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Fagnano Olona
Due strade diverse per un unico obiettivo
Con i Sindaci impegnati sull'Olona, l'Ecomuseo può partire dal basso

30 Novembre 2012 - Recupero del Fiume Olona ed Ecomuseo non possono procedere in modo disgiunto. Il primo in particolare, ha la priorità assoluta alla luce di una situazione sempre più vicina a precipitare. Ancora una volta infatti, gli ultimi giorni hanno portato alla ribalta quanto la presenza di schiuma nel fiume stia diventando sempre meno un'eccezione e continuare a rimandare l'inizio di un intervento di bonifica diminuisce le già limitate possibilità di ridare dignità al corso d'acqua al quale buona parte della popolazione deve la qualità della vita nei decenni passati.

Secondo l'orientamento della Amministrazioni Locali, la qualità del fiume è la priorità e, se i primi interventi tipo pulizia dell'alveo e censimento degli scarichi potranno essere realizzate con risorse proprie, subito dopo è necessario reperire i fondi, senza fare troppo affidamento su aiuti dall'esterno. "Intervenire sull'Olona significa principalmente intervenire sui depuratori e quindi i finanziamenti sono indispensabili – spiega Marco Roncari, Sindaco di Fagnano Olona -. Attualmente questo sarà possibile solo intervenendo sulle tariffe dell'acqua, anche perché non è più pensabile continuare a pagarla ben al sotto del suo valore. Dobbiamo imparare a pagare il giusto valore delle cose, e chi consuma di più deve pagare di più".

Nell'immediato però, il problema resta quello di riprendere il controllo degli scarichi. "Le ASL dovrebbero essere in grado di fornirci la mappa e le relative deroghe – spiega Roncari -. Il Sindaco di Marnate Cleestino Cerana è inoltre reduce da un incontro in Regione Lombardia e aspettiamo una convocazione dalla Provincia di Varese. Purtroppo, le deroghe non dipendono da noi e non possiamo revocarle".

I tempi di intervento si confermano quindi sostanziosi. D'altra parte, anche un eventuale Ecomuseo rimesso in moto richiederebbe almeno un paio di anni prima di poter raccogliere qualche risultato e di conseguenza vincolare uno al successo del'altro rischia di apparire troppo lontano per riuscire a raccogliere consensi e raggiungere la necessaria sensibilizzazione.

Gli obiettivi in definitiva non sono molto diversi e i tempi sono conforntabili. Completamente diverso invece l'approccio e la strada da seguire, al punto da ritenere ragionevole che entrambi possano mettersi in moto in modo autonomo e mantenere dei punti di contatto per arrivare insieme alla meta. Se i singoli cittadini e le Associazioni poco infatti possono fare sulla questione risanamento, come l'esperienza insegna, la strada migliore per l'Ecomuseo è quella che parte dal basso.

"Ritengo sia una bellissima idea, importante a riscoprire il territorio e con tutta probabilità utile anche a dare impulso all'economia – sottolinea Roncari -. Presa in mano dai Sindaci in effetti la questione è già caduta una volta, ma se troviamo chi è disposto a prendersi a cuore il progetto, per esempio sotto lo coordinamento delle Pro Loco, si può riportare l'attenzione sull'argomento".

Qualcuno è già stato trovato, a paritre dallo stesso promotore del primo tentativo crollato nel passaggio di gestione alle Amministrazioni e ai quali si è già aggiunta l'Associazione Amici della Ferrovia Valmorea. Prima si coinvolgere ufficialmente le Pro Loco e le Associazioni del territorio, è però importante avere almeno il consenso ufficiale dei paesi. "Credo che i Sindaci daranno certamente il sostegno – conclude Marco Roncari -, ma l'idea deve partire ed essere portata avanti al di fuori, anche perché siamo sempre più oberati dall'ordinaria amministrazione".

Nella speranza, ancora viva, che almeno i Sindaci che avevano promesso un contributo alla discussione, diano seguito all'intenzione, le prossime tappe per l'Ecomuseo della Valle Olona prevedono la chiamata a raccolta delle Associazioni, passando per le Pro Loco che dovessero rendersi disponibili, e un incontro pubblico con tutti gli interessati all'argomento, intorno alla metà di dicembre.

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