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Solbiate Olona
Dal sogno alla realtà, una strada per l'Ecomuseo
Una tesi di laurea indica una strada su misura per il progetto in Valle Olona

13 Maggio 2013 - Il quarto appuntamento del cammino lungo i paesi della Valle Olona intenzionato a illustrare il progetto Ecomuseo e invitare Associazioni, istituzioni e cittadini a collaborare, ha potuto contare su un importante elemento in più, oltre alla ormai collaudata formula di descrivere il contesto in cui si sta lavorando ormai da sette mesi, presentare lo stato di avanzamento dei lavori e rispondere alle varie domande, dalle semplici curiosità alle diverse osservazioni.

Le oltre cinquanta persone intervenute alla tappa di Solbiate Olona hanno infatti avuto la possibilità di toccare dal vivo le potenzialità e la fattività di un Ecomuseo. La disponibilità dell'architetto Stefania Lagana ha permesso di scoprire il lavoro di tesi realizzato insieme alla collega Fabiola Ingallinera, mirato proprio a un progetto per buona parte esattamente in linea con quello attuale. Unica sostanziale differenza tra quanto elaborato dalle due neolaureate e l'attuale idea di Ecomuseo della Valle Olona, il punto di partenza, ispirato al museo del tessile di Busto Arsizio. Tutto il resto, l'impianto del progetto, lo studio e le conclusioni sembrano ritagliate su misura per chi non ha paura di pensare in grande.

"Ho trovato il lavoro di tesi molto interessante, capace di dare una dimensione reale a quanto stiamo pensando per la Valle Olona - commenta Michele Palazzo, promotore dell'Ecomuseo -. Al primo impatto può apparire quasi un libro dei sogni, qualcosa di impossibile da realizzare, ma noi siamo convinti che non dobbiamo aver paura di puntare in alto se vogliamo raggiungere traguardi importanti".

L'idea di EMITex, Ecomuseo dell'Industria Tessile della Valle Olona e di MITex, Museo dell'Industria Tessile di Busto Arsizio ha infatti trovato spunto da due considerazioni fondamentali: la necessità di salvaguardare un'industria ormai entrata a far parte della storia e la constatazione dell'assenza di un'adeguata memoria storica. Dalla volontà di recupero del passato per costruire il futuro scaturisce quindi una concezione di Ecomuseo precisa, dettagliata e rigorosa al punto di presentarsi come candidato naturale a modello da seguire. A partire dal principio dell'intreccio, al quale ispirare anche un futuro logo. Intreccio come elemento caratteristico dell'attività tessile e al tempo stesso obiettivo primario di un Ecomuseo, quale combinazione tra attività tessile, attività umana ed evoluzione socio-economica.

Tanto immediate, quanto concrete le idee che ne scaturiscono. In uno scenario dove protagonista deve essere il visitatore, un primo spunto prevede la realizzazione di una sorta di museo interattivo legato al mondo tessile, dall'industria vera e propria all'influenza sullo sviluppo sociale. Sviluppato in fase di tesi pensando alla sede di Busto Arsizio, Stefania Laganà ha proposto un'interpretazione più rivolta alla Valle Olona, illustrando la possibilità di trasformare il museo in un vero e proprio itinerario, dove ogni sala è di fatto un luogo distinto lungo il fondovalle, meglio ancora se all'interno di un edificio recuperato dell'era industriale. Dalle materie prime, ai telai, alla ricostruzione degli ambienti industriali e familiari passando per tessitura, filatura, tintura e lavorazioni speciali, una serie di testimonianze sapientemente combinata con installazioni moderne, aiuta il visitatore a ripercorre l'intero cammino della civiltà industriale che per oltre un secolo ha governato la vita sulle sponde dell'Olona.

Un percorso capace di trovare già sul territorio i primi punti di riferimento dal quale iniziare a progettare. Se oggi il tracciato è segnato dalla pista ciclopedonale, la prospettiva è di vedere la Ferrovia della Valmorea nel ruolo di filo conduttore tra passato e presente con uno sguardo al futuro. Nel frattempo, è possibile dare forma a questo desiderio di rinascita con obiettivi più facili da raggiungere ma non per questo meno importanti. Dalla realizzazione di un servizio di bike sharing lungo l'intera Valle Olona, al posizionamento di totem informativi, anche interattivi, quello che serve è soprattutto buona volontà e unione di intenti.

Affidandosi a percorsi a tema di fatto già esistenti (storia, religione, industria, natura) e che richiedono solo di essere formalizzati, un primo importante passo in avanti l'Ecomuseo della Valle Olona è già in grado di compierlo. Nonostante si possano considerare già importanti i risultati raggiunti, l'ostacolo maggiore al momento resta trovare un'unità di intenti. Contando sulla collaborazione di tutti i Comuni e le Associazioni sul territorio, alla fine l'impegno della singola realtà è ridotto al minimo. Altrimenti, se regna la diffidenza il carico si accumula sulle spalle di pochi, il traguardo descritto con tanta professionalità da Stefania Lagnà e Fabiola Ingallinera è destinato a restare un sogno o, peggio ancora, un'opera incompiuta.

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