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La rivoluzione delle strade regionali porterà via, forse, il pedaggio in tangenziale
Nell'accordo tra Regione, Anas e Province anche il passaggio di una parte di Pedemontana, anche se bisognerà attendere

13 Marzo 2017 - Le difficoltà economiche della Provincia di Varese, come quelle di tutte le Province a seguito della riforma Delrio, sono ormai note da tempo. Altrettanto noto è quanto pesi nel bilancio di un'Amministrazione locale la manutenzione stradale. Non può quindi fare a meno di trovare largo consenso la decisione di Regione Lombardia di creare quella definita Rete stradale lombarda. In cifre 1.590 chilometri di strade di cui 740 km regionali e 850 di strade statali.

A beneficiare dell'iniziativa in modo particolare, i potenziali utenti di una parte di Pedemontana. Nell'accordo rientrano infatti anche le tangenziali di Varese e Come. Di conseguenza, destinato a scomparire il tanto contestato pedaggio su questi tratti, decisamente sotto utilizzati proprio per questa ragione. Una cosa però va chiarita subito. Al momento non cambia nulla, si tratta solo di un protocollo i cui tempi di messa in pratica sono ancora tutti da capire.

"Regione, Province e Anas hanno collaborato molto intensamente per affrontare i problemi che riguardano la nostra rete viaria, arrivando a questo protocollo - afferma Roberto Maroni, Presidente di Regione Lombardia -. L'attuale rete stradale provinciale lombarda conta oltre 10mila chilometri. Le Province non hanno le risorse necessarie per gestirle in maniera adeguata. Per questo attraverso il nuovo modello 740 km andranno a costituire la 'nuova rete regionale', diventeranno cioè strade regionali. A questi si aggiungeranno altri 850 km della 'nuova rete statale', cioè di interesse nazionale, che saranno assunte in carico da Anas".

La Nuova rete stradale lombarda sarà gestita da una società partecipata da Anas e da Regione Lombardia, aperta anche al coinvolgimento delle Province. Nei tre mesi successivi alla firma, cioè entro giugno, le parti si impegnano a raccogliere eventuali proposte e osservazioni da parte degli Enti locali e degli stakeholder regionali sulla rete stradale oggetto del protocollo.

"Nell'accordo è sottolineato come le parti convengano di studiare un modello di governance del veicolo societario unico - riprende Maroni -, che attribuisca ruoli strategici e gestionali a Regione e Anas in modo equilibrato e rispettoso delle esigenze del territorio lombardo, con deleghe operative assegnate coerentemente con l'assetto societario e con l'approvazione del piano industriale da parte dell'assemblea all'unanimità".

Entro un mese dalla firma sarà varato un apposito gruppo di lavoro fra Regione Lombardia, Anas e Province, per definire il veicolo societario unico, cioè il soggetto che dovrà gestire la nuova rete stradale lombarda, con le risorse necessarie aggiuntive rispetto all'attuale piano Anas sulle strade statali della Lombardia. Entro la fine del 2017, come previsto dal testo dell'accordo, le parti concordano sull'obiettivo di giungere all'operatività del nuovo assetto di gestione della rete.

Oltre alla tangenziale di Varese, in provinciale strade interessate sono la SP ex SS 527 Bustese, la SP ex SS 233 Varesina e la SP1 del Chiostro di Voltorre.

Resta ancora un punto importante da chiarire. Attualmente, la tangenziale, e relativo pedaggio, sono proprietà di Pedemontana. Difficilmente la società già in costanti cattive acque finanziarie cederà a buon mercato le tratte alla Regione. D'altra parte, i fondi ricavati potrebbero rivelarsi decisivi per sbloccare l'avanzamento del progetto oltre l'attuale fine di Cermenate. In pratica, qualcosa di molto vicino a un finanziamento pubblico neppure tanto occulto, dal quale aspettarsi una nuova potenziale ondata di discussioni.

 

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