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Valle Olona
Con spinta dal basso, l'Ecomuseo punta lontano
Idee chiare e progetti dalle prime Associazioni pronte a dare il consenso

21 Dicembre 2012 - La brusca accelerata registrata dal progetto dell'Ecomuseo della Valle Olona nelle ultime settimane è di quelle difficile da augurarsi anche da parte dei più ottimisti. Dopo infatti, un consenso a tutto campo raccolto dalle Amministrazioni per appoggiare il lavoro svolto sul campo, anche le Associazioni iniziano a manifestare crescente interesse e il desiderio di contribuire alla buona riuscita. Oltre ai diversi portavoce presenti nell'incontro per la riapertura ufficiale dei lavori dello scorso 15 dicembre, nei giorni seguenti direttamente dal territorio arrivano manifestazioni di interesse tali da indurre a credere che il prossimo incontro previsto per la metà di gennaio possa vedere una buona partecipazione.

In modo particolare, si rivela preziosa da subito, la manifestazione di interesse avanzata dalle due principali realtà presenti materialmente sul fondovalle. "Questa storia dell'Ecomuseo l'ho vissuta per intero anche la volta scorsa, sperando di poter vedere un giorno un treno turistico attraversare la Valle Olona – afferma Marco Baroni, Presidente dell'Associazione Amici della Ferrovia Valmorea -. Ho visto la prima idea naufragare anche perché allargatasi a macchia d'olio, ma ora voglio essere nuovamente qua per aiutare, mettendo prima di tutto dei confini precisi al territorio interessato. La Valle Olona è quella che conosciamo e città come Tradate, Gallarate, Busto Arsizio o Saronno non hanno legami diretti".

La tentazione di crescere a dismisura per aumentare il consenso è in effetti uno degli errori dai quali alla fine il progetto è uscito snaturato e di conseguenza in pochi sono riusciti a farlo proprio. Ora però, è il momento di guardare avanti. "Partiamo subito con poche parole e passiamo ai fatti – invita Baroni -. Attiviamoci per iniziare subito la promozione delle nostre iniziative, anche a eventi importanti, come per esempio il BIT, alla fiera di Milano. Nel frattempo, partiamo dalle tante piccole macchie di Ecomuseo esistenti e colleghiamole tra loro".

Tra l'area della stazione a Castiglione Olona e il Casello 5 di Castelseprio, la presenza della ferrovia è un importante richiamo per il passato della Valle Olona. In attesa che il recupero prosegua dall'attuale capolinea di Malnate, il fulcro naturalistico dell'attività è pochi chilometri più in giù, a Fagnano Olona. "Sono venuto a a conoscenza del progetto solo pochi giorni fa e non ho ancora avuto modo di affrontare il discorso con il direttivo della nostra Associazione, ma lo farà a breve – dichiara Claudio Caccin, Presidente della Contrada dei Calimali -. Credo comunque ci sia totale entusiasmo per un'iniziativa che rispecchia esattamente quanto siamo già abituati a fare da tempo e concretizzatosi quattro anni fa nell'acquisto della zona intorno alla Candiani, dove è nato l'Approdo".

Oltre al consenso, considerato il numero di Comuni potenzialmente coinvolti e l'estensione territoriale, è fondamentale riuscire da subito a individuare dei riferimenti fissi all'interno di ciascun paese. Candidati ideali in questo senso sono proprio coloro chiamati per vocazione a occuparsi di valorizzare il patrimonio locale. "Avevo partecipato personalmente alle prime riunioni, ma allora il nostro presidente era contrario – spiega Giuliano Vialetto, Presidente della Pro Loco di Castellanza -. Io invece sono pienamente favorevole e intendo iniziare da subito a parlarne con i cittadini, soprattutto gli anziani, per recuperare ricordi e tradizioni".

In attesa, e nella speranza, di riuscire a risalire la Valle Olona anche per quanto riguarda il coinvolgimento di altre Pro Loco e Associazioni, sempre da Castellanza arrivano già i primi contributi importanti. "Stiamo raccogliendo tanto materiale fotografico e abbiamo già presentato il progetto per realizzare l'archivio fotografico della Valle Olona – spiega Alfiuccia Nusumeci, del Consiglio Direttivo AFI -. C'è tanto materiale che sta uscendo dai cassetti e siamo pronti ad aderire al progetto sia dal punto di vista della disponibilità in ambito fotografico sia per organizzare uscite guidate sul territorio". È esattamente questo lo spirito ideale per sviluppare un progetto in grado di percorrere molta strada, dove tutti sono fondamentali, ma è più importante investire il tempo a organizzare le risorse disponibili piuttosto che inseguire quelle più riluttanti.

Sulla linea del fare si schiera prontamente un'altra importante associazione di Castellanza. "Sono d'accordo sulla priorità di fare e non a caso, noi per primi siamo impegnati in una ricerca storica locale, dato che l'ultimo testo scritto sula nostra città risale al 1974 – rilancia Alberto Roveda, del Gruppo di ricerca storica e archeologica di Castellanza -. Ci siamo resi conto di come attraverso queste ricerche emergano tante notizie inedite sulla storia locale".

A spostare l'ago della bilancia sempre più dalla parte dell'ottimismo, la consapevolezza di come proprio da uno degli aspetti alla base del fallimento di due anni fa possa scaturire un vantaggio. "In iniziative di questo genere ci sono due possibilità – sottolinea Filippo Giudici, di Iniziativa 21058 -: calarla dall'alto con soldi e mezzi a fare da traino, oppure, visto che ora sappiamo bene che di soldi non ce ne sono, la spinta dal basso, di chi vuole riscoprire la comunità e ricordarsi cosa siamo attraverso il territorio. Non solo per il passato, ma anche come traccia da seguire per il futuro".

Per chi ha vissuto l'esperienza precedente come un fallimento, ora si presenta l'opportunità di rimediare. Un solido punto di partenza è la consapevolezza di lasciare da parte ogni esitazione e condizione prima di mettersi all'opera, come riassumono gli ultimi due portavoce, Giordano Colombo, di Amiamo Castellanza e Tiziano Langè, di Castellanza Deve Volare. "L'Olona è la parte naturale della nostra Valle intorno alla quale sono cresciute le attività. Bisogna rimboccarsi le maniche e passare ai fatti, e se tutti coloro che ci credono danno una mano, allora diventerà una cosa importante".

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