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Valle Olona
Strategia e bicicletta non vanno d'accordo
Mentre altri realizzano piani per la mobilità, la Valle ignora anche i bandi

28 Gennaio 2011 - Nell’ambito di una politica regionale rivolta a favorire lo sviluppo di una rete di piste ciclabili e lo sviluppo di una cultura maggiormente orientata all’utilizzo delle due ruote, la scorsa estate Regione Lombardia aveva emesso un bando per la realizzazione di infrastrutture in questo ambito. Tra i vari criteri, oltre alla promozione del bike-sharing, veniva indicata preferenza a piste ciclabili e ciclopedonali finalizzate al raggiungimento di stazioni e punti di approdo, così come a piste ciclabili e ciclopedonali per collegare a piste ciclabili esistenti e ai nodi di interscambio.

Il bando sembrava fatto su misura per la zona della Valle Olona e un’occasione importante per cominciare a sfruttare in modo adeguato una struttura come la pista ciclopedonale realizzata a spese della Provincia di Varese. Divulgata, a uso delle Amministrazioni meno vigili, la notizia lo scorso settembre, più di un Sindaco aveva manifestato l’interesse per mettere a punto un progetto. In particolare, piaceva la possibilità di realizzare un sistema di bike-sharing in ambito Medio Olona, ma anche estendere e raccordare la rete di percorsi protetti nei centri urbani.

Suscita invece una certa delusione constare come l’occasione sia ancora una volta caduta nel buio, dimostrando quanto al momento iniziative quali i PLIS, il Protocollo Terre del Seprio-Medio Olona, ma più banalmente anche l’attenzione dei singoli paesi alla Valle Olona vengano relegate in disparte. A fianco degli sforzi compiuti dalla Provincia per completare e mantenere la Pista Ciclopedonale, dai centri interessati non giungono segnali incoraggianti.

Dei 248 progetti presentati infatti, solo uno è arrivato dai Comuni aderenti al Protocollo, la realizzazione del prolungamento della pista ciclopedonale in fregio alla via Nino Bixio SP n. 65 avanzata dal Comune di Vedano Olona. Non può consolare più di tanto il fatto che sia anche rientrato tra i 233 progetti ammessi al finanziamento, con un contributo di 102.500 euro a fronte di un preventivo di spesa pari a 205mila euro.

Per i Comuni della Valle Olona quindi, un’altra occasione persa, e in particolare una nuova dimostrazione di non considerare l’asse naturalistica non tanto come risorsa ma neppure come bene da tutelare. Basta infatti percorrere i venti chilometri della pista ciclabile per rendersi conto della situazione. L’unico progetto apprezzabile infatti, resta Calipolis, l’approdo di Fagnano Olona realizzato e mantenuto grazie alla caparbia della Contrada dei Calilmali, ma purtroppo un’oasi in un deserto.

Ed è una sensazione di sfiducia quella che emerge guardando con una certa malinconia luoghi simboli del rilancio della Valle, come per esempio l’area intorno alla stazione della Ferrovia delle Valmorea a Castiglione Olona, relegati ormai tra i ricordi di ciò che sarebbe potuto essere, oppure, sempre nel Borgo, l’ufficio operativo del Parco RTO che tutto può definirsi tranne che operativo. Oppure, all’estremo geografico opposto, il progetto di un’Associazione che accudisce un tratto di Valle da oltre mezzo secolo ma non è messa in condizione di realizzare un semplice progetto a causa anche dell'opposizione di chi invece la Valle Olona fino a pochi anni si limitativa ad attraversarla distrattamente in automobile

Eppure, per trovare esempi positivi, non serve andare lontano. Sempre nell’ambito dello stesso bando. Il Parco Regionale Valle del Lambro il finanziamento l’ha ottenuto, per realizzare il primo lotto dell’anello del lago di Pusiano, dal lido di Casletto alla stazione di Rogeno. Ma la migliore dimostrazione di buona volontà arriva dal Parco del Lura, praticamente coetaneo del Parco RTO e con questo confinante.

Il Consorzio del Parco, in questo caso reale e attivo, dal 2000 a oggi ha realizzato oltre trenta chilometri di percorsi ciclabili che permettono la fruizione del parco in bicicletta in tutta la sua estensione. Ma soprattutto, dimostrando di saper agire a lungo termine, ha predisposto un Piano Strategico per la mobilità ciclistica quotidiana e per il turismo, con il supporto di Fondazione Cariplo. Il progetto ha quattro obiettivi cardine, quali la conoscenza della rete ciclabile esistente, la diffusione dell’uso quotidiano della bicicletta, l’aumento della sicurezza e dell'assistenza ai ciclisti e la creazione di una vera e propria cultura della bicicletta. Per muoversi verso questi obiettivi è stato di conseguenza organizzato un ciclo di corsi per formare “professionisti della ciclabilità diffusa”, e articolato si quattro incontri che si concluderanno con un viaggio formativo a Reggio Emilia, una delle città italiane ciclisticamente più virtuose.

 

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