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Castiglione Olona
Un insuccesso annunciato da troppo tempo
La situazione attuale come logica conseguenza di una Giunta nata male

23 Agosto 2012 - Alla luce di quanto successo da poco più di tre anni a questa parte, sarebbe fin tropo facile archiviare le ultime notizie in arrivo dal Municipio di Castiglione Olona come la logica conseguenza di una serie di situazioni più volte affrontate a discusse, anche se spesso senza replica, su queste pagine. In un momento comunque delicato per il Borgo e alla presenza di quello che comunque, salvo ulteriori colpi di scena, sta assumendo tutte le sembianze di un fallimento amministrativo, infierire sarebbe perfettamente inutile e in primo piano deve rimanere il destino di un paese fondamentale per la zona, il cui fatto di aver smarrito l'identità non ha avuto ripercussioni solo sui residenti ma anche su tutti quanti avevano scommesso sulla possibilità di lavorare a stretto contatto.

Dopo una prima analisi della situazione offerta da chi a Castiglione ci vive e conosce bene i risvolti della vita locale, può essere interessante inquadrare ora la situazione anche dall'esterno. Allargando lo sguardo a tutti e tre gli anni durante i quali la Giunta guidata da Emanuele Poretti ha guidato il paese, la situazione che sembra esplosa solamente nelle ultime settimana a cavallo delle vacanza, si delinea invece in modo decisamente più chiaro e alla fine tutto quanto appare come la logica conseguenza di un puzzle i cui pezzi hanno sempre fatto fatica a combinarsi tra loro.

Prima di tutto, un aspetto importante da chiarire. Nonostante quanto probabilmente pensa il diretto interessato sulla veridicità della seguente affermazione, appare difficile attribuire ogni responsabilità al Sindaco, prossimo a lasciare ufficialmente l'incarico. Personalmente la sensazione è sempre stata di una persona all'altezza della situazione, contornata però da collaboratori di calibro diverso e impegnati soprattutto a bilanciare i rispettivi ruoli e competenze. La sensazione di trovarsi a dover gestire un gruppo troppo eterogeneo e con incarichi legati troppo alle regole della spartizione politica e troppo poco alle reali competenze e affinità, è emersa sin dai subito nei primi contatti con i nuovi Amministratori. Il vero limite di Poretti in questo caso è stato sottovalutare la situazione, oppure semplicemente non avere trovato la forza di intervenire.

Un altro aspetto da non sottovalutare è stata la netta volontà, anche questa emersa fin da subito, di troncare ogni progetto avviato dai predecessori. Compiendo un atto di ingenuità prima ancora che di presunzione, il fatto di aver vinto delle elezioni ha indotto a ritenere che le basi di tanti lavori avviati fino a pochi giorni prima non fossero più valide, e tantomeno gradite ai cittadini. Al proposito, il Sindaco non ha mai negato la decisione di non voler portare avanti tali progetti per non dover riconoscere meriti altrui. Un limite troppo grosso per chi ambisce al ruolo di Primo Cittadino, laddove proprio la capacità di riconoscere eventuali meriti altrui può trasformarsi in formidabile arma vincente, anche a livello politico oltre che per il benessere dei propri compaesani.

Tanto per citare solo alcuni esempi, l'ormai ingiallito Protocollo Terre del Seprio-Medio Olona, il balbettante Parco RTO, la quasi totale estraneità ai lavori per la Pedemontana e opere annesse, il naufragio totale dell'Ecomuseo dopo averne voluto a tutti i costi assumere la direzione, l'assenza di interesse per un progetto dalle grandi potenzialità, anche economiche, quale il recupero della Ferrovia della Valmorea e la difficoltà in cui annaspa ciò che una volta era uno dei simboli del paese, vale a dire la Fiera del Cardinale.

Infine, l'impietoso confronto che emerge dal confronto tra la Castiglione Olona del primo decennio del secolo e quella degli ultimi tre anni. Il paese capace nel tempo di costruire pazientemente, pezzo su pezzo, prima il Parco RTO, poi una collaborazione tra PLIS, quindi un accordo storico tra venti paesi pronto a decollare sull'aereo di Expo 2015 oggi è al centro della cronaca solo per una situazione di abbandono del territorio che emerge passando da quelle parti, per aver tradotto in interessi di alleanza ogni rapporto con i vicini di casa e di fiume e per una serie infinita (ancora per poco) di beghe interne, le cui smentite hanno impegnato buona parte delle risorse amministrative.

Difficile immaginare a breve un Borgo capace di brillare nuovamente di luce propria e permettere a chiunque fosse disponibile a collaborare, senza differenza di colore o vedute, di sfruttare i benefici di riflesso. Sperare però almeno in un arresto della caduta e un'inversione di marcia è ora possibile.

 

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