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Valle Olona
Ecomuseo, ultima chance. Appello per ripartire
Il promotore della prima ora pronto a rimettersi in gioco, astenersi perditempo

15 Ottobre 2012 - Sono diversi i progetti simbolo di quello che potrebbe diventare la Valle Olona e di quello che invece simboleggia una realtà molto spesso più ricca di idee rispetto ai fatti. Uno però si distingue in modo particolare, anche solo per il fatto di interessare un a vasta zona e per essere, almeno inizialmente, passato dalle parole ai fatti. D'altra parte, anche l'emblema di una certa incapacità nel portare a termine un compito, qualora davanti a tutto ci sia l'interesse di un gruppo e non del singolo, Amministrazione, Associazione o attività che dir si voglia.

Per capire quanto il progetto Ecomuseo della Valle Olona sia la perfetta sintesi di tutto questo, basta andare su quello che risulta ancora il sito Web ufficiale, dove da ormai due anni troneggia un messaggio con un'allegra foto di gruppo a corredo di un emblematico titolo Siamo sulla strada giusta. Quale fosse quella strada e quali misteriosi ostacoli insormontabili abbia rivelato il percorso, per molte persone si può solo intuire, anche se quanto emerso sin dai primi incontri ufficiali aveva subito lasciato intendere che si sarebbe trattato di qualche cosa molto più simile a un ripido sentiero di montagna piuttosto che un'autostrada.

C'è però anche chi di fronte a tale dimostrazione di manifesta incapacità a proseguire un lavoro di squadra non è ancora del tutto disposto ad arrendersi. "Fermo restando tutti i requisiti dell'Ecomuseo, io coltivo tuttora la speranza di riprendere il progetto – afferma Michele Palazzo, Promotore del progetto -. Voglio lanciare un appello a tutti coloro ancora disposti a impegnarsi in prima persona per il bene dell'Ecomuseo e interessati a vederla come opportunità di sviluppo e non come prospettiva di arricchirsi".

La volontà della maggior parte delle realtà chiamate in causa, di cogliere l'occasione come la possibilità di portare acqua al propri mulino e mettersi in prima fila per reclamarne i benefici, è infatti la principale ragione del fallimento. Una realtà troppo brutta per non provare almeno a smentirla. "Per chi è rimasto convinto della fattibilità, contiamoci, proviamo a battere un colpo e farci sentire – rilancia Palazzo -. Non mi riferisco solo al mondo politico, ma a chiunque: Associazioni, esperti, imprenditori, semplici cittadini, purchè disposti a mettere davanti a tutto l'interesse dell'Ecomuseo".

Per aiutare a comprendere ancora di più quanto sia stata finora gettata al vento una grande occasione, non solo i numerosi apprezzamenti per il territorio manifestati da chi aveva accettato di mettere a disposizione la propria esperienza di Ecomuseo già realizzato. "Basta fare due semplici conti – sottolinea Palazzo -, per arrivare alla conclusione che se i tempi fossero stati rispettati, eravamo già nei termini per avere il riconoscimento ufficiale dalla Regione Lombardia e accedere ai relativi fondi".

D'altra parte, i sostenitori conviti del progetto sono tuttora numerosi, alla ricerca di spiegazioni, indicazioni o anche di un semplice coordinamento. "Tante persone continuano a domandarmi perché è morto tutto. È dovuto a una serie di egoismi, giochi di potere e questioni di campanile. Significa non avere lungimiranza sul proprio futuro".

Un colpo decisivo alle ambizioni di un cantiere che viaggiava a velocità sostenuta si è registrato con l'entrata in gioco delle Amministrazioni locali. Quando il progetto nato tra le mura e il giardino de Il Piccolo Mondo Antico, oasi Castellanzese dello stesso Michele Palazzo, è stato preso in carico dai singoli Comuni, nel giro di poco tempo è venuto a mancare il controllo sul desiderio prevaricativo di tante Associazioni e tutto è finito arenato nei meandri della burocrazia, senza più un vero responsabile in prima linea pronto a lavorare sul campo.

Nel frattempo, una delle possibilità di ridare dignità al corso d'acqua protagonista di tutto continua a essere ignorata, l'Olona resta molto più vicino a una fogna, ma tutto questo non basta per arrendersi. "La mia proposta è sempre la stessa. Chiudiamo con questi Amministratori ipocriti capaci di gridare sempre 'al lupo', ma di fatto incapaci di chiudere con un'ordinanza gli scarichi una volta per tutte, e mettiamo insieme tutti quelli che credono ancora nell'Ecomuseo, mettiamoci la faccia con nome e cognome. Per ripartire bastano dieci persone, purchè veramente in buona fede e disponibili". In pratica, l'estremo tentativo è ripartire da zero, ricalcando il progetto iniziale. Un'idea sostenuta da un gruppo di singoli, capaci di coinvolgere le rispettive Associazioni e mettersi seriamente al lavoro tutti sullo stesso livello.

Tenendo presente che una parte del lavoro (la compilazione delle schede per i beni materiali e immateriali), in diversi paesi era già iniziata, le possibilità di successo aumentano. Soprattutto, partendo da un punto fermo: "All'inizio possiamo fare a meno dei Comuni. Solo successivamente, se veramente interessati e disponibili, possono pensare di aggregarsi, ma sempre solo se accettano di collaborare, senza rivendicare il controllo".

La conta è iniziata. Michele Palazzo è pronto ad assumersi il carico maggiore di responsabilità, e dietro a lui il sottoscritto è già disponibile a mettersi in gioco. Mancano quindi ancora otto nomi, di persone o Associazioni, convinti che la scommessa di possa vincere. "Serve soprattutto disponibilità, abbastanza soci per iniziare con uno statuto e un regolamento – conclude Michele Palazzo -. Da qui si può pensare di coinvolgere il territorio, spero grazie alle Pro Loco, e far diventare più persone possibile parte integrante del progetto". Il sasso è lanciato. Tutte le Amministrazioni saranno espressamente chiamate in causa per esprimere il proprio punto di vista. Chiunque altro, Associazione o anche singolo, è ufficialmente invitato a dire la sua.

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