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Valle Olona
A pochi passi dalla Valle si muove il Patto per l'Olona
L'alto Milanese, dimostra di voler passare ai fatti in tempo per Expo

26 Agosto 2013 - Dai paesi lungo l'asse dell'Olona nella zona dell'Alto milanese arriva un ottimo esempio di come affrontare uniti la dura sfida di tutelare il territorio e restituirlo alla popolazione intenzionata a conservarlo. Di recente presso la sala consiliare della Città di Parabiago è stato sottoscritto il Patto per l'Olona che ha visto l'adesione di cinque Amministrazioni comunali, sedici partner e sette proprietari. Questo accordo costituisce il punto di arrivo di un percorso articolato che ha visto come principale protagonista il Parco dei Mulini e come soggetti propulsori i Comuni che ne fanno parte (Legnano, Canegrate, Parabiago, S.Vittore Olona, Nerviano) arricchiti dalla presenza di numerose associazioni strutturatisi come partner tra le quali è d'obbligo ricordare il Consorzio del Fiume Olona e il Distretto Agricolo della Valle del Fiume Olona, da sempre vicini alle problematiche di questo nostro territorio nonché dalla partecipazione di alcuni soggetti privati i cui terreni di proprietà possiedono una valenza da non trascurare in considerazione della loro posizione strategica dal punto di vista geografico.

Coordinato con passione e competenza da Raul Dal Santo, questo importante progetto rappresenta, innanzitutto, una magna carta di impegni condivisi e, in seconda battuta ma non per minore importanza di contenuto, uno strumento per poter accedere ad ulteriori finanziamenti e per portare le istanze del territorio (…) alle Istituzioni competenti (La Prealpina – giugno 2013).

Dal punto di vista temporale vede la luce nel contesto di Expo 2015 e fin dalla sua nascita l'intenzione è quella di sviluppare sinergie con Regione Lombardia nell'ambito del Contratto di Fiume, aspirando nel contempo a essere interlocutore appassionato nei numerosi tavoli di contrattazione oggi presenti sul territorio. Costituisce, in buona sostanza, lo sviluppo di più di un'idea originaria che, nata all'interno del Parco dei Mulini con i progetti Mappare il Parco e Dalla mappa del Parco alla realizzazioni delle Reti, rappresenta rispetto a essi "un significativo passo in avanti, da una fase programmatica ad una pragmatica per poter indirizzare l'azione di ognuno (…) verso gli obiettivi condivisi" (Manifesto di presentazione del "Patto per l'Olona" – 4 giugno 2013).

Ci si riferisce praticamente a quel complesso di idee che, facendo leva e recuperando dal cassetto della memoria il concetto di cittadinanza responsabile, sono riuscite, con la loro energia innovativa, a mobilitare le coscienze di quanti hanno a cuore il destino del nostro territorio, portandoli a "riflettere sul patrimonio comune" e a riconoscere, da una parte, "negli elementi naturali e culturali, materiali e immateriali riportati sulla mappa di Comunità del Parco dei Mulini il patrimonio comune da custodire, migliorare ed utilizzare per un futuro sostenibile delle nostre comunità" e, dall'altra, ad identificare "nel fiume Olona l'elemento patrimoniale chiave (…)" (Manifesto di presentazione del "Patto per l'Olona" – 4 giugno 2013).

Il Protocollo qui descritto attraverso le linee che l'hanno ispirato risulta costituito da due parti di cui la prima rappresenta una vera e propria dichiarazione d'intenti circa i passaggi che ciascun firmatario si impegna ad effettuare nel rispetto delle competenze individuali riguardo alle tematiche analizzate, mentre la seconda contiene alcuni progetti di massima che, nati da un momento di condivisione fra i partecipanti, potrebbero essere attuati in avvenire.

Tralasciando, per ora quest'ultimo aspetto, vorremmo completare questa semplice illustrazione sottolineando i temi che il progetto prevede di toccare. Sono numerosi, assai diversificati per contenuto e comprendono quattri aspetti riguardanti la garanzia di una maggiore sicurezza e pulizia, la gestione del tempo libero e la valorizzazione della cultura del territorio, una maggiore vicinanza alla natura e all'agricoltura locale e un'attenzione più corposa alle problematiche energetiche di nuova generazione ed il ricorso progressivo ad una mobilità più efficace.

Se nel capitolo riguardante la sicurezza e la pulizia è inserito un impegno prioritario che possa garantire, attraverso le sinergie con gli organi di vigilanza istituzionali, l'adozione di sistemi di messa in sicurezza idraulica che non deturpino il contesto, il miglioramento effettivo della qualità delle acque e, ove possibile, del loro corretto riutilizzo anche ai fini irrigui, in quello riguardante una maggiore sensibilità verso la natura, l'agricoltura locale e le fonti energetiche di nuova generazione c'è posto sia per la riattivazione dei mulini e delle rogge storiche che per la tutela dei prati irrigui e delle cave di Nerviano e Parabiago, senza con ciò trascurare l'attività di identificazione di aree idonee per l'installazione di sistemi di produzione energetica a partire dalle acque del fiume.

Per quanto riguarda, d'altra parte, il capitolo concernente la cultura ed il tempo libero il richiamo è alla promozione convinta di tutte quelle attività, anche infrastrutturali, che riescano a riportare la gente al fiume considerandolo a tutti gli effetti come risorsa: rilancio della collaborazione fra gli enti attraverso la costruzione di percorsi culturali condivisi riguardanti soprattutto il fiume Olona, promozione di attività sportive specifiche dando maggiore rilevanza a quelle già esistenti, progettazione di aree di sosta, piste ciclopedonali e sentieri che possano consentire un collegamento efficace con il vicino Parco del Roccolo nell'ottica di una logica di collaborazione integrata tesa a superare i loro confini amministrativi.

Agli occhi di tutti coloro che vivono la realtà del nostro territorio il passo compiuto in quel di Parabiago con la sottoscrizione del patto rappresenta qualcosa di veramente nuovo che merita di essere protetto e valorizzato. Nuova è la composizione degli aderenti: un parco di interesse sovracomunale che lo propone, le Amministrazioni pubbliche che lo compongono, l'associazionismo di diverse estrazioni e i proprietari privati che aderiscono senza riserve. Ed è soprattutto la presenza di soggetti pubblici e di soggetti privati tenuti assieme dalla bontà di un progetto condiviso che ne qualifica, almeno a livello locale, la caratteristica innovativa: se è vero infatti che già nel Contratto di Fiume questa presenza è da qualche anno garantita e sta dando i suoi primi frutti, è altrettanto vero che, a livello intercomunale e fino ad oggi, questa logica ha fatto fatica a decollare.

Da una parte i Comuni sono apparsi fino ad ora ancora troppo legati ai loro confini ammnistrativi e dall'altra una reciproca diffidenza tra gli attori pubblici e quelli privati è stata di fatto d'ostacolo allo sviluppo di simili collaborazioni: differenza di vedute in termini progettuali, una diversa concezione del tempo di reazione e di realizzazione sono state le caratteristiche specifiche che il recente passato ci ha lasciato in eredità.

Nuova è l'articolazione e la condivisione degli obiettivi: mai un progetto a più voci era riuscito a mettere in campo una serie di obiettivi condivisi che, raggruppati in sette linee guida, prendessero in considerazione un così ampio spettro dell'agire umano. Ora invece - a seguito di un lavoro preliminare che è passato attraverso il test di partecipazione in progetti ben riusciti e propedeutici a questo (ci si riferisce ai già citati Mappare il Parco e Dalla mappa del Parco alla realizzazioni delle Reti) – si sono potute testare, cammin facendo, le reali intenzioni dei partecipanti e si sono potute collaudare, giorno per giorno, le loro reali intenzioni di superare il protagonismo solitario del passato per suggellare, in questo modo, il passaggio verso l'acquisizione di una logica di gruppo dove ogni componente ha " bisogno dell'altro per completare se stesso, per ottenere ciò che (da solo) non può vedere" e per riuscire "a dare all'altro la visione di cui ha bisogno per completarsi" (Nettuno,2007).

Nuovo è anche il metodo di lavoro e la condivisione di una logica di responsabilità: la pluralità di attori e la comunione di idee che nascono da esperienze diverse non annacqua la portata del progetto e la sua efficacia operativa. Infatti la collaborazione tra i firmatari e la condivisione da parte loro delle linee guida si ispira al principio di sussidiarietà qui inteso come un modello comportamentale "in cui si valorizza la creatività dei singoli e delle forme sociali, rispetto a una cittadinanza di partecipazione (che) ne afferma la responsabilità sociale" (Occhetta, 2003).

Tutto questo per dire, in conclusione, che il desiderio forte di unirsi e di fare gruppo che è alla base del Patto per l'Olona e che l'ha animato fin dai primi istanti di vita non rattrista l'energia del singolo e, non diluendo la sua responsabilità rispetto ai contributi che le sue competenze consegnano all'elaborazione collettiva, ne valorizza, al contrario, l'originalità e la paternità creativa. Per tutto quanto detto è necessario proseguire anche per il futuro nell'esperimento con la stessa determinazione che ha contraddistinto la sua nascita e con lo stesso entusiasmo che accompagna oggi la sua crescita in modo tale che l'attenzione che il progetto ha già suscitato da parte dello Osservatorio Regionale per Expo 2015 (La Prealpina – 6 giugno 2013) possa rappresentare un primo segno di attenzione a un territorio che merita sicuramente di più di ciò che fino a oggi ha ricevuto.

 

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