo per rompere quel muro di omertà e routine consolidata nella Pubblica Amministrazione. Se per anni infatti, troppi Enti hanno agito indisturbati senza rispondere del proprio operato, ora la situazione potrebbe cambiare, sotto un incalzare spontaneo con tutto da guadagnare e poco da perdere, almeno guardando allo stato attuale delle acque.

Il punto più delicato della situazione attuale resta il mancato versamento da parte di tanti Comuni delle addizionali sulla bolletta dell'acqua destinate alla depurazione. Soldi incassati da Comuni o relative società servizi ma spesso mai girati ai legittimi destinatari. In concreto, si parla di diversi milioni di euro, una cifra abbastanza importante dapoter avviare il fondamentale ammodernamento dei depuratori. Su tutti si distingue Agesp, la società controllata al 99% dal Comune di Busto Arsizio e la rimanente suddivisa tra i Comuni di Fagnano Olona, Gorla Minore, Castellanza, Marnate, Olgiate Olona e Dairago. Si parla di una cifra superiore a 4 milioni di euro.

Sollecitato più volte dal Comitato Amici dell'Olona, il Comune di Busto Arsizio non ha trovato di meglio che subordinare l'adempimento del proprio dovere all'accettazione da parte di Alfa e di ATO (gli attuali responsabili della gestione dei servizi idrici locali) del corrispettivo previsto per la cessione del ramo di azienda. In pratica, invece di restituire quanto non legittimamente trattenuto, si prova a imporre per delibera l'acquisto di una quota Agesp.

Delicata anche la situazione di Saronno. Qua, l'ammissione del debito esiste. Il problema, è l'arbitraria decisione di provvedere a quanto dovuto in 40 mesi, senza mettere in conto alcuna forma di interesse.

Qualche tempo fa, forse tutto questo sarebbe risultato abbastanza esasperante per riuscire a lasciar cadere il discorso, puntando a prendere per sfinimento anche i più agguerriti sostenitori della trasparenza. Oggi però, la situazione è diversa. Sotto la spinta di oltre undicimila Amici dell'Olona il Presidente Franco Brumana può contare su un pieno appoggio per non abbandonare la sfida per la giustizia. Con la perfetta conoscenza delle procedure e della scala gerarchica proprie di un avvocato di lungo corso, incassata l'indifferenza dei diretti responsabili, non resta che rivolgersi a un livello superiore.

Nei giorni scorsi alla Procura della Corte dei Conti della Lombardia è stato ufficialmente presentato un esposto relativo alla illegale ritenzione dei fondi per il Piano Stralcio. In pratica, un invito alle autorità per richiamare al proprio dovere i responsabili del mancato adempimento. I punti salienti del documento non esitano a indicare come "la mancanza dei versamenti comporti il perdurare dell'inquinamento del fiume" e come "la mancata corresponsione degli accantonamenti, trattenuti indebitamente, nonostante le ripetute diffide, lasci presupporre che i Comuni e le società dei servizi non siano in grado di versare queste somme perché le avrebbero distratte". Inoltre, "sussiste un evidente danno erariale, non solo per gli interessi che l'Ufficio d'Ambito non ha potuto percepire, ma anche sotto altri aspetti perché da questa condotta deriva una diminuzione delle risorse indispensabili per le opere di depurazione che comporta la compromissione di valori patrimoniali ed immateriali".

Gettato il sasso, senza voltare le spalle, l'augurio è ora di veder accolta la richieste in tempi brevi e vedere avviate le indagini e gli approfondimenti del caso, come espressamente indicato nell'esposto. In ogni caso, una storia destinata a continuare ancora parecchio tempo, almeno fino a quando undicimila e passa paladini dell'Olona non vedranno il malcapitato fiume ottenere un minimo di giustizia

 

 

 

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